55. La coppia

da qui

Quando si parla di amore, la realtà della coppia è la prima cosa che ci viene in mente. La dimensione sessuale è un elemento essenziale della persona, ne caratterizza l’ esistenza non solo nella dimensione fisica, ma anche in quella psichica e spirituale. La Bibbia si apre con la creazione di un uomo e di una donna che riconoscono la reciproca complementarità, e si chiude con l’immagine della comunità ecclesiale sotto forma di sposa che brama l’incontro con l’amato e supplica che venga da lei. Al centro c’è il Cantico dei Cantici, dove versi di pura poesia descrivono l’amore tra un giovane e l’ amata. Tale amore, dunque, costituisce un tema dominante nella Sacra Scrittura, il simbolo della sponsalità la attraversa interamente. La mutua attrazione è inscritta nel genoma, e con essa noi siamo chiamati a confrontarci. Oggi, in seguito al mutamento radicale delle abitudini sessuali – e al ruolo fondamentale rivestito da mass media e social network -, si è verificata una modificazione profonda della fisionomia di coppia e famigliare. Don Mario, trattando l’argomento, lo lega inseparabilmente al tema della verità; molte componenti possono essere scambiate per amore: l’attrazione fisica, il bisogno, persino la convenienza, in certi casi. Egli metteva in guardia i suoi uditori  dall’incappare in queste deviazioni, perché, diceva, il cuore umano desidera risposte che si trovano solo nell’incontro con chi corrisponde veramente a ciò che siamo, nella nostra verità profonda. La paura della solitudine è un ostacolo, perché porta ad aggrapparsi all’altro anche quando non va bene per noi, e priva della possibilità d’essere se stessi. La sua visione può apparire romantica, addirittura ingenua nel nostro mondo cinico, in cui tutto diventa opzionale e relativo. Eppure continuava a sostenere che la persona giusta per ognuno esiste, ed è solo se si è certi di lei si può fare un passo decisivo come quello dell’accesso al matrimonio. Concreto com’era, indicava, alle giovani coppie, tre elementi per capire se fossero pronte a condividere la vita: unicità, totalità, definitività. La prima dimensione ha a che fare con la fedeltà, perché se ci sente “uno” e si condivide pienamente, non c’è spazio per esperienze analoghe con altri. La seconda dimensione è la capacità di investire nella relazione tutti i campi della vita, e di essere disposti a rinunciare per amore dell’altro, senza riservarsi nulla. La terza dimensione ha a che fare con il coraggio del “per sempre”. Se si incontra qualcuno con cui voler vivere un simile rapporto, si può essere certi che si tratta della persona giusta per se stessi. Don Mario non teme di citare la parola “sacrificio” come elemento imprescindibile della felicità, perché in esso c’è più amore. Una bella lezione per noi, suggestionati come siamo da una cultura che vede nella gratificazione la condizione necessaria per essere felici, che chiama “amore” qualunque cosa procuri piacere, a discapito di ciò che veramente conta.

13 pensieri su “55. La coppia

  1. “unicità, totalità, definitività”.

    In presenza di questi tre elementi, che condivido, mi riesce difficile comprendere il ruolo del sacrificio. Quando ci si sente “uno” credo che la totalità’ e la definitivita’ vengano di conseguenza. Il problema del sacrificio quindi credo sia legato alla situazione in cui i tre elementi cominciano a fare “acqua” .
    E’ lecito domandarsi perché fanno acqua o deve prevalere il sacrificio come atto di fiducia nella promessa iniziale?

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  2. “Il paradosso dell’amore consiste nel fatto che esso è il più alto grado di consapevolezza dell’essere in quanto persona e il più alto grado di compenetrazione dell’altro”.
    (R.May)

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  3. Se saprai starmi vicino,
    e potremo essere diversi,
    se il sole illuminerà entrambi
    senza che le nostre ombre si sovrappongano,
    se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
    e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.

    Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
    e non il ricordo di come eravamo,
    se sapremo darci l’un l’altro
    senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
    se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia…

    Allora sarà amore
    e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

    [Pablo Neruda]

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  4. Per sempre!
    Il matrimonio è un punto interrogativo per tutti,” solo la libertà” che uno dona all’altro può permettere che sia per sempre!
    Il 25 maggio sarà l’anniversario del mio matrimonio…. 40 anni insieme, e sono ancora tanto felice!
    :-)
    Lo auguro a tutte le coppie che scrivono qui, se mai ne avessero bisogno.

    ernestina

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  5. Bisogna ricordare che il senso del sacrificio e’ virtu’ che nasce anche dall’accettazione del dolore, rende la psiche piu’forte nelle sventure, allena il corpo ad essere piu’battagliero nelle malattie, quando si sposa con la fede sa guardare con speranza oltre la morte….. essenziale nella vita di coppia per no illudersi che sia facile la vittoria sulla difficolta’di vivere ma neppure si perda la certezza che sia possibile nonostante gli insuccessi ricorrenti..almeno cosi si conquista il”per sempre” e sussiste qualcosa di sacro in un contesto in cui la tentazione pare quella di desacralizzare il piu’ possibile.

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  6. “Essere non essere”: per essere è necessario essere nel richiamo ancestrale dell’amore, vocazione dell’uomo nel suo rapporto personale con l’altro, ma anche come unità nel Corpo mistico e sospiro d’amore dell’anima alla intimità divina, esemplare il “cantico, simbolo della sponsalità”.
    Amore: necessaria negazione, “agonia, altro volto dell’alterità”, amore che procura morte, anche quello in Cristo: “mia dolce rovina”: conversione dal finito all’infinito, desiderio inguaribile del fuoco che divampa nella segreta Trinità, solo Amore che non conosce morte.
    “Anche il cielo voluttuoso divampa
    e grondano desideri alberi e pietre”
    e anche l’essere mio desidera,
    desidera il tuo bacio,
    Amore dell’anima mia,
    l’ardente Spirito Santo:
    “quiete accesa” dall’eternità.

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  7. “Se non ricordi che Amore t’abbia mai fatto commettere la più piccola follia, allora non hai amato.”
    William Shakespeare

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  8. L’amore e’ cio’ che priva della morte. Un giuramento fatto ancora prima di conoscere l’amato(a). Niente a che fare con il piacere ne’ col sacrificio, sue sottospecie pregne di caducità. Dono universale accolto e ridato, sovrumano spirito luce.

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