61. Il male

da qui

Padre Amorth, uno degli esorcisti più famosi e competenti, ha scritto un libro dal titolo “Dio più bello del diavolo”, testamento spirituale prezioso per chi è interessato a un certo tipo di tematiche. Egli afferma:” Il bene, l’essere umano e Dio sono molto più buoni, belli e attraenti del maligno, e tali appaiono a quanti sono disponibili a lasciarsi affascinare dal bene”.
Abbiamo parlato di bello, di buono e di vero come di elementi insiti nella natura, riflesso del Creatore, di cui portano  traccia. È una struttura condivisa dall’umanità, da cui trarre i valori in cui potersi ritrovare e da cui ripartire, per un dialogo che attinga alle radici dell’essere, piuttosto che da ciò che ci divide. Il termine diavolo deriva dal greco “diabolos”: il separatore, colui che mette male e accusa, inducendo nell’errore. Già Platone  aveva stabilito un’equazione tra il bello, il buono e il vero, mostrando come non siano una prerogativa dell’antropologia cristiana, la quale solo in seguito assunse e completò la precedente concezione filosofica. Essa si incarna in Cristo, cioè in un corpo e in un volto preciso: non si tratta di idee, ma di una realtà che ci interpella, perché Egli è lo specchio di ciò che siamo chiamati a diventare, riscoprendo l’immagine scolpita nel profondo.
E’ importante parlare di ciò che impedisce la suddetta riscoperta, che vi si oppone con tutte le sue forze. Molte filosofie e psicologie – anche quella junghiana – ritengono il male necessario per esaltare il bene. Per i cristiani, il Bene non ha bisogno delle tenebre per mostrare la sua luce, mentre il male ha una sua fisionomia, è il non-essere contrapposto all’Essere: è un mistero con cui confrontarsi, nella propria vita, a cui dare risposte personali, con scelte concrete. San Paolo, scrive Amorth, ricorda che il male è il rifiuto del bene, dell’amore, della verità di Dio e i segni di Sé che manifesta nella natura umana. È una cecità che sprofonda nelle tenebre. La libertà emerge, ancora una volta, quale elemento decisivo, e come tale va compresa e coltivata  nel suo significato genuino: ciascuno di noi è importante, perché le scelte che compiamo sono assenso al male dilagante o, al contrario, alla bellezza e alla bontà, all’essere secondo il progetto del Creatore.

12 pensieri su “61. Il male

  1. Credo che siamo stati creati per la santità.

    SUL BENE E MALE

    Io posso parlare del bene che è in voi, ma non del male.
    Poiché il cattivo non è che il buono torturato dalla fame e dalla sete.
    In verità, quando il buono è affamato cerca cibo anche in una caverna buia e quando è assetato beve anche acqua morta.

    Siete buoni quando siete in armonia con voi stessi.
    Tuttavia, quando non siete una sola cosa con voi stessi, voi non siete cattivi.
    Una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
    E una nave senza timone può errare senza meta tra isole pericolose senza fare naufragio.
    Siete buoni nello sforzo di donare voi stessi,
    Tuttavia non siete cattivi quando perseguite il vostro vantaggio.
    Quando cercate di ottenere, non siete che una radice avvinghiata alla terra per succhiarne il seno.
    Certo, il frutto non può dire alla radice: “Sii come me, maturo e pieno e sempre generoso della tua abbondanza”.
    Poiché come il frutto ha bisogno di dare, così la radice ha bisogno di ricevere.

    Siete buoni quando la vostra parola è pienamente consapevole.
    Tuttavia non siete cattivi quando nel sonno la vostra lingua vaneggia.
    E anche un discorso confuso può rafforzare una debole lingua.
    Siete buoni quando procedete verso la meta, decisi e con passo sicuro.
    Tuttavia non siete cattivi quando vagate qua e là zoppicando.
    Anche chi zoppica procede in avanti.
    Ma chi è agile e forte, non zoppichi davanti allo zoppo stimandosi cortese.

    Voi siete buoni in molteplici modi e non siete cattivi quando non siete buoni.
    Siete soltanto pigri e indolenti.
    Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.

    Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà, e questo è un desiderio di tutti.
    In alcuni è un torrente che scorre impetuoso verso il mare, trascinando con sé i segreti delle colline e il canto delle foreste.
    In altri è una corrente placida che si perde in declivi e indugia prima di raggiungere la sponda.
    Ma chi desidera molto non dica a chi desidera poco: “Perché esiti e indugi?”.
    Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo: “Dov’è il tuo vestito?”, né a chi è senza tetto: “Cos’è accaduto alla tua casa?”.

    K. Gibran

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  2. Disattenzione

    Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
    Ho passato tutto il giorno senza fare
    domande,
    senza stupirmi di niente.

    Ho svolto attività quotidiane,
    come se ciò fosse tutto il dovuto.

    Inspirazione, espirazione, un passo dopo
    l’altro, incombenze,
    ma senza un pensiero che andasse più in là
    dell’uscire di casa e del tornarmene a casa.

    Il mondo avrebbe potuto essere preso per
    un mondo folle,
    e io l’ho preso solo per uso ordinario.

    Nessun come e perché –
    e da dove è saltato fuori uno così –
    e a che gli servono tanti dettagli in movimento.

    Ero come un chiodo piantato troppo in
    superficie nel muro
    (e qui un paragone che mi è mancato).

    Uno dopo l’altro avvenivano cambiamenti
    perfino nell’ambito ristretto d’un batter
    d’occhio.

    Su un tavolo più giovane da una mano d’un
    giorno più giovane
    il pane di ieri era tagliato diversamente.

    Le nuvole erano come non mai e la pioggia
    era come non mai,
    poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.

    La terra girava intorno al proprio asse,
    ma già in uno spazio lasciato per sempre.

    E’ durato 24 ore buone.
    1440 minuti di occasioni.
    86.400 secondi in visione.

    Il savoir-vivre cosmico,
    benché taccia sul nostro conto,
    tuttavia esige qualcosa da noi:
    un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
    e una partecipazione stupita a questo gioco
    con regole ignote.

    W. Szymborska

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  3. GESU’ IL CRISTO
    Cristo, non un’idea astratta ma realtà che incarna Dio: “Sapienza che gioca nella creazione” profezia di ogni bellezza “disagio del razionale”, l’oltre dei cieli e “felicità di parlarsi da profondo a profondo”.
    Gesù, Cristo di Dio, gorgo divino in cui gravida ogni esistenza e assedio d’amore, nessuno come Te: dimora di Dio, Dio che pensa Amore e Dio dei nostri pensieri.

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  4. Le scelte come assenzo al bene o al male.

    La legge naturale scritta ed impressa nell’anima di ciascuno, non è altro che la ragione stessa che ci comanda di fare il bene e proibisce di fare il male.. Legge naturale che è la stessa legge eterna, ossia la stessa eterna ragione di Dio creatore e reggitore del mondo, inserita nelle ragionevoli creature, e motrice di queste agli atti debiti e al fine.

    Tommaso d’Aquino

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  5. ” La fede e la ragione sono come le ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità.”
    Giovanni Paolo II

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  6. Davanti alla parola “male” e ai suoi contorni/sfumature inizialmente penso che bisognerebbe subito chiudere la porta, perché lo stesso non si insinui nel tessuto dei pensieri e delle azioni. Così mi chiedo: perché devo vedere il lato negativo di una situazione o persona o rapporto che sia, piuttosto che cercare ed esaltare quel pizzico di bello e buono che si possa trovare, seppure scavando a fondo e magari con fatica?

    Altra pagina. Perché spesso l’esteriorità è maestra nell’inganno. Ad esempio, accade che alcune persone che rivestono determinati ruoli volti ad attività assistenziali gratuite, confondono il servizio con il potere, vantandolo, in maniera assai meschina, verso persone deboli e indifese che di tutto hanno bisogno tranne di quella stupida e inutile forza che tende ad atterrirle ancora di più. Ecco, in certi casi, che sanno così poco d’amore, faccio davvero fatica a trovare quel pizzico di bello e buono.

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  7. ” Quanto più perdiamo la consapevolezza della paternità di Dio, tanto più noi cessiamo di essere fratelli, e tanto più si allontanano da noi la giustizia, la pace, e l’amore sociale.”
    Giovanni Paolo II

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  8. Appena ho letto un rapporto dalla Ucraina di una persona che vive là e ha vissuto tutta questa rivoluzione.
    Stanno creando una nuova vita, bella. Vogliono lasciare alle spalle tutto il male, errori vecchi servono per non ripetere più. Stanno creando la vita in pace, l’amore e rispetto per il prossimo.
    Stanno creando la vita di quale sogniamo tutti noi.
    Allora, tutto è possibile.

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