Alain Baraton, “Il giardiniere di Versailles”

Alain Baraton, Il giardiniere di Versailles, Skira – Storie, 2015, pp. 213, euro 17,00

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di Andrea B. Nardi

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Alla mia bell’età ho finalmente scoperto quale sia il più bel mestiere del mondo: quello di Alain Baraton, capo giardiniere del Parco di Versailles. E ne è prova anche il fatto che, pur non essendo un professionista della scrittura, il signore in questione abbia nel suo lavoro accumulato una tale sensibilità d’animo, una così marcata acutezza intellettuale, un’esperienza di vita tanto serena, da consentirgli di scrivere questo libro sorprendente.
Ancora una volta il catalogo Skira si arricchisce di un volume fuori dai contesti omologati, un memoir dalla prosa suadente, elegante e divertentissimo, con la storia di un modesto giardiniere diventato, dopo una lunga carriera, direttore del parco più famoso della storia, quando la vita vera sa essere più affascinante di un romanzo.

Bravissimo nell’interpretare al meglio il racconto, Baraton passa dall’aneddoto comico a quello struggente, dalla passione per il suo lavoro a contatto con la natura alle ricerche storiche sui segreti affascinanti della reggia, attraversando quarant’anni di cambiamenti sociali e politici di Francia di cui Versailles è inevitabilmente cartina tornasole.
Molte le scoperte inaspettate che ne emergono, come l’amore, l’attrazione inevitabile che il parco esercita da sempre sulle persone che iniziano a frequentarlo, personaggi ed episodi singolari si alternano nelle pagine, momenti di poesia e cronache avvincenti. Il parco diventa microcosmo, gigantesco polmone selvatico all’interno della modernissima Francia, pianeta a sé stante di piante e animali indisturbati e lontani dal caos metropolitano, oasi sterminata di meraviglie e magie.
Che vita ha fatto Baraton! Vivere al centro di quel paradiso, conoscerne tutti i misteri, curarne le ferite e riportarlo agli antichi fasti, veder compiuti dei risultati, assistere ai successi di un’esistenza di lavoro appassionato: niente dà maggior orgoglio come un seme da noi piantato che diventa albero possente. Mentre a noi resta soltanto il traffico cittadino per raggiungere un ufficio detestato…
Ma per qualche tempo possiamo provare estremo piacere nella lettura di questo libro delizioso.

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