RECENSIONI POETICHE di Max Ponte

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Riparte nella calda estate italiana il mio folle progetto di recensire qualsiasi pubblicazione poetica mi giunga (recente o meno) soprattutto se in versione cartacea. Per cui ho radunato le pubblicazioni pervenutemi negli ultimi mesi per darvi il mio parere, tale attività vuole essere fatta con l’occhio di un lettore che ignora l’identità di chi scrive e cerca semplicemente l’eccellenza nella scrittura, e quindi eventuali reazioni negative (e magari egocentriche davanti a chi stupidamente si aspetta solo sviolinate) mi lasceranno del tutto indifferente. La valutazione è data alla singola opera e non alla produzione dell’autore. Alle sintetiche valutazioni unirò anche un voto (da 1 a 10), al fine di rendere più chiara la mia opinione. Il fatto di aver più pubblicazioni assieme in un articolo permette di avere un quadro più esteso e comparativo di quello che succede nell’ambito dell’editoria di poesia. Per coloro che vogliono inviarmi i loro testi contattatemi come sempre alla mail pontemx@gmail.com

1.
Partiamo non con una pubblicazione di prestigio. Si tratta di OFFERTA SPECIALE, semestrale di poesia e arte multimediale, (diretta da Carla Bertola e Alberto Vitacchio), che ci propone (arrivata all’anno 28) un’ottima selezione di poesia visiva e “lineare”. Il nuovo numero si chiama Apericena, e comprende testi di: Mycue, Bogliacino, Ruch, Babois, Champollion, Sonnenfeld, Rosso, Niss, Höger, Badini, Dadanautik, Pezzoli, Rondi, Aliotis, Kamperelic, Montà, Jaffeux, Vitacchio, Cans, De Marchi-Gherini, Bertola, Baroni, Brugola, Tanabu, Luigetti, Scursatone, Olbrich, Robère, Stetser. La rivista, merita un 9 per la tenacia dei suoi curatori, l’alto livello e la possibilità, inoltre, di avere copie interventate e numeri speciali.

2.
Passiamo a GLORIA GAETANO, che mi fa pervenire un romanzo RITORNO ALL’ISOLA (Edito da Zona nel 2013), un testo sul suo impegno a favore della questione femminile, TALENTI DI DONNA, e una sua raccolta poetica, PRIMA CHE DOMANI VADA (Kairòs 2010). La mia valutazione è relativa a questa raccolta poetica e al romanzo. Il lavoro della Gaetano non arriva da nessuna parte ed è da cestinare. Si tratta di una scrittura patetica e poverissima. Essere un critico letterario non significa saper scrivere e certamente non può essere usato come alibi. Il voto è 4.

3.
Di NICOLETTA BIDOIA ricevo COME I CORALLI, raccolta poetica edita da La Vita Felice nel 2014, libro accompagnato da gradita cartolina con nota stilografata. La scrittura della Bidoia va da momenti vicini alla prosa ad attimi di grande intensità lirica, come in “ha occhi smagriti e fermi di chi ha perso tutto”, o come quando si descrivono le lucciole “piccole sante pellegrine”. Si tratta di un ottima raccolta poetica che lascia trasparire un vero percorso di ricerca. Il voto è 7

4.
Ritrovo poi ANTONIO BUX, già recensito in questa rubrica per DISGRAFIE; arriva ora in redazione il suo TURRITOPSIS (Di Felice Edizioni 2014). Antonio Bux (classe 1982) è un giovane e prolifico poeta originario di Foggia. Sono tre i libri usciti per piccole case editrici solo nel 2015. Uno stato di grazia? Oppure un’eccessiva esteriorizzazione? Un testo non facile, Turritopsis ( Turritopsis è una medusa detta “immortale” in grado di ritornare allo stato di polipo), un libro in grado di distinguersi dalla media. Al centro, la ricreazione della materia, il ciclo continuo della vita. Apprezzabile progetto, anche se le singole parti, che pure suonano bene, rischiano di essere incomprensibili senza il quadro generale. Il voto è 6 e mezzo

5.
Tra i miei libri trovo STIGMATE_&_STILEMI di GERARDO DE STEFANO pubblicazione non recente, del 2012, della fu Thauma Edizioni, un progetto editoriale che De Stefano mi illustrò durante un poetry slam milanese. Interessanti le soluzioni da neovanguardia che comprendono l’uso dei segni: & / | e di una scrittura sviluppata in due diverse direzioni della pagina. Soluzioni formali che lasciano trasparire una cura del verso che a livello contenutistico sviluppa una critica contro la società dei consumi e del potere dominante. Un testo molto denso, a tratti non sempre fluido, ma certamente meritevole di lettura. Il voto è 6/7

Le note critiche continueranno a breve con gli altri testi presenti sulla mia scrivania. I lettori sono invitati ad intervenire con le loro riflessioni sui testi analizzati. Buona estate e a presto!

5 pensieri su “RECENSIONI POETICHE di Max Ponte

  1. Erano brevi brani,che la cui stroncatura andava aricolata meglio.
    Sono opere vecchie nuove, di cui ho inviato, de brevi brani.

    Ecco una recensione di Maria Mancusi

    La città di notte, il tempo fermo, il cuore immoto e sospeso, ma quanto può essere dilatata un’illusione prima di spezzarsi? Dove ci si procura il concime della follia? Non mi ero accorta di nutrirla e, quando me ne sono accorta, non sono stata più capace di tornare indietro. L’ho vista agonizzare e l’impotenza mi ha sopraffatto: io, che pure l’avevo partorita, non riuscivo più a tenerla in vita e non era possibile sostituire la mia morte con la sua: ho lasciato che la disperazione mi accecasse, rubandomi tutti i colori, e non ho reagito. Lo strazio della verità: l’ombra di un battito d’ali mi ha frantumato le ossa: è bastato lo spostamento d’aria.

    (da Gloria Gaetano, Ritorno all’isola, inedito)

    Lasciare in eredità una storia, quella di una famiglia e delle sue donne, affidarla all’oscurità di un vecchio baule in cuoio, dove, insieme a mille altri oggetti, racconterà una vita capace di portare luce al destinatario che si è scelto. Un mosaico che si ricompone, tassello dopo tassello, davanti agli occhi di Mara, la figlia per cui tutto è stato fatto, e contemporaneamente davanti agli occhi del lettore.

    Tempi narrativi che incrociano percorsi di vita, amori, dolori, rinunce, entusiasmanti sentimenti, abbandoni, ritorni. Al centro la figura di Giulia, la madre. Le vicende della sua vita si svelano gradualmente attraverso le carte riposte nel baule, attraverso le tracce che ha lasciato nelle cose, nei luoghi, nella memoria ritrovata della figlia e convergono, come scaglie di ferro calamitate, in una casa, quella di Procida, dove sono iniziati e si sono conclusi cammini dell’anima a volte tortuosi e bui, a volte rischiarati dal sole dei luoghi e dei sentimenti.

    Due voci narranti, quella di Giulia, quella di Mara, per un’unica storia. Una storia d’amore per Roberta: 34 anni, primogenita dell’una e sorella dell’altra, anima femminile prigioniera di mondi invisibili e nascosti, schiava di un male contro cui Giulia ha lottato a lungo, sperando in cure, alla disperata ricerca di un “come”, per la sua infelice Roberta, dopo che ella non ci sarebbe stata più. Idee, progetti, appelli lanciati dovunque, che non hanno trovato alcuna risposta utile.

    La continuità dell’amore è ora nelle mani di Mara, figlia non dello stesso padre, ma di un leader palestinese impegnato nella liberazione del suo popolo. Mara attraversa una storia che si rivela sempre più simile a quella della madre, ma avrà la forza di porvi fine, per ritornare vicino a Roberta e legarsi, attraverso di lei, a un invisibile procedere dalla madre e con la madre. Sarà Mara ad assicurare a Roberta la protezione dalle sue ossessive visioni.

    Si nocciola così nelle pagine di Ritorno all’isola un rapporto madre-figlia che riassume e rievoca il mitico archetipo di Demetra e Core. Gli uomini – Francesco, figlio e fratello delle protagoniste, Enrico, marito di Giulia, Meshed e Sharif, i grandi amori rispettivamente di Giulia e Mara – sono presenze marginali, in una storia che non gli appartiene fino in fondo.

    Ritorno all’isola di Gloria Gaetano è il secondo di una trilogia di romanzi (il primo, Love jazz and wine, è stato edito da Progetto Cultura): una ricostruzione di eventi, stati d’animo ed emozioni vissute dalla scrittrice. Molto più di un’autobiografia, è la narrazione generosa di tutta una vita, di diversi incontri e di luoghi che hanno segnato la sua esistenza. Una narrazione che procede con uno stile “antologico”. Il romanzo, infatti, è un fluire di riflessioni, monologhi, epifanie di versi che sono il modo attraverso cui si esprime la sua anima, che non ha requie, che dà requie.

    Con le parole di Clarissa Pincola Estés, potremmo definire il libro è un viaggio nella conoscenza che viene dalla profondità del corpo, dalle profondità della mente, dalla profondità dell’anima, dove l’autobiografia diviene scavo nell’io, ricomposizione del sé, ma soprattutto racconto di una sensibilità, quella delle donne.

    Maria Mancusi

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  2. Antonio Bux meritava qualche parola in più e un’attenzione alla sua originalità, alle sue novità semantiche,di cui il frettoloso relatore non ha tenuto conto. E’ una delle giovani promesse della poesia italiana.Io l’ho seguito con attenzione dai primi versi fino al bellissimo Disgrafie.
    Bux pare muovere da una matrice naturalistica e raziocinante che erge ad oggetto il fenomeno o l’evento naturale, al fine di dotarsi di un punto d’origine dal quale dipanarsi in una sorta di moto a raggiera che crea spirali verbali di senso. Il poeta, in questa sua peculiarità preponderante, mostra certo una struttura culturale ben definita e una radice strettamente cogitante del proprio pensiero poetico, così come, d’altro canto, una tendenza ad aggirare l’oggetto biografico esistenziale a profitto dell’osservazione-esplorazione del fenomeno elementale e scientifico, dal quale prende sviluppo la sua particolarissima scrittura
    Ci sorprenderà ancora , credetemi!

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  3. Caro Max, é una fortuna che i punti di vista non siano tutti uguali. Per ciò che mi riguarda, come scrissi a suo tempo, é sempre molto piacevole leggere le poesie e i romanzi di Gloria Gaetano, per quella dimensione nostalgica che li caratterizza, per il ricordo malinconico di un passato irrecuperabile e allo stesso tempo ricorrente. La sua poesia è ispirata e ricca di immagini suggestive, rivela un forte attaccamento agli elementi naturali primordiali come àncora di salvezza e intende ricomporre la scissione tra uomo e natura, attraverso percezioni sensoriali tra il dentro e il fuori di sé. E’ espressione autentica e polivalente, sublimata da una tenerezza mistica, da un equilibrio solenne, da una saggezza temperata. Supera la dimensione intimistica in cui l’opera ha valore solo per sé o per pochi per acquisire valenza universale e divenire comunicazione tangibile, concreta e rasserenante.
    Anche nel romanzo la Gaetano dispiega grandi doti narrative. Descrive posti in cui è vissuta, l’Egitto, la Francia, la Grecia rivelando una profonda conoscenza di culture, abitudini e usanze, tipica del viaggiatore. Molto interessanti e avvincenti sono le pagine dedicate agli incontri realmente avvenuti a Lisbona con Antonio Tabucchi, a Londra con Alberto Lattuada e a Roma con Marcia Theophilo. Il potere di suggestione è una delle proprietà più misteriose che hanno le parole. E questa è scrittura ricca di echi, associazioni, evocativa di ricordi.

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  4. Pingback: RECENSIONI POETICHE | La poesia e lo spirito

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