Dall’alto

da qui

Berlusconi condannato, Berlusconi assolto: che il giustizialismo sinistrorso sia patetico e ridicolo, oltre che feroce, lo sanno anche i bambini. Il problema è un altro: non conta che Berlusconi torni o meno; conta che la politica la faccia chi desidera il bene del Paese, chi si occupa degli ultimi, come il re-messia atteso dagli ebrei. Lui avrebbe fatto giustizia, si sarebbe preso cura dei diseredati. Ciò spiega perché, per i vangeli di Matteo e di Luca, Gesù ha il coraggio di lanciare il suo programma con questo paradosso: beati i poveri. Beati in quanto c’è chi pensa a loro. Perché un’umanità rigenerata, rinata dall’alto, si ricorda finalmente degli afflitti. Non solo delle donne, dei soldi, del potere.

7 pensieri su “Dall’alto

  1. Sorgi a rinascere con me fratello.
    Dammi la mano dalla più profonda
    ragione del tuo diffuso dolore.
    Non tornerei dal fondo delle rocce.
    Non tornerei dal tempo sotterraneo.
    Non tornerà la tua voce indurita.
    Non torneranno i tuoi occhi forati.
    Guardami dal profondo della terra,
    bifolco, tessile, muto pastore:
    domatore di guanacos tutelari:
    muratore delle ardite impalcature:
    acquaiolo delle lacrime andine:
    orefice dalle dita ammaccate:
    agricoltore che tremi sul seme:
    vasaio nella tua crete impastato:
    date alla coppa di questa nuova vita
    i vostri vecchi sepolti dolori.
    Mostratemi il vostro sangue e il solco,
    ditemi: qui io fui castigato,
    perché la gioia non brillò o la terra
    non diede all’ora sua la pietra o il grano:
    indicatemi la pietra ove cadeste,
    e il legno su cui vi crucifissero,
    accendetemi gli antichi acciarini,
    gli antichi lumi, le fruste attaccate
    per secoli sopra le vostre piaghe
    e le asce di luce insanguinata.
    Io parlo dalla vostra bocca morta.

    Attraverso la terra unite tutte

    le vostre labbra tacite e disperse

    e dal profondo parlatemi,

    per tutta questa questa lunga notte,

    come se io con voi fossi ancorato,

    ditemi tutto, catena a catena,
    anello ad anello, e passo a passo,
    affilate i coltelli che serbaste,
    posatemeli in petto e nella mano,
    come un fiume di gialle saette,
    come un fiume di tigri sepolte,
    e lasciatemi piangere, per ore, giorni, anni,
    per età cieche e secoli stellari.

    Datemi il silenzio, l’ acqua, la speranza.
    Datemi la lotta, il ferro, i vulcani.
    Unite a me i corpi come calamite.
    Accorrete alle mie vene, alla mia bocca.
    Parlate con le mie parole e col mio sangue.

    Pablo Neruda

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  2. Già, caro Fabry. “Non solo delle donne, i soldi, il potere…” aggiungiamoci il MIlan che è stato il suo trampolino di lancio…Secondo me , è ridicolo il solo fatto che pensi di tornare a proporsi. Ha ottant’anni, tre interventi alla prostata, potrebbe/dovrebbe guardarsi intorno e fare il giro della propria “prigione”, non quella in cui non è mai entrato, nonostante la sequela di condanne “rosse”, come lui le ha definite( ma ad es. se uno evade il fisco, è un fatto incontrovertibile , mi sembra che ci sia poco da discutere sulle toghe rosse o nere che siano), parlo del giro della prigione alla maniera di Yourcenaur. Quella sì, sarebbe un’ottima cosa, prima del capolinea, dell’ultima stazione , e non solo per lui.
    Complimenti alla poesia nerudiana “evangelica” scelta da Ema , sempre acuta e puntuale ( alcuni versi li inserirò senz’altro nel recital).
    A te un grandissimo abbraccio

    Augusto

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  3. Beati i poveri perchè hanno Dio dalla loro parte e il suo regno è già nel mezzo del loro cuore.
    Quella di Gesù non è una politica a lungo termine, i poveri, Dio, gia “li ha fatto sedere nei cieli in Cristo Gesù “.

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  4. “Il mio cuore è cosi puro da poter vedere il viso di Dio in mio fratello, in mia sorella, quella nera, quella nuda, quella che ha la lebbra , quella che sta morendo? questo è cio’ per cui dobbiamo pregare. Poiche’ Dio vive in noi e ci rende divini, e noi siamo tutti fratelli e sorelle: una grande famiglia di figli di Dio.”(la gioia di amare MADRE TERESA)

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  5. La “polis”berlusconiana piuttosto che renziana non e’ la Citta di Dio anche se dovrebbe assai somigliarvi . È compito di chi sta in alto realizzare il migliore dei mondi possibili dove regni libertà, giustizia e rispetto dello status di genere e censo. Una sorta di messia del verbo politico che professa la pace in terra prospettando a tutti indistintamente un assaggio di Paradiso. Sin’ora non si e’ visto, solo demoni. Pero’ non perdiamo la fede.

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  6. Il problema è che ci stanno le persone ammalate al potere, e alcuni casi è difficile curare. Il problema è quando ambizioni non corrispondono con la realtà.

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