CRESTOMAZIA 6: “Mi alzo con le palpebre infuocate” di Pier Paolo Pasolini

Mi alzo con le palpebre infuocate.
La fanciullezza smorta nella barba
cresciuta nel sonno, nella carne
smagrita, si fissa con la luce
fusa nei miei occhi riarsi.
Finisco così nel buio incendio
di una giovinezza frastornata
dall’eternità; così mi brucio, è inutile
– pensando – essere altrimenti, imporre
limiti al disordine: mi trascina
sempre più frusto, con un viso secco
nella sua infanzia, verso un quieto e folle
ordine, il peso del mio giorno perso
in mute ore di gaiezza, in muti
istanti di terrore…

da Poesie, compare nella sezione delle “poesie inedite” degli anni 1950-1951


“Dell’altra moltitudine che abbiamo di versi, quasi infinita, ha scelto ciò che gli è riuscito o più elegante, o più poetico, o anche più filosofico, e infine, più bello […]” (*)

Segnalate o inviate versi a questo indirizzo: retroguardia@libero.it.

(*) Tratto dalla Prefazione alla crestomazia italiana de’ poeti di Giacomo Leopardi

 

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