La trilogia noir di Pierre Lemaitre

di Massimo Maugeri

Immaginate il protagonista di un romanzo poliziesco. Pensate, però, a un commissario di polizia del tutto sui generis, a partire dalle caratteristiche fisiche. Vi dò un aiuto: immaginate che queste peculiarità gli siano state “inflitte” dalla madre a causa delle migliaia di sigarette fumate durante la gravidanza e della conseguente ipotrofia fetale. Il risultato? Un personaggio “già uomo a sedici anni, ma incompiuto a vita”. Una “pallida copia di Toulouse-Lautrec, solo meno deforme”. Stiamo parlando di Camille Verhoeven, commissario di polizia in quel di Parigi, alto un metro e quarantacinque, protagonista della trilogia poliziesca inscenata dallo scrittore francese Pierre Lemaitre. Due dei tre libri sono già stati pubblicati in Italia per i tipi di Mondadori: “Irène” (traduz. di Stefania Ricciardi), “Alex” (traduz. di Stefano Viviani) e “Camille” (traduz. di Vittoria Vassallo).
«A dire il vero», mi rivela l’autore, «Camille Verhoeven è l’unico personaggio dei miei romanzi che trae spunto dalla realtà. E non è un caso che proprio il primo romanzo della trilogia, “Irène”, sia dedicato a mio padre. In effetti mio padre era un uomo molto piccolo di statura; ma, a parte questo, ci sono molti tratti della figura di Camille che si rifanno a lui».
Concentriamoci su questo primo romanzo che ha come titolo il nome della moglie di Verhoeven (da cui, peraltro, Camille aspetta il primo figlio): un personaggio dal fascino particolare.
«Sì, Irène è un personaggio molto misterioso. Un personaggio che, in un certo senso, mi ha resistito e che io stesso ho avuto difficoltà a comprendere fino in fondo».
Capisco cosa intende dire Lemaitre. A volte i personaggi “sfuggono” al controllo degli stessi autori che li hanno creati. Prendono vita in maniera sorprendente ai loro stessi occhi. Gli chiedo comunque di fornirmi qualche dettaglio in più sulla sfuggevolezza di Irène.
«Be’, non c’è dubbio sul fatto che sia un po’ strana. Del resto stiamo parlando di una donna che si è innamorata di un uomo molto peculiare come Verhoeven (perché è molto basso, perché è un investigatore e perché… be’, sì… anche perché ha un cattivo carattere). Ecco, già tutto questo le conferisce un certo mistero. Ma Irène è anche autentica. E per autentica intendo dire che stiamo parlando di una donna che è capace di vivere pienamente le proprie emozioni. Tutto il contrario di Camille».
Al di là della caratterizzazione dei personaggi, c’è la storia. Una storia forte che rivela un dichiarato omaggio alla Letteratura Poliziesca (lettere “l” e “p” volutamente maiuscole).
«È vero. In effetti, la scena di apertura del romanzo si ispira molto all’ “American Psycho” di Bret Easton Ellis. In “American Psycho” c’è questa situazione di grande mistero dove per il lettore diventa difficile capire se il personaggio si trova a vivere una situazione di realtà o di fantasia. Ecco. Quest’aura di sospensione, di indeterminatezza, caratterizza anche i miei personaggi giacché devono fronteggiare una situazione talmente incredibile che sono costretti a chiedersi se si trovano di fronte alla realtà o se, viceversa, sono nel bel mezzo di un terribile sogno».
E già. Non è difficile immaginare che anche per gente dalla grande esperienza investigativa, come il commissario Verhoeven e i suoi uomini, possa essere quantomeno traumatico trovarsi davanti ai cadaveri di due donne decapitate e fatte a pezzi. Naturalmente Verhoeven dovrà darsi una scossa e, proprio con riferimento allo svolgimento delle indagini e dei crimini perpetrati (ce ne saranno altri, altrettanto orribili), il romanzo apre un’ampia finestra di natura metaletteraria (che, come accennato, si traduce in un omaggio alla letteratura poliziesca).
«Diciamo che Camille cerca di capire questi crimini attraverso una logica che è tutt’altro che ordinaria. Pur non essendo un lettore forte, Verhoeven, intuisce che dovrà in qualche modo… attingere ai romanzi polizieschi per risolvere il caso».
Meglio non rivelare altro, per non rubare al lettore il piacere della scoperta

* * *

Massimo Maugeri cura Letteratitudine (blog, news, radio)

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