International Jazz Day UNESCO

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Venti jazzisti italiani per la giornata del jazz

a cura di Guido Michelone

Il 30 aprile, in tutto il mondo, si festeggia l’International Jazz Day, l’iniziativa che l’UNESCO vara nel 2012 grazie all’intraprendenza di artisti, studiosi e appassionati, ritenendo la musica jazz – dagli Stati Uniti d’America ormai diffusa sull’intero pianeta – quale simbolo di cultura, arte, civiltà. Dalle umili origini alla risonanza popolare, il jazz rappresenta ovunque il progresso, la democrazia, l’emancipazione, la pace, la socialità e la fratellanza. In ogni città, per tutti, il Jazz Day UNESCO significa una serie di iniziative che privilegiano l’autorevolezza della musica afroamericana mediante i suoi valori artistico-culturali.
L’invenzione del Jazz Day spetta al pianista settantenne Herbie Hancock, che si avvale dunque del patrocinio dell’UNESCO, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, che, a sua volta, nel corso degli anni, dichiara alcune musiche come il blues, il tango e appunto il jazz, al pari di edifici o paesaggi, patrimonio dell’umanità, quindi da proteggere e valorizzare. Nonostante le ristrettezze non manca, oggi, la voglia di amare il jazz da parte di tutti: vecchi musicisti e nuovi talenti per suonarlo e improvvisarlo, ascoltatori e studenti per ascoltarlo o impararlo. L’entusiasmo con cui in tutto il mondo ogni 30 aprile si festeggia il Jazz Day – con gli eventi più svariati – ne è prova eloquente, così come i concerti, le jam session, le kermesses, i conservatori che continuano a promuovere il verbo afroamericano, ormai sound postmoderno. Il jazz è sempre più una musica internazionale, apolide, cosmopolita, globalizzata, persino in nazioni come la Cina o l’India, fino a pochi anni fa totalmente refrattarie alle culture occidentali.
Per La poesia e lo spirito ho pensato di festeggiare questo International Jazz Day UNESCO indicando semplicemente alcuni fra i migliori dischi di jazz italiano usciti in questi ultimi mesi, a dimostrazione di quanto anche la musica afroamericana suonata nel nostro Paese sia di altissima qualità, e inserita in un quadro di moderne tradizioni che fanno parte indiscutibile del patrimonio intellettuale della nazione e del mondo. Sono in tutto venti nomi per altrettanti CD, disposti in ordine alfabetico per quattro categorie (big, giovani, musicisti, italiani che suonano con americani) come usa la prassi della critica jazz. Si tratta di scelte personali che non escludono altri importanti contributi, come sempre quando si tratta di selezionare in mezzo a centinaia di titoli di album spesso di ottimo livello. Auguro a tutti i jazzisti italiani un buon JAZZ DAY UNESCO!

I big

Daniele Cavallanti And The Milano Contemporary Art Ensemble, Sounds Of Hope (Rudi Records)

Mattia Cigalini & Enrico Zanisi, Right Now (Cam Records)

The Nico Gori Quartet, Il gioco dei contrasti (Musica Jazz)

Dimitri Grechi Espinosa, Angel’s Home (Ponderosa Music & Art)

Mauro Ottolini Sousaphonix, Musica per una società senza pensieri vol. 1 (Parco della Musica Records)

I giovani

Fiorenzo Bodrato, Travelling Without Moving (Cmc Records)

Gabriele Boggio Ferraris Quartet, Penguin Village (Ur Records)

Giovanni & Matteo Cutello Quintet, Kick Off (Jazzy Records)

Andrea Manzoni & Marcel Zaes, Sjö (Tonus-music Records)

Andrea Vettoretti, Rain (Musikrooms).

Le musiciste

Elisabetta Antonini, The Beat Goes On (Candid)

Silvia Infascelli, Prima Vera (Caligola Records)

Petrina, Roses Of The Day (Tuk Music)

Lara Puglia, Heart And Mind. Joni Mitchell Project (Notami Jazz)

Etta Scollo & Susanne Paul, Scollo con Cello (Jazzhaus Records)

Italians With Americans

Massimo Colombo, Trio Grande (Crocevia di suoni Records)
Con Peter Erskine e Darek Oleszkiewicz

Claudio Fasoli, The Brooklyn Option (Musica Jazz)
Con Ralph Alessi, Matt Mitchell, Drew Gress, Nasheet Waits

Roberto Gatto Quartet, Skin Sense (Parco della Musica Records)
Con Avishai Cohen e Doug Weiss

Giovanni Mirabassi Quartet, No Way Out (Cam Records)
Con Stefon Harris e Luukmil Perez Herrera

Fabrizio Mocata, Letter From Manhattan (Alfa Music)
Con Ferenc Nemeth e George Garzone

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