57. Maghi e saltimbanchi

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Rifiutare la verità significa cadere nelle pieghe e nelle piaghe della menzogna, di cui è imbevuta la nostra società.
Non è un mistero che l’occultismo e le pratiche magiche siano al culmine della diffusione. Il paradosso è che molti cattolici pensano di poter conciliare la fede e la magia. Gesù era accusato, dai nemici, di aver appreso in Egitto le arti magiche. Per questo Matteo, l’evangelista, ambienta la fuga famigliare al tempo della prima infanzia del Profeta: come avrebbe potuto istruirsi in materia, così piccolo? Lo stesso Gesù rifiuta in modo sistematico di compiere miracoli come fossero giochi di prestigio: spesso, anzi, raccomanda di non farne parola con alcuno.
Eppure, ogni anno, milioni di persone si rivolgono a impostori e ciarlatani, abituati a speculare sulla pelle della gente. I consigli degli “esperti” si moltiplicano anche, com’è noto, nei canali privati d’improbabili TV. Credenze come queste allignano in maniera inversamente proporzionale alla fede genuina, e hanno effetti deleteri non solo su chi sceglie d’imbarcarsi in simili percorsi, ma anche sui parenti incolpevoli, costretti a ogni tipo di rovescio economico e mentale. Bisogna aver toccato il fondo per rivolgersi a imbroglioni che troppo raramente vengono scoperti e denunciati, per il timore di vendette e ritorsioni. Tutto ciò può accadere in quanto l’esperienza religiosa è sempre più formale, ritualistica; ha smesso di rispondere agli aneliti profondi della gente, che vi scorge un deposito astratto di dottrine incapaci di agire nella vita.
Aprire le porte alla superstizione vuol dire dare adito a ogni forma di negatività, a dinamiche che conducono a un sicuro fallimento. Ne sono responsabili i media più influenti, che sfornano oroscopi inculcando negli utenti l’idea che troveranno, in quelle previsioni, le risposte che una fede malcompresa non può dare. Urge, pertanto, il soccorso di un pensiero critico. Non è un caso che la Bibbia, il libro dei libri, abbia sempre condannato la magia: essa non espone solo al rischio di patologie, ma anche all’idiozia truffatori d’ogni risma.

6 pensieri su “57. Maghi e saltimbanchi

  1. Pagine che fanno chiarezza, disinnescano l’inganno e mettono in risalto i veri contorni della cose. Un antidoto all’illusione, all’apparenza, alla mancanza di discernimento.

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  2. Un padre e una madre escono disperati dalla stanza del medico, che ancora una volta ribadisce che la diagnosi è infausta, il loro figlio avrà pochi mesi di vita.Per questi genitori angosciati, c’è sempre un amico/parente che suggerisce una soluzione, a pochi chilometri dalla loro casa c’è un “santone/a” che riceve la mattina presto, basta portare una fotografia del malato e fare una libera offerta, vi darà un flacone con del liquido, da somministrare ( mi raccomando) a stomaco vuoto,e il miracolo è assicurato. Troppo volte ho sentito queste storie, questi genitori me le hanno raccontate sempre dopo.Quale peccato hanno commesso questi papà e queste mamme? erano soli e disperati, quando ne ho avuto la possibilità li ho abbracciati e abbiamo pianto.

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  3. “Non è un mistero che l’occultismo e le pratiche magiche siano al culmine della diffusione” poiche si è perduto il senso evangelico e si ricorre ad una risposta idolatra alla vanità delle vanita delle vita.
    In Lev.19,26 si legge: non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia, perchè è “Dio luce ai miei passi”.
    Dio: “persuasione profonda” in parole di silenzio, motivo di ogni attesa, Verità incandescente: “roveto ancora in fiamme” nella sua eternità d’amore al quale devo “chiedere perdono solo nell’osare di accostarlo” e dove anche il:
    “corpo è Spirito che si condensa
    all’infinito”.

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  4. Lev shomea – Cos’altro per raddrizzare il tiro?Ascoltare la Voce e il silenzio, per ridarla con gioia. Un dono insito per qualcuno, la ricerca affannata per molti.

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  5. Non è strano che quasi ogni uno di noi vuole stare sempre bene, vuole essere sempre giovane, bello e forte. Spesso non si accetta i fatti cercando vari modi per cambiare la realtà.
    Si dice “vendere l’anima al diavolo” per ottenere suo scopo. Ma, vale la pena?

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