Provocazione in forma d’apologo 288

La sensazione di cadere che si prova quando ci si addormenta (tanto spiacevole che a volte ci si sveglia) non dura che un attimo; appena sotto i nostri piedi, invece dell’atteso baratro, si trova la cima di un monte sulla quale atterriamo dolcemente; e innanzi a noi si stende un comodo sentiero che porta a fondovalle, dove ci vengono offerti buoni cibi. Se si accetta si resta per sempre; se si rifiuta a tempo debito si torna indietro, verso il risveglio. Questo viaggio avanti-indietro può essere compiuto innumerevoli volte, anche se pochi ne serbano memoria.

Ma chi se ne ricorda ha poca paura anche di quest’acque agitate, dove fluttua su e giù come un turacciolo. È come se sapesse che anche qui sotto di lui non si spalanca un abisso, ma che a pochi palmi d’acqua c’è una terra ferma su cui puntare i piedi per tornare all’aria e alla luce. Così, con scarsissima paura o affatto senza, non si aggrappa con mani adunche ai relitti che gli scorrono accanto, ma riconosce in essi i cari oggetti della sua vita, i simboli di una trascorsa civiltà.

Amico, se più morto che vivo, timoroso di andar sotto per sempre ti trovi a passare in questa corrente e mi vedi vicino, allunga la mano alla mia tesa: la prenderò non per farmi scalino del tuo corpo e salvarmi al tuo posto, ma per comunicarti un po’ di calore e un po’ di calma, e per provare insieme a guardare negli occhi l’orrore e ad oltrepassarlo.

10 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 288

  1. Cara Eli,
    quando ci sembra di sentirci meno male del solito si può avere la tentazione di offrire agli altri il sostegno dell’esperienza maturata nelle avversità… finché il normale panico non riprende il sopravvento.
    Grazie e un saluto a te,
    Roberto

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  2. Cadere, sparire o sperare in quell’unica mano – fosse anche quella di Grusenka – che apre il più piccolo spiraglio di salvezza, tanta è la disperazione. Non lasciare sola quella mano è riconoscere dignità e diritti umani.

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  3. in quella stretta di mano si trova la forza di risollevarsi, la motivazione di trovare un appiglio salvifico, un occasione per ricominciare. Vivere un ciclo di andata e ritorno con la speranza di trovare la fiducia in una mano, dopo aver sentito la paura del vuoto, rende più accettabile il mistero. Un punto di vista alternativo può essere visto nel gioco delle parti, ossia chi è salvato e chi è il salvatore, oppure è uno scambio di ruoli che la vita ci offre continuamente, al quale sarebbe giusto non sottrarsi
    Un caro saluto
    Francesco

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  4. Cari robysda e Francesco,
    con accenti personali avete entrambi espresso quello che io intendevo esprimere.
    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

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  5. Per errore ho assegnato un “mi piace” a me stesso.
    Qualcuno sa come correggere questo orrore?
    Grazie e ciao,
    Roberto

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  6. Caro Matteo,
    mi hanno detto che correggere non si può, ma così fa tanto “chi si loda s’imbroda”.
    Sì, allunghiamo le mani, non solo per stringercele fra di noi, ma, dati i tempi, anche per allungare qualche sacrosanto scapaccione.
    Ciao,
    Roberto

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