Provocazione in forma d’apologo 293

Un pensionato sulla SUA panchina, quella col sole all’ora giusta e l’ombra idem, sta tentando di uccidere un ragno pericoloso che ha osato invadere i suoi confini, e magari pensa persino di farci la tela, fra schienale e seduta, sulla SUA panchina.

Che il ragno sia pericoloso, non solo e semplicemente in quanto ragno ma per certi segni che il pensionato ha imparato a distinguere da un documentario visto cento volte in TV, non esistono dubbi, per cui l’uomo prosegue con la massima determinazione nella sua opera (peraltro, va pur detto, con nessuna cooperazione da parte del ragno), sentendosi pienamente legittimato non solo de facto, ma pure de iure e per soprammercato moraliter. A quel punto passa di lì un conoscente, pensionato come lui e a dirla tutta un vero rompiscatole, il quale considerandone l’affaccendamento in apparenza afinalistico (il ragno è un ragnetto minuscolo e a non sapere che c’è proprio non si vede), lo apostrofa chiedendogli che fa tutto agitato, invece di godersi i suoi soliti benefici fra ombra e sole.
“Non vedi?” risponde scorbutico il Nostro “Difendo lo spazio vitale, cerco d’ammazzare un ragno che se mi pungesse (cosa probabile essendo di specie aggressiva) come minimo mi spedirebbe al Pronto Soccorso.”
“Ah ecco. Mi sembra però che se ti scostassi un po’ ci sarebbe posto anche per il ragno. La panchina basta e avanza per tutti e due, visto poi che il vicinato al completo sa che è TUA e che nessun altro si azzarderebbe a provare a sedercisi, nemmeno in tua assenza.”
“Quindi dovrei scostarmi e lasciar posto al ragno che si faccia la sua maledetta tela. Si comincia così e non si sa come si finisce.”
“E come vuoi che si finisca. Lasciati dire che stai inacidendo. Non ce l’hai un nipote da portare a spasso, o magari il figlio di qualche vicino, che ti curino un po’ la tua tetraggine?”
“Lo sai bene che non ho figli né nipoti e che tollero poco gli estranei, adulti e specialmente marmocchi.”
“Fai male. Io tengo sovente mio nipote, è un piacere che faccio ai suoi genitori e soprattutto a me stesso.”
“Un piacere a te stesso? E in che consisterebbe?”
“Il mondo è quello che è e alla nostra età è difficile farci ancora illusioni. Ma il contatto con quell’innocenza festosa, con quella volontà di guardare avanti malgrado tutto, ti assicuro che per noi vecchi è rigenerante. All’inizio i bambini ti sembrano soltanto ingenui, poi arrivi a chiederti se in fondo non abbiano ragione loro.”
“Ah sì? E che cosa ti racconta il tuo campione?”
“Campione, l’hai detto. Con la play station è un vero campione, ed è convinto di poter trasformare questa passione nel suo lavoro di adulto.”
“Ma no! E in che maniera?”
“Vuole diventare pilota di droni. ‘Nonno’ mi dice sempre ‘Voglio ammazzare i cattivi e salvare i buoni’. Allora io gli spiego che i droni possono servire a tanti altri scopi, commerciali, scientifici, ma per lui salvare i buoni e ammazzare i cattivi è una priorità. Niente da dire, ha un senso morale ben sviluppato.”
“Già. E il malvagio sarei io, che voglio difendermi da un ragno sicuramente velenoso e di specie aggressiva.”
“Cosa c’entra. E poi ricordati che il peggiore dei ragni è infinitamente migliore del migliore degli uomini.”
“Almeno su questo hai ragione. Be’, allora di’ da parte mia a quel simpaticone di tuo nipote di sbrigarsi, se proprio ci tiene, a diventare pastore di droni, prima che i droni diventino pastori di uomini. E adesso ti saluto, me ne vado. Mi avete scocciato, tu e questo ragno, a dire il vero specialmente tu. Nemmeno questa panchina è più come prima: ragni, passanti importuni… Basta, me ne torno a casa, alzo il ponte levatoio e tengo in caldo i pentoloni d’olio.”

14 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 293

  1. Cara Funambola,
    capisco il caldo, ma calma: c’è modo e modo di scherzare, commenti di questo tenore non sono benvenuti, e mi dai l’occasione di dire che ove ne arrivassero altri simili verrebbero prontamente cancellati.
    Oltretutto sono un vecchiaccio anch’io, fatto di che non saprei, certamente anche della cosa che dici tu, come del resto tutti.
    Comunque ciao,
    Roberto

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  2. Gentile Robysda,
    se il leone continua a ruggire dopo l’ingestione del petalo vuol dire che non gli è andato di traverso.
    Un saluto,
    Roberto

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  3. la tolleranza e l’ottimismo sono due sogni che viviamo con sempre più difficoltà, poi per fortuna aprendo le finestre si leggono questi contributi e si scopre l’importanza delle metafore.
    Una piacevole lettura
    Cari saluti
    Francesco

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  4. Caro Francesco,
    veramente preferirei che la lettura, più che “piacevole”, fosse almeno un po’ “urticante”, altrimenti che provocazione è? Grazie dell’indicazione, aggiusterò il tiro.
    Ciao,
    Roberto

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  5. scusa fratello roberto
    in effetti ho usato una visione un po’ truce dell’eliminazione di questi vecchidddimmerda
    è più soft, più politicamente corretto, più decente, più rassicurante
    l’immagine dei nostri vecchi, delle nostre mamme, dei nostri padri, dei nostri figli da vecchi, di tutti i vecchi e le vecchie del mondo, dicevo, è più accettabile la visione della morte del vecchio
    abbandonato e solo con l’unica sua pensioncina di 400 500 800 euri, che magari deve anche servire per il figlio disoccupato e ai nipoti somministrati in la lavori da schiavi e neanche schiavi per sempre, che la schiavitù è a contratto determinato o a progetto, o nelle cliniche private o sovvenzionate dallo stato,con soldi pubblici
    vecchi come larve, come uccelli rinsecchiti, in un letto di morte, alimentati da flebo a 3.500.000 euro a mese,che se no c’è la casa serena, dove i vecchi muoiono di lievi e continue percosse sull’anima e sul corpo, e lì , in questi luoghi ameni, starci dentro con la pensioncina tua misera, integrata dal contributo del figlio/a che è ricco perchè ha un lavoro da 1.500 euro, ed è giusto che contribuisca al mantenimento dei suoi vecchi, cristo santo che con 1500 euri puoi vivere alla grande con la moglie e i figli a carico, o nei reparti psichiatrici sbavare e urlare e fissare nel vuoto un nulla tremendo e vuoto di amore, o bombardati coi loro cari nella casa, l’unica che ospita le tue radici, o lasciati in parcheggio in qualche posto di lusso durante le vacanze estive, che abbandonarli lì su una strada è un po’ pericoloso, perchè la LEGGE NON PUNISCE CHI ABBANDONA I CANI MA IL VECCHIO, NO, EH, IL VECCHIO deturpa ambiente,e se lo stiri poi magari ti tocca pagarlo anche come nuovo, o addirittura immaginare i milioni di aspiranti vecchi votati al flit per misericordia divina, visto che quando il tempo inesorabilmente li acchiapperà, li troverà sprovvisti del minimo sostentamento per la sopravvivenza pura, li troverà malati gravemente, malati nel corpo e deturpati nell’anima e nella mente, e peso per questa società che non potrà permettersi un ‘assistenza medica, di eserciti di vecchi, che si sono nutriti male, che hanno ingoiato cibo spazzatura, medicinali per alleviare e camuffare la causa dei loro mali che li divorano piano piano, drogati di dolore e di rancore, testimonianza dell’orrore, e monito alle generazioni future di brutta fine, e meritata fine, che nella vita vincono i più forti, che è la selezione naturale signora mia,che in fin dei conti se lo sono meritati, che non si sono tutelati con una pensione integrativa, e non hanno scelto mestieri più renumerati, tipo studiare come fottere i giovani , per evitare che tu da vecchio non abbia la tua garanzia,il tuo tesoretto in banca, la tua pensione di almeno 2000 euro, che ti permetterà di non farti ammazzare giorno dopo giorno dalla disperazione e dal terrore.
    e altre smiliardate di pensieri, ma L’IRA MI SI STA ACCENDENDO, E STASERA E’ SUCCESSO UN ALTRO MIRACOLO, e le mie larghe e potenti spalle anarchiche E SANTE reggono come UNA PIUMA, l’insulto che ti sei fatto.
    che la pace sia con te
    vai
    assolto
    baci

    VOLEVO METTERE IL VECCHIO E IL BAMBINO
    troppo facile, troppo di facile effetto
    nessuna pietà per i traditori
    tutto l’AMORE PER IL “MIO” guccini

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  6. Cara Funambola,
    di quello che mi scrivi non credo di capire tutto, se non che sei imbufalita nera; e dati i tempi puoi stare sicura che in questo non sei sola.
    Ciao,
    Roberto

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  7. ciao fratello
    tranquillo
    io ti voglio
    ttttttttttttttttb ;))))
    bacio e testa alta e passo deciso e fiero e sicuro!
    se vieni con noi , forse possiamo farcela

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  8. Cara Elisabetta,
    sono vecchi un po’ particolari – o guardati con un occhio molto particolare.
    Ciao,
    Roberto

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