Vivalascuola. A scuola col duce

A scuola col duce. L’istruzione primaria durante il ventennio fascista

Mostra “A scuola col Duce” dall’11 al 17 Maggio 2015 presso l’ex Chiesetta del Trotter – Via Giacosa 46, Milano (MM1 Rovereto). Apertura al pubblico a partire da lunedì 11 a Domenica 17 Maggio dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,00 alle 17,00. Inaugurazione Lunedì 11 Maggio dalle 9,30 alle 13,00.

L’ANPI Provinciale di Milano, nell’ambito del programma di Milanosifastoria, allestisce una Mostra curata dall’Istituto di Storia Contemporanea Perretta di Como sulla Scuola al tempo del fascismo. La mostra dal titolo A scuola col Duce si compone di una trentina di pannelli e illustra la fascistizzazione della scuola, l’opera nazionale Balilla, il libro di testo unico, i patti lateranensi, la condizione della donna, l’impero e la guerra.

La mostra A scuola col Duce“. L’istruzione primaria nel ventennio fascista è il risultato di un lungo e paziente lavoro di ricerca iniziato nel 1999 attraverso il recupero e l’analisi diretta dei testi scolastici e dei quaderni della scuola elementare del tempo, di cui l’Istituto di Storia Contemporanea Pier Amato Perretta possiede una vasta raccolta, andata progressivamente arricchendosi anche in direzione della scuola media inferiore e superiore e di altre epoche a noi più vicine (anni ’50, ’60, ’70).

Uno studio serio e approfondito sulla storia della scuola italiana, di cui la scuola del ventennio non è che una fase, deve per forza collegarsi alla didattica.

L’obiettivo è la valorizzazione, agli occhi degli operatori scolastici e degli amministratori del territorio, degli archivi scolastici quali fonti principali per la ricerca storica e per il lavoro scolastico.

La mostra esposta alla ex Chiesetta del Trotter comprende una trentina di  pannelli 70 X 100, esposti  per nuclei tematici, riproducenti per la maggior parte illustrazioni a colori, fotografie e testi ripresi dai manuali scolastici, dai quaderni degli scolari di allora che, insieme ad una serie di quadri riassuntivi, ripercorrono le tappe e i momenti più significativi della scuola di regime.

E’ corredata da una ricca esposizione di materiale didattico: libri di testo – dalla prima alla quinta classe elementare – quaderni, pagelle, certificati di studio, francobolli antitubercolari; inoltre saggi pedagogici, riviste e libri di narrativa per ragazzi, fotografie.

E’ stato seguito un sentiero che i ricercatori storici hanno finora poco considerato, un percorso essenziale per la comprensione di qualunque dittatura, non soltanto di quella fascista.

Il punto di partenza di questo percorso è costituito dalla riforma scolastica varata nel 1923 dal filosofo idealista, ministro della Pubblica Istruzione, Giovanni Gentile e adottata dal fascismo, da poco al potere, senza un preciso programma di politica scolastica.

La riforma presentata come sistematica e costruttiva risposta alla crisi che aveva investito globalmente l’istituzione scolastica, con accentuazioni autoritarie ed elitarie, fu salutata da Mussolini come “la più fascista delle riforme“. Tuttavia questo preteso carattere fascista della riforma fu più apparente che reale.

Criticata anche in ambito fascista, sottoposta a continui “ritocchi“, fu  liquidata dalla “Carta della Scuola” –  progetto di riforma del sistema scolastico presentato dal ministro Bottai al duce e al Gran Consiglio del fascismo nel gennaio del 1939 – che rimase però una semplice indicazione programmatica. La matrice ideologica e politica della Riforma Gentile era decisamente prefascista, ispirata al vecchio liberalismo.

Con l’instaurarsi della dittatura – dopo la crisi seguita al delitto Matteotti – e la fine delle ultime parvenze democratiche iniziava ad attuarsi la progressiva fascistizzazione dello Stato, della società e della cultura. Anche la scuola era sottoposta a radicali trasformazioni. Di fronte alla necessità di inserire sempre più l’istituzione scolastica nella vita della nazione, l’ordinamento gentiliano si rivelò presto inadeguato. Fu dato così il via ad una serie di provvedimenti e disposizioni per fascistizzare la scuola, adattandola alle esigenze educative del regime.

I successori di Gentile al ministero della Pubblica Istruzione alterarono profondamente la sua riforma snaturando l’ispirazione originaria per strumentalizzare la scuola e gli insegnanti come veicoli di propaganda del regime. Nell’istruzione elementare taluni  aspetti  didattici innovatori contenuti nei programmi sottoscritti da Lombardo Radice furono poco per volta svuotati.

La scuola  divenne in questo modo il più efficace strumento per l’organizzazione del consenso di massa. Ed è proprio la scuola elementare il primo e più importante gradino di un lungo processo di irreggimentazione  e indottrinamento il cui obiettivo primario era quello di costruire futuri soldati, uomini ciecamente pronti a “credere, obbedire e combattere“.

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Esposizione mostra “A scuola col Duce” dall’11 al 17 Maggio 2015 presso l’ex Chiesetta del Trotter – Via Giacosa 46, Milano (MM1 Rovereto).

Inaugurazione Mostra – Lunedì 11 Maggio dalle 9,30 alle 13,00.

Intervengono:

Francesco Cappelli, Assessore all’Educazione e all’Istruzione del Comune di Milano;
Elena D’Ambrosio, Curatrice Mostra Istituto Storia Contemporanea “P.A. Perretta” di Como;
Rossella Coerelli, Associazione “Gli amici della biblioteca” Sesto San Giovanni: “Dalla Riforma Gentile al libro unico di Stato”;
Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano;

Verranno proiettati spezzoni del video “Luci nel Buio”.

Scheda Mostra:

Apertura al pubblico a partire da lunedì 11 a Domenica 17 Maggio dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 14,00 alle 17,00.

Sono possibili visite guidate previa prenotazione:

ANPI Milano Tel. 02 76023372 – e-mail: anpi.milano@tiscali.it

A cura di Ardemia Oriani, Daniela Campiotti e Rosanna Lombardo.

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Per insegnanti e studenti

E’ possibile, anzi auspicabile, la partecipazione di studenti delle Scuole sia al Convegno che nei giorni successivi. Infatti, dal pomeriggio dell’11 fino al 17 maggio dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00 saranno possibili visite guidate alla mostra. Sono previste anche visite programmate nelle ore serali, per coloro che durante il giorno lavorano. In particolare mercoledì 13 maggio dalle ore 18.30 alle 20.00, in collaborazione con l’Associazione Quaderni Aperti, sono previste letture dei testi dell’epoca.

Per le Scuole che desiderano partecipare al Convegno, così come per le visite guidate, è auspicabile la prenotazione, da fare direttamente all’ANPI Provinciale di Milano, ai recapiti indicati.

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