Francesco Tomada, Portarsi avanti con gli addii

E’ uscito da poco per l’editore Raffaelli un libro di poesia che deve essere segnalato con gioia, Portarsi avanti con gli addii di Francesco Tomada. In attesa di tornarci appena possibile, ne presentiamo una poesia e un invito alla lettura di Giorgio Morale.

Portarsi avanti con gli addii

E se domani io non ci fossi più
per un incidente o qualsiasi cosa che ora non immaginiamo
o perché la rabbia mi ha formato un coagulo nel cuore

dopo il tempo che ti serve tu comunque vai avanti
trova un altro uomo che sia un padre
se possibile migliore per i nostri figli

per favore non far recitare quelle messe
a cui tutti devono venire senza averne voglia
non tenere i miei ricordi in un cassetto
perché di buio allora ne avrò già abbastanza

e non dire a nessuno se mi pensi
piuttosto custodiscimi come una seconda adolescenza
qualcosa che ti porti sempre dentro
anche se non sei più tu

* * *

Questo poeta non è un fingitore, la sua parola non finge, nessuna sua lo fa. Tutto il dolore attraversato è vero, così come gli sprazzi di luce e di gioia, le feritoie in cui la vita erompe, e forma la parola, la rende, e ce la dona, pulita come un sasso di fiume.” (Fabio Franzin)

Un invito alla lettura
di Giorgio Morale

E’ uscito da poco per l’Editore Raffaelli un libro di poesia che deve essere segnalato con gioia, Portarsi avanti con gli addii di Francesco Tomada, con disegni di Anton Špacapan Vončina e un’ottima ampia posfazione di Fabio Franzin. Il poeta ha una buona fama in rete, in virtù di una presenza quanto mai discreta e della qualità delle sue proposte. Anche io da anni leggo le cose sue, e sono stato subito colpito dalla pulizia della parola e da una sorta di pacatezza, ma anche dalla definitività del giudizio, con cui recepisce i drammi della storia. Ma non immaginavo che nell’insieme di questa nuova opera potesse esserci tanto dolore e tanta sapienza “disarmata“, mi verrebbe da dire.

Trovo infatti in Portarsi avanti con gli addii una sapienza che non aspira alla volontà di potenza, che è una tentazione spesso ricorrente nel mondo delle lettere seppure variamente mascherata, ma è apertura creaturale, disponibilità ad abitare il proprio spazio-tempo a partire dal semplice alfabeto della quotidianità che tutti ci accomuna e con la profondità di chi sente sulla propria carne la storia farsi giorno per giorno, nella precarietà e nell’incertezza. Ma si tratta della precarietà e dell’incertezza di cui sono fatte anche le cose e le persone che amiamo.

Il tutto viene proposto con la perizia compositiva di chi è ben avvertito di quanto si muove nella poesia contemporanea e ne fornisce un’interpretazione scevra da esibizioni e intellettualismi; in particolare qui viene recepito un andare della poesia verso la prosa che ben sostiene l’andamento narrativo di questi versi e il loro tono intimo e discreto.

7 pensieri su “Francesco Tomada, Portarsi avanti con gli addii

  1. Pingback: Portarsi avanti con gli addii | Tramedipensieri

  2. Grazie, Giorgio, per le tue parole. Sarei già felicissimo di riuscire, nella mia scrittura, in una piccola parte di ciò che hai detto. Come ti scrivevo, mi sento più disarmato che sapiente…
    E grazie davvero a chi ha lasciato un segno di apprezzamento e incoraggiamento.

    Francesco t

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  3. Meno male che sei disarmato, Francesco, è il disarmo che, come dice la “bambina pugile”, crea “lo spazio di carità tra te e l’altro”. Ne riparleremo.

    Per adesso: solo grazie grazie grazie a te di questo libro.

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