69. Coltivare i valori

da qui

Viviamo in una realtà in cui gli stimoli sono così numerosi e di tale varietà, che tutto spinge verso l’esterno: rischiamo di vivere alla periferia di noi stessi, identificati nei ruoli che incarniamo. Le relazioni, in questa condizione, tendono a restare in superficie, semplicemente perché, non conoscendoci in profondità, non possiamo conoscere realmente neanche gli altri.
Trovare dei modi e degli spazi per riscoprire la dimensione dell’interiorità diventa perciò fondamentale: l’adattamento alla realtà è importante per l’equilibrio e la realizzazione, ma non lo è meno la conoscenza della nostra unicità.
Abbiamo già accennato al processo di individuazione descritto da Carl Jung, il cammino che porta a rivelare le regioni intime del mondo interiore, e a integrare gli aspetti inconsci della personalità. L’autore sottolinea il coraggio necessario per cominciare il viaggio, per mettersi ogni volta in discussione, confrontandosi con l’ombra e abbandonando i modelli conosciuti, provenienti dalla famiglia di origine o dalla società. Sono in gioco la verità e la libertà, che ci fanno misurare con l’aspetto spirituale della nostra natura, presente in ciascuno, al di là delle etichette religiose. E’ importante questo approdo, dal momento che i valori, trascurando lo spirito, sono idee separate dalla persona stessa, elementi teorici che non incidono nelle scelte della vita.
Come si coltiva la dimensione spirituale? Il valore della bellezza è il più indicato per partire, in quanto è il più immediato e più semplice degli altri da gestire. Siamo attratti da molte realtà, ma alcune risuonano in noi in un modo peculiare, fornendoci informazioni preziose sulla nostra identità profonda. Potremmo chiederci, per esempio, “cos’è veramente bello per me? “, sintonizzandoci sulla qualità di bellezza che produce benefici, in cui sentiamo che qualcosa di vivo si fa strada in noi, dilata il nostro essere aprendoci a nuove dimensioni, comunicando pace ed energia. Musica, poesia, arte, natura: nutriamoci di ciò che che ci fa bene, per togliere spazio alle bruttezze e alle inquietudini che rischiano di inquinare le giornate, anzi le vite.

21 pensieri su “69. Coltivare i valori

  1. La bellezza cammina fra di noi
    come una giovane madre
    quasi intimidita dalla propria gloria.
    La bellezza è una forza che incute paura
    come la tempesta scuote
    al di sotto e al di sopra di noi
    la terra e il cielo.
    La bellezza è fatta di delicati sussurri
    parla dentro al nostro spirito
    la sua voce cede ai nostri silenzi
    come una fievole luce che trema
    per paura dell’ombra.
    La bellezza grida tra le montagne
    tra un battito d’ali e un ruggito di leoni.
    La bellezza sorge da oriente con l’alba
    si sporge sulla terra dalle finestre del tramonto
    arriva sulle colline con la primavera
    danza con le foglie d’autunno
    e con un soffio di neve tra i capelli.
    La bellezza non è un bisogno
    ma un’estasi,
    non è una bocca assetata
    né una mano vuota protesa in avanti
    ma piuttosto ha un cuore infuocato
    e un’anima incantata.
    Non è la linfa della corteccia rugosa
    né un’ala attaccata a un artiglio.
    La bellezza è un giardino sempre in fiore
    e una schiera d’angeli sempre in volo.
    La bellezza è la vita quando la vita si rivela.
    La bellezza è l’eternità che si contempla allo specchio
    e noi siamo l’eternità e lo specchio.

    K. Gibran

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  2. Tardi ti ho amato,
    bellezza così antica e così nuova,
    tardi ti ho amato.
    Tu eri dentro di me, e io fuori.
    E là ti cercavo.
    Deforme, mi gettavo
    sulle belle forme delle tue creature.
    Tu eri con me, ma io non ero con te.

    S. Agostino

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  3. LASCIACI TRASFUGURARE IN TE

    Ci creasti in purissima follia:
    così belli, così fragili..
    che vale pure per il Verbo incarnato, Gesù, “dove -Carne- in senso giovanneo, significa fragilità della persona, della creatura umana”, Bellezza che salva il mondo.
    “Tutti gli enti che si fregiano del titolo di persona, sono enti che godono di una dignità di valore assoluto: sia che si tratti di Dio, degli angeli, dell’uomo”. (Tommaso d’Aquino)
    Così belli, così fragili, così divini:
    noi tua immagine
    e Tu somiglianza nostra.

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  4. mi è passata questa folgorazione in questo preciso momento
    quando parli al tuo amore e del tuo amore stai essenzialmente parlando a tutti
    una persona “innamorata” è una persona pericolosa per il potere
    il potere non sopporta la “leggerezza”
    una persona “innamorata” fa di qualsiasi individuo un potenziale e pericolosissimo “terrorista” per il potere.
    e poi altro che adesso mi sfugge ma sono contenta tanto di questo bel pensiero.
    ecco, la bellezza è fondamentalmente pigra, non si sposta mai da noi
    e noi siamo troppo pigri per andarla a “stanare”
    bellissimi baci
    la fu

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  5. e per chiudere in bellezza…

    “bello è nascosti, sentirsi cercare! più bello essere trovati, se è questo che vogliamo e della volpe è degno il cane.
    bene sapere e non dire, meglio sapere e dire, se puoi trovare quell’orecchio raro che ti comprende”

    questa pensiero rotondo di emili è DIVINO :)
    ho ri cominciato a “sentirla”
    che pazienza ha con me questa cara amica.
    fortuna che lei ha tanto tempo da “perdere” :)))

    baci a tutti i cacciatori d’amore

    la fu

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  6. altra proposta
    saper concilare questo “silenzio” col rumore che necessariamente dobbiamo affrontare nella vita di tutti i giorni
    spesso, rumore di niente

    chiamali stupidi questi certosini! :)

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  7. leggete questo incanto…

    “ti scrivo questa lettera, mio impossibile marito e marito tutto nelle storia che solo io conosco, perchè anche oggi, mi sono riassettata i capellli affinchè scivolassero come a te piace, oggi che non so se abbia piovuto o ci sia stato il sole oppure soltanto quelle nuvole intense che si prestano a variegate previsioni tutte di pari incerte, e vacue, qui le tende sono sovente tirate e mi sta estraneo lo stimolo anche solo a pensare se e cosa possano nascondere, che tutta la mia curiosità è nello sbocconcellare gli innumerevoli fantasmi della tua presenza, qui tutti raccolti e sereni e caldi tra il collo e il divano, quel collo baciato, ricordi? e quel divano di cui sola io conosco le macchie incancellate ed incancellabili del tempo in cui fummo corpi ben oltre ogni ipotesi di felicità, corpi e affanni, e se il corpo qui si è fatto nuvola, l’affanno è il medesimo di allora, e caro me lo tengo stretto e non vì è bisogno che lo coltivi, esso vive, morbido e a tratti lancinante, compagno come ha da essere un compagno, e mi piace pensare e credere vero, e so che è vero, che ancora ti parli e sappia distendersi sino a raggiungere, in quel bosco delle impunture, il tuo di affanno che ancora mi cerca, per poi uniti quietarsi tra i rami spezzati e le foglie a tappeto, sotto il quale noi si germoglia per sempre in un fungo magico e spinoso, così che nessuno possa coglierlo e noi si possa continuare a leccarci l’un l’altro i lobi delle orecchie, io tua e tu mio con le lacrime agli occhi, come io qui adesso, che piango”

    ecco, la bellezza la puoi trovare anche nell’web, grazie alla tecnologia.
    ma la cosa che a me lascia “stupita” è che questo sentire sia stato scritto da un vecchio :)) treno a vapore che non muore mai e che è addirittura iscritto al PD
    …anche questo è un mistero:)

    baci
    la fu

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  8. Tanti di noi conoscono Giusy Versace, una stupenda ragazza, sempre sorridente anche se nel incidente stradale ha perso tutte due gambe. Giusy ha raccontato che nel momento di incidente si è resa conto come la vita è bella, ma noi corriamo continuamente senza rendersi conto come la vita è bella, come belli sono sentimenti.

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  9. ” Non è nella profondità che si annega, ma nella superficialità.” ha detto Luciano Manicardi.
    perché nel superficie che si perdiamo, periamo senso della nostra esistenza, invece nel profondità stai bene con piedi stabili pe terra, con profondo sentimento e sulla strada giusta.

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  10. “Non si vive che una volta sola, eppure al mondo è grande il numero di quelli che non vivono nemmeno una volta.”
    Friedrich Rùckert

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