59. Figli

da qui

La verità è legata al bene. Un motivo per cui oggi la menzogna è dilagante è che si è perso il sentimento – essenziale nella vita – d’essere amati. Sentirsi amati è un libro di Henry Nouwen, uscito nel ’93; uno di quei testi che potremmo anche non leggere, perché il titolo ha già espresso ciò che conta. “Questi è il mio Figlio, l’amato”, dice la “voce dall’alto” nella scena del Battesimo di Cristo. Parole rivolte a tutti noi, capaci di riaccendere la fede, perché credere e amare sono aspetti indivisibili. La vita spirituale, dicevano i padri, comincia quando ci sentiamo perdonati, essendo il perdono la massima espressione dell’amore. Nel momento in cui gli mettono davanti il paralitico affinché lo guarisca, Gesù perdona innanzitutto i suoi peccati: la paralisi è nel cuore, è lì che la persona ha urgenza d’essere curata. L’attuale esplosione di violenza è legata al fatto di sentirsi trascurati, ignorati, disprezzati. Ciò implica riflettere, senza pregiudizi, sulla perdita di senso di valori come la paternità e la maternità, maschile e femminile, che garantiscono, nei casi di equilibrio e salute mentale e psicologica, una crescita conforme alle strutture perenni della vita. Ma se prevalgono rifiuto e solitudine, indifferenza, invidia, gelosia, anche all’interno di famiglie cosiddette “naturali”, si scatena l’inferno che sappiamo. Paternità e maternità si traducono in cura e attenzione, forza e tenerezza, elementi che stanno alla radice di una visione realistica di Dio, così spesso oscurata – soprattutto ai nostri giorni -, dall’insorgere di fondamentalismi inaccettabili. Il Vangelo insegna che la guarigione nasce dal sentirsi figli, persone amate e degne, al di là di ruoli e di funzioni, successi o fallimenti esistenziali. E’ questa la bellezza che salva, come pensava Dostoevskij: ed è qui che si evidenziano i danni di una società che pubblicizza – per motivi commerciali – solo il male e i suoi noti derivati. Se ci sentiamo amati – e in 1 Gv 4,8 si afferma chiaramente che Dio è amore -, possiamo essere certi che la negatività non avrà più potere.

8 pensieri su “59. Figli

  1. Le fobie sociali portano all’assurdo dell’amore, figli contro figli, col risultato di bandiere che sventolano sangue. Ritroviamo quell’amore che restituisca a tutti la stessa dignità.

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  2. Il figlio

    Sai da dove vieni?
    … vicino all’acqua d’inverno
    io e lei sollevammo un rosso fuoco
    consumandoci le labbra
    baciandoci l’anima,
    gettando al fuoco tutto,
    bruciandoci la vita.
    Così venisti al mondo.
    Ma lei per vedermi
    e per vederti un giorno
    attraversò i mari
    ed io per abbracciare
    il suo fianco sottile
    tutta la terra percorsi,
    con guerre e montagne,
    con arene e spine.
    Così venisti al mondo.
    Da tanti luoghi vieni,
    dall’acqua e dalla terra,
    dal fuoco e dalla neve,
    da così lungi cammini
    verso noi due,
    dall’amore che ci ha incatenati,
    che vogliamo sapere
    come sei, che ci dici,
    perché tu sai di più
    del mondo che ti demmo.
    Come una gran tempesta
    noi scuotemmo
    l’albero della vita
    fino alle più occulte
    fibre delle radici
    ed ora appari
    cantando nel fogliame,
    sul più alto ramo
    che con te raggiungemmo.

    Pablo Neruda

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  3. “CREDERE E AMARE SONO ASPETTI INDIVISIBILI”
    Credere è un evento tutt’uno con l’amore e credere altro non è che conoscere, e amare di più è di quelli che più conoscono, afferma Teresa d’Avila.
    Dio si è svelato e si svela continuamente, si svela per comunicarsi all’uomo, tante epifanie nel tempo, tante quelle segrete all’anima. L’Innominabile si rivela Padre e l’Inconoscibile penetra chi non può contenerlo con un mistero che esula i pensieri dell’uomo e l’ Amore ama non in conformità dell’amore che noi gli portiamo, ma in conformità dell’Amore che è. Voi “quando amate non dite: ho Dio in cuore, ma piuttosto io sono in cuore a Dio. E non crediate di condurre l’Amore giacchè e Lui che vi conduce”. ( Gibran)
    “Ciascuno di noi non è che un momento di Dio”: una folgore nel santuario dei suoi pensieri, una irrepetibile istanza d’amore, una “ipostasi del non visto prima”: grazia “che a ciascuno è data secondo la misura del dono di Cristo”, per fare della propria esistenza: un credere e un amare.
    E poi:
    “l’Amore ci raccoglie dove la conoscenza ci lascia”.
    (Tommaso d’Aquino)

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  4. Vivere nel amore, dove tutti si vogliono bene, dove non c’è invidia, odio, aggressione, violenza. E’ utopia? No. E’ una bellezza, è una strada bella e giusta. Ma tanti, non si sa per quale motivo, scelgono seguire la strada del male, la strada del odio, egoismo,…la strada dove stanno male e fanno male a tutti intorno.

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  5. Smetti di essere figlio quando inverti il ruolo protettivo verso i tuoi genitori. Credi. In fondo al cuore, sai che non è proprio così: c’è sempre un faccione nel cielo a illuminare il buio della notte.

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