58. La vita

da qui

Francesco Alberoni definisce l’innamoramento come “lo stato nascente di un movimento collettivo a due”. In contrasto con le vedute della psicoanalisi, non lo considera una regressione, anzi lo fa nascere dallo slancio verso il futuro, e lo considera fondamentale per la formazione della coppia. Sottolinea, però, l’importanza di creare un progetto condiviso, altrimenti il processo amoroso potrebbe naufragare.
Abbiamo visto quali sono gli elementi che don Mario dà alle coppie per comprendere se esistano le basi per costruire qualcosa di fondato. L’energia vitale che scaturisce dall’innamoramento, il bisogno di creare qualcosa di nuovo, di dar vita a un progetto condiviso, dovrebbe far passare dall’intimità alla generatività, un bisogno psicologico, non soltanto fisico. L’amore dà vita, e suscita il desiderio di generare vita. E’ il contesto in cui dovrebbe nascere il bambino, il quale si nutre di amore non meno che di latte, e così come le carenze alimentari danno luogo al rachitismo, quelle affettive rendono incapaci di vivere ed amare.
Del passaggio dall’intimità alla generatività ha trattato Erikson, affermando che la maturità produce il desiderio di donare vita. Lo psicologo si è spinto anche a parlare di generatività spirituale.
L’amore tende a trascendersi, superando i confini dell’io, ma anche del noi: una coppia chiusa agli altri e alla vita finisce con l’essere stagnante: Fromm la definisce “fòlie à deux”, un ripiegamento narcisistico destinato a diventare sterile, infruttuoso.
La famiglia, dunque, ha come base l’amore della coppia che, aprendosi, genera la vita.
L’educazione è un elemento essenziale dell’amore dei genitori per i figli: riconoscerne l’unicità, incoraggiare l’espressione dei talenti, insegnare a ragionare sul senso delle cose, sui valori e sul vero, sono compiti fondamentali per formare individui responsabili e liberi.
Chi aiuta i genitori, così impegnati da avere a malapena il tempo per compiere i doveri elementari? Sarebbe bello creare corsi appositi di formazione per non lasciarli soli né improvvisare in un campo in cui niente può affidarsi al caso, dal momento che la famiglia è la fucina in cui prendono forma le generazioni e la speranza di un mondo migliore.

9 pensieri su “58. La vita

  1. AMARE
    L’ Amore è Dio che genera l’Amato, unità perfetta nello Spirito Santo, convivialità che si perpetua in sè e dono nella “creatività in atto sull’onda della sua fantasia”, come fuoco della terra e del cuore dell’uomo chiamato ad “un progetto condiviso” in “uno stato nascente di un movimento collettivo a due”, in quelle stagioni dell’amore che sono le eterne stagioni del vivere perchè non è vero che “c’è un tempo per amare e un tempo per odiare. Non ci sono tempi per l’Amore. Ogni tempo è tempo per amare”. (Turolddo).
    Amore antico e novità nel tempo è il frutto dolce, Gesù, Verbo del paradiso divino, e germoglio giusto nel suo sponsale divino in quella discesa alle profondità dell’umanità, in un’ affezione coi figli dell’uomo, mai venuta meno.
    Amare è un rischio; lo è stato anche per un Dio d’Amore nel suo volgersi dal paradiso trinitario alla creazione molto buona, coscienza e limite, fino all’Amore non amato.
    “Riusciranno l’uomo e la donna, ad essere custodi del fuoco sacro?” e amare Dio con tutto se stessi?
    “Forte come la morte è l’Amore..
    le sue fiamme son vampe di fuoco
    una fiamma del Signore”.
    Amore è solo Dio, amare è solo di Dio e amare viene da Lui solo, “il senso del limite è il nostro dramma di essere umani ma anche la porta che si apre sull’incontro col Salvatore”. (Fabrizio)

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  2. SOLENNITA’ DI S. GIUSEPPE
    Gesù era conosciuto come il figlio di Giuseppe.
    Tanto basta per fare di lui: l’uomo di Dio.
    Egli custodì: il “più alto segreto nascosto da secoli in Dio”.

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  3. L’innamoramento. Passi accanto tante persone e… improvvisamente ti colpisce qualcuno. Non sai perché, non sai come, non sai in quale modo. Ti sei innamorato.
    La vita comincia avere diversi colori, tutto diventa più bello. L’innamoramento. E’ bello.

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  4. Innamorarsi, dell’altro, della vita, per raggiungere l’oltre, dono del dono, gioia infinita, effetto a volte inavvicinabile, mascherato da un velo di lontana foschia. Chiunque lascia un figlio a raccontare di sé. Anche se non lo sa.

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