E vedrai che un giorno ti servirà

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“La stellina e la luna”, “La quercia grande e i suoi visitatori”, “Le sette menestrelle” e a seguire “L’apetta golosetta”, “La signora Bisbetica e le sue ancelle Scarpa e Ciabatta”, “Lina la lucertolina”, “La scimmietta Pilù e la Savana”: sono solo alcune delle storie contenute nei volumi Le fiabe di Ambretta (Edilcolors, Joy Division, 2015) e I racconti fantasiosi di Ambretta (Edizioni Il Villaggio Ribelle, 2015) illustrati rispettivamente da Liliana Carone e Valentina Virdis.
Nelle parole dell’autrice, le storie contenute nelle sue opere sono “un inno al Creato e alle sue Creature e hanno tanti insegnamenti e valori che oramai, in questa nostra amata Italia, sono un po’ annebbiati. Nei miei scritti”, prosegue, “il rispetto per la Natura e i suoi abitanti è ricorrente, insieme a piccoli riferimenti religiosi”.
Ambretta Centofanti vive in un paesino della campagna romana, all’interno di quel Parco naturale di Vejo che, sotto molti punti di vista, ha dato e dà ispirazione alle atmosfere magiche e senza tempo dei suoi racconti. Ma la sua passione per la scrittura, al di là del contesto naturale che sembra nutrirla, affonda anche in radici ben più profonde, che dall’infanzia sono arrivate a piena maturazione solo adesso, “da pensionata” dice, “con più tempo a disposizione e una vita colma di esperienze su cui riflettere”.
Queste di Ambretta sono storie dal finale rasserenante, raccontate con un linguaggio comprensibile e dal sapore antico, che riportano i lettori più fortunati ai tempi in cui una voce familiare e avvolgente li accompagnava ogni sera sulla soglia della buonanotte. Fiabe di nonna, insomma, “scritte con l’intento”, continua l’autrice, “di gettare qualche semino buono nei cuori dei bambini”, per aiutarli a cresce in un mondo sempre più incapace di ascoltare “e per farli ricominciare a sognare”.
E di sognare, forse, in tempi come questi divorati da una politica sempre più invadente e dall’appiattimento di molte proposte narrative ne abbiamo bisogno tutti: adulti come bambini, lettori come scrittori, grandi come piccoli editori, perché in fondo una storia significa sempre più di quello che sembra raccontarci o ancora, come anche Ambretta fa dire ad uno dei protagonisti delle sue fiabe “tu tienila sempre con te, e vedrai che un giorno ti servirà”.

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