Chi comanda il mondo

da qui

Chi si è alzato a dire che la riforma del lavoro è tutta a favore delle imprese e ignora il dramma dei lavoratori sempre più precari? Chi si preoccupa degli esclusi dal mercato del lavoro, che si vedono sbattere in faccia l’ultima porta per entrare in una forma qualunque di riconoscimento e dignità? Chi metterà mai un argine alla crescente evasione, favorita, evidentemente, dai meccanismi perversi della società e della politica? Chi frenerà la libertà di licenziare, i contatti-capestro, il divide et impera dei detentori del potere? Chi darà vita a una nuova visione dell’economia, che non mirerà a schiacciare i diritti dei più deboli e a eludere ogni parvenza di partecipazione popolare? La risposta, amico mio, soffia nel vento, la risposta soffia nel vento.

6 pensieri su “Chi comanda il mondo

  1. Credo che nei nostri contesti quotidiani le norme giuridiche si possano anche “superare” e integrare con il buon senso, l’equità, il buon cuore. Sta anche e soprattutto a noi, aziende, gruppi, collettività varie, decidere che il primo legislatore è il bene, cosa che non esclude il mettersi sinceramente in discussione.

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  2. l’ultima indagine OCSE (se non ricordo male riguarda il 2013) afferma che solo il 20% della popolazione italiana adulta è in grado di ben orientarsi nella vita contemporanea a causa di incompetenza, ignoranza,disinteresse, maleducazione, ,insensibilità, indifferenza .Mi pare applicabile al “potere consociativo in essere” la pubblicità che ripete : ::Ti piace vincere facile !!!
    Purtroppo siamo messi male ., e la lista dei perchè è molto più lunga vedi il problema del gioco d’azzardo complice lo Stato esattore di una miseria fiscale rispetto ai problemi di dipendenza che dovremmo ,purtroppo curare a costi crescenti, vedi l’alcoolismo dei teen ager
    di cui pochissimi parlano ,piaga gravissima ed estesa ; vedi la sempre minore attenzione e cura ai disabili e agli anziani malati, fragili e con funzionalita’ compromesse ed il loro calvario per ospedali decentrati ,poi le lunghe degenze che non sono tali e ,infine, l’abbandono e la morte se non puoi ricoverarti a pagamento. Per non parlare di mafia, camorra ,ndragheta ..
    scuola….sicurezza sul lavoro, lavoro nero, grigio, con tutte le sue sfumature lavoro femminile
    precondizionato da dimissioni in bianco in caso che ….; un paese più vecchio d’europa con
    sfruttamento delle famiglie che assistono e sostengonio i costi non riconosciuti ed una denatalità condannevole e meno male che arrivano i migranti che facciamo di tutto per non integrare ! basta ?
    Occorre una NUOVA RESISTENZA che spazzi via il cinismo di Macchiavelli, che riconsideri
    le ns radici culturali ed i nostri vizi quelli denunciati all’inizio cui va aggiunto il servilismo atavico.

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