Traslochi

da qui

Abbiamo paura. Ora che abbiamo smontato l’armadietto, gli scaffali della libreria, ora che in camera non c’è più nulla, che ogni soprammobile è stato ritenuto fuori luogo, che neanche un fiore ha un motivo per fermarsi; ora che il letto, l’abat-jour, la scrivania con la poltrona in pelle, la foto che occhieggiava sul mobile di fronte, il calendario appeso dal 31 dicembre, la sveglia, il telefono, la luce notturna; ora che persino le ciabatte sono state sfrattate dall’angolo nel muro; adesso che qualcuno porta dentro le sue cose – estranee, inquietanti, sconosciute -, restiamo stupiti, increduli, spiazzati. Ci sembra impossibile che la nostra cultura stia per fare la fine di ciò da cui ci siamo liberati. Adesso è tardi, forse, per cambiare.

Vivalascuola. Gli Asini n. 24. Se non si lotta si perde

E’ uscito il n. 24 de Gli Asini (novembre/dicembre 2014), rivista di educazione e intervento sociale diretta da Luigi Monti che unisce riflessione teorica e pratica didattica, di cui qui abbiamo proposto un articolo. Ne presentiamo l’indice. Continua a leggere

L’Effetto città, di Vincenzo Trione

trione vincenzo FOTO
La seducente archeologia del ‘futuro contemporaneo’

di Guido Michelone

Effetto città, di Vincenzo Trione (edito Bompiani), racconta anzitutto la città come arte, ma è anche molto di più: non si tratta soltanto di un libro recentissimo che potrebbe diventare, in materia, in Italia e all’estero (se prontamente tradotto), un punto di riferimento essenziale per la cultura del XXI secolo; sono soprattutto ottocento pagine fitte in cui l’Autore teorizza che le maggiori innovazioni riguardano la città moderna: fenomeno che, in perenne metamorfosi e ormai privo di centro, inventa un nuovo modo di vedere, come già intuisce Baudelaire (a cui Trione dedica molte pagine, eleggendolo quasi a guida spirituale). Continua a leggere

Di’ soltanto una parola

Lunedì 23 febbraio, ore 20.30
Teatro Franco Parenti, Via Pier Lombardo 14, Milano
Di’ soltanto una parola
a cura di Aimara Garlaschelli, Gaia Guarducci

con Chandra Livia Candiani e Haim Baharier

Per ascoltare bisogna aver fame / e anche sete, / sete che sia tutt’uno col deserto […]” (Chandra Livia Candiani) Continua a leggere

Guido Michelone intervista Gianluca Barbera

Barbera Gianluca editore
Cosa significa fare l’editore oggi?

Caro Gianluca, da scrittore ti chiedo subito una riflessione sul cosa significhi fare l’editore, mandare avanti una casa editrice, produrre e pubblicare libri oggigiorno
Significa essere pronti per il reparto psichiatrico. Scherzi a parte, si deve accettare l’idea di correre grossi rischi economici e di andare incontro a più dolori che soddisfazioni. Come ho detto a un amico: troppe leggi, troppe tasse, troppi pochi lettori. Continua a leggere

Il Cile falsificato: intervista senza intervistato a Maurizio Chierici sul suo libro “Il presidente deve morire”

Il presidente deve morireIl Cile falsificato: intervista senza intervistato a Maurizio Chierici sul suo libro Il presidente deve morire.

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di Andrea B. Nardi

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L’odio cieco verso gli Usa, meno ideologico che nevrotico, porta alcuni individui ad alimentare menzogne, propagandare calunnie, falsificare la storia. Spesso a distanza anche di decenni. È quanto pare essere accaduto con questo libro di Maurizio Chierici, il quale, certo contando sulla generale memoria corta del pubblico, pretendeva di riscrivere a modo suo i fatti drammatici del Cile di oltre quarant’anni fa. Noi volevamo intervistarlo non solo per smentirlo ma soprattutto per sentire le sue ragioni. Purtroppo, dopo un iniziale assenso, l’autore, dopo aver letto le nostre domande, si è reso latitante senza mai concedere l’intervista. Ecco le domande che gli avevamo inviato.

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53. L’amore

da qui

Dopo aver definito la giustizia come scelta non condizionata di rispetto dovuto a chiunque e in qualunque condizione, il passo successivo consiste nell’approccio a un altro valore fondamentale, quello dell’amore.
Ci sarebbe moltissimo da dire: don Mario ha scritto sul tema in più contesti, dedicandogli due cicli catechetici completi, per poterlo approfondire.
L’amore è iscritto nella natura umana: Dio è amore, leggiamo nella 1Gv 4,8, per cui l’uomo ne porta in sé l’impronta. Il bambino lo dimostra: abbiamo ricordato quanto l’essere amati incida sullo sviluppo e la salute della sua psicologia.
Don Mario sottolinea l’esigenza imprescindibile della verità, perché l’amore vero non può essere confuso con qualunque surrogato: esso dà vita e costruisce, in quanto espressione dello spirito, e solo in questo caso dà risposta al bisogno che l’uomo ha per natura.
Cosa si intende per “amore vero”? Nei primi anni di vita si determina la struttura del carattere: l’accoglienza della nuova creatura, l’attenzione, la disponibilità, la cura amorevole e concreta risultano, quindi, decisive. Questo richiede che entrambi i genitori rinuncino a se stessi per il bene dei figli: insomma, il sacrificio fa parte integrante dell’amore. Se si ama veramente, tuttavia, non è lecito parlare di sacrificio in senso stretto: le rinunce, vissute in questo modo, si trasformano in gioia e soddisfazione.
Il vero amore non è mai egoista: sembra banale, ma nella nostra società coltivare se stessi è visto come l’unico valore: tutto ciò che esula da questo meccanismo è vissuto come perdita,e genera emozioni e sentimenti negativi. Il dono della vita, invece, genera a sua volta vita, in sé e negli altri: è la verità che la cultura in cui viviamo occulta, proponendo abitudini volte a nutrire egoismo e narcisismo, portatori, questi sì, di aridità e di morte.

Donne infertili che si credono inutili, ma intanto diffondono bellezza

 

di: Guido Tedoldi

Dopo la lettura di «Non chiedermi come sei nata», romanzo di Annarita Briganti – Cairo Editore, 2014, pp. 200, € 13,00

La protagonista di questo romanzo si chiama Gioia Lieve, ma nelle prime pagine della vicenda precipita in uno stato mentale tutt’altro che contento: ha un aborto spontaneo, e da successive visite ginecologiche risulta che la sua capacità di diventare madre potrebbe essere stata compromessa. Inoltre ha già 39 anni, un’età nella quale per molta parte della storia dell’umanità le donne erano troppo vecchie per restare incinte.

Per fortuna siamo nel XXI secolo, e la scienza medica conosce tecniche di inseminazione assistita sempre più efficaci. Il desiderio di Gioia di avere un figlio (o una figlia, come lei preferirebbe) può essere soddisfatto.

Per sfortuna siamo in Italia. La legislazione nazionale ostacola chi vuol avere figli con metodi non certificati da millenni d’uso tradizionale. Gioia dovrà andare all’estero.

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Mare vostrum

da qui

Se ho ben capito, l’operazione Triton serve a smentire l’operazione Mare nostrum, destinata al salvataggio dei migranti. Ora, dei mezzi a disposizione ci si avvale per respingerli, o per soccorrerli solo se in grave pericolo di vita. Così, i naufraghi imbarcati dai pattugliatori sono morti di freddo poco dopo. I fatti sono questi, nudi e crudi. I commenti con cui rivestirli li lascio a chi ha ancora qualcosa da discutere.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.109

Franco Legni, Io Nichi MorettiSgangherato frenetico stomp. Franco Legni, Io Nichi Moretti, Firenze, Curiosando Edizioni, 2013

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di Giuseppe Panella

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Nichi Moretti non è certo quello che si suole definire un “bravo ragazzo”, non è riuscito nella vita, non è molto amato dalle donne né apprezzato dalle madri che lo vorrebbero come genero (della sua, di mamma, non si sa nemmeno se ci sia o che cosa faccia tranne una fuggevole apparizione sul finale della narrazione della sua storia). In realtà, scivola ogni giorno di più nel fallimento totale.

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appunti di viaggio

Racciano di San Gimignano di Antonio Sparzani
 
 
Piani (Racciano di S. Gimignano)

Quanti piani dietro
quello che vedi davanti,
il vetro
che li cela è opaco
lucida è la nebbia di queste mattine.

Le colline perdute
di San Gimignano
nascondono lo svanire
lontano Continua a leggere

Provocazione in forma di apologo 283

Da quanti anni non passavo in questa via! Ma le chiavi del portone e dell’appartamento, chissà perché, non le lo ho mai gettate, sono rimaste nell’anello di ferro insieme alle altre, a quelle nuove.
Molto è cambiato nella via, si stenta quasi a riconoscerla. La vecchia casa invece no, è sempre lei, o almeno al primo sguardo così sembra.
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Vivalascuola. Riuscirà Renzi-Giufà a distruggere la scuola?

La scuola italiana attende due date a fine febbraio: un incontro del PD sulla scuola il 22 febbraio e la presentazione di un decreto legge il 28 febbraio: la traduzione legislativa del documento di Renzi “La Buona Scuola“. Nonostante il quadro fortemente critico del piano governativo fornito dalla trasmissione tv Presa Diretta, il sottosegretario all’Istruzione assicura: niente ripensamenti. Contro le proposte del Governo si annunciano mobilitazioni degli studenti. E intanto una proposta alternativa che parte davvero dal basso (la LIP – Legge di iniziativa popolare per una buona scuola per la Repubblica, sottoscritta da 100.000 persone, che il 30 gennaio ha compiuto 10 anni) continua a essere ignorata dal Governo. In questa puntata di vivalascuola presentiamo un intervento di Marcello Belfante sulla “Buona Scuola” di Renzi apparso sul numero 24 della rivista di educazione e intervento sociale Gli Asini, che ringraziamo per la gentile concessione. Segue un punto della situazione della “riforma“. Contro la decretazione d’urgenza in una materia che dovrebbe richiedere confronto e discussione invitiamo a firmare una lettera al Presidente della Repubblica. Continua a leggere

LA PRIGIONE METAFISICA DI BEPPE MARIANO

foto monviso

di Elio Gioanola

La raccolta poetica Il passo della salita, Interlinea, 2007, è una parziale antologia dell’opera di Beppe Mariano che va dalle composizioni degli anni sessanta a quelle più vicine alla fine del secolo.
Si tratta di una delle raccolte poetiche più intense che siano apparse negli ultimi tempi, la più lontana immaginabile dalle squisitezze del poetese come dai virtuosismi e dalle acrobazie sperimentali. Questa è dura poesia esistenziale, scavata nella carne viva di una dura esperienza di vita, affidata alle cadenze stilistiche di un realismo che non teme di ricorrere agli appoggi espressionistici più forti e persino alla visionarietà. Continua a leggere

Dire la nostra

da qui

Bisogna mettersi insieme per dire la nostra, scrive un caro amico. Proprio così: rinunciare all’autoaffermazione, al solipsismo di chi pensa di cavarsela da solo, di chi insegue – rifacendosi al titolo di un famoso capolavoro di Graham Greene – il potere e la gloria. Su questo Gesù è stato tentato. E’ istruttivo analizzare le parole che Satana gli rivolge nel deserto: “Lo condusse in alto, gli mostrò in un istante i regni della terra e gli disse: ‘Ti darò il potere e la gloria di tutti questi regni, perché è a me che sono stati dati e io li do a chi voglio. Prostrandoti e adorandomi, tutto sarà tuo'”. (Lc 4, 5-6). Se fossi ricco, resterei turbato, conoscendo l’origine del patrimonio. Secondo il vangelo, la ricchezza è sempre iniqua (Lc 16,9), per cui è meglio condividerla e farsi degli amici. Gesù ha rinunciato dall’inizio al potere e alla gloria: per questo lo hanno ucciso e sepolto fuori delle mura, in mezzo a una discarica malsana, dove tutti deponevano o facevano i bisogni. Nessuno lo dice, ma noi sì. Noi diciamo la nostra.

Pensiero unico? No grazie

da qui

Siamo in tempi in cui non è più lecito accodarsi a qualche carro, sperando che sia quello vincente. E’ ora di pensare con la propria testa, smascherando le lobbies che impongono un pensiero unico, fidando nel fatto che le pressioni economiche e sociali – il ritorno d’immagine, il cachet, l’inserimento in una élite col privilegio fisso di prime serate e prime pagine – siano sufficienti a sbaragliare ogni rigurgito d’indipendenza. E’ ormai noto che la politica, ad esempio, non è più appannaggio dei partiti, ma dei grandi quotidiani: la sinistra non è guidata dal Pd, ma dal giornale di Scalfari e Mauro, la destra si affida alle campagne di Feltri e di Belpietro, il centro è diventato il mercato, la logica capitalistica a cui si sono piegate le menti tutte dell’arco costituzionale, salvo, forse, Landini. Credo sia ora di cominciare a pensare, a scoprire i germi di una cultura alternativa, che rifiuta la gabbia delle visioni fabbricate nei backstage delle banche e delle redazioni dei giornali. Facciamoci sentire, diciamo la nostra, impediamo a coloro che vogliono asservire il mondo – e ci sono riusciti – di toglierci l’ultimo barlume di quella che un tempo chiamavamo libertà.

52. La giustizia

da qui

Le facoltà di cui abbiamo parlato – intelligenza, libertà, volontà – sono strumenti di cui disponiamo per scoprire e gestire i valori e gli attributi dell’essere umano, le dimensioni della nostra natura, che riflettono l’immagine di Dio, per il credente. Continua a leggere