Provocazione in forma d’apologo 294

“Vecchio, che fai?” una voce mi fa sobbalzare, ed alzo lo sguardo su un giovane con una maglia senza maniche coperta di scritte, le braccia coperte di tatuaggi e i canini rivestiti di metallo che mandano lampi alla luce della lampada sulla mia scrivania.
“Come, che faccio? E tu, come sei entrato?”
“Non cambiare discorso.”
“Io come vedi sto scrivendo, esattamente la Provocazione in forma d’apologo 294.”
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Acqua rotta, di Augusto Benemeglio

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Gli Atti degli Apostoli vengono definiti dai biblisti la corsa della Parola. Di Dio, ovviamente. Anche Acqua rotta, l’ultima fatica di Augusto Benemeglio potrebbe essere definita così: la corsa della parola. Dell’uomo, ovviamente. Perché è un precipitare di eventi e parole senza fine, pur nello spazio circoscritto delle sue sessantaquattro pagine – compresa la bella prefazione di Maurizio Nocera. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 9.

Stelle
B) I personaggi di Stelle sono colti su di una soglia critica della loro vita. Mentre alcuni si trovano costretti a fare i conti con un fallimento o un inciampo che investe e mette sottosopra la loro esistenza e i loro progetti, altri si scontrano con gli spazi esigui che la realtà mette a disposizione per la realizzazione di aspettative e speranze. Da qui parte una riflessione sull’esistenza, sulla solitudine, sulla difficoltà di accettare e dare un senso alla sofferenza e ai propri limiti, ma anche sulla ricerca della felicità. E loro sono lì, o forse sarebbe meglio dire noi siamo lì, in bilico tra la concretezza fragile del quotidiano e il bisogno, a volte inconscio, di spingersi oltre, verso un qualcosa che la ragione con i suoi limiti non permette di abbracciare, anche perché ritenuto non necessario. Continua a leggere

Da Bellini a Tiepolo. Brevi riflessioni attorno a una mostra del Forte di Bard

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di Guido Michelone

L’estate è forse la stagione più propizia per il cosiddetto turismo culturale, le esperienze soprattutto visive che attengono alle sfera del sapere (arte, archeologia, architettura), vissute nei luoghi deputati (musei, pinacoteche, palazzi, chiese, monasteri, castelli, fortezze o intere città). Continua a leggere

71. Il tesoro nel campo

da qui

A partire dalla bellezza, si entra nel mondo dello spirito. Non a caso Dostoevskij, nel romanzo L’idiota, ripete più volte il ritornello della bellezza che rovescia il mondo. Continua a leggere

Come un film francese, l’ultimo romanzo di Roberto Saporito

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Ho letto il libro di Roberto Saporito e mi sono chiesto, ma come è un film francese? Un film degli anno ’30 sarebbe realistico e poetico allo stesso tempo. Se fosse contemporaneo sarebbe in bilico tra docu-drama e video clip. Forse, tuttavia, questo ultimo romanzo di Saporito nasce dalla nouvelle vague e dunque insegue lo “splendore del vero”.

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CRESTOMAZIA 5: “Strambotti” di Niccolò Machiavelli

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Io spero, e lo sperar cresce ‘l tormento:
io piango, e il pianger ciba il lasso core:
io rido, e el rider mio non passa drento:
io ardo, e l’arsion non par di fore:
io temo ciò che io veggo e ciò che io sento;
ogni cosa mi dà nuovo dolore;
così sperando, piango, rido e ardo,
e paura ho di ciò che io odo e guardo.

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Darwin Pastorin, il poeta dello sport

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di Guido Michelone

La ristampa, con nuova veste grafica, dei cinque libri per ragazzi che il brasiliano-torinese Darwin Pastorin – nome assai noto al giornalismo sportivo – dedica alla storia e alla tecnica del gioco del calcio, è un ottimo pretesto per un’intervista con lui – in esclusiva per La poesia e lo spirito – che tocchi svariati argomenti (letterari e non), per conoscere meglio un narratore e un cronista di estrema sensibilità, al punto da poter essere considerato un autentico ‘poeta dello sport’. Continua a leggere

Le scarpe di don Bosco, di Maurizio Soldini

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le scarpe sono specchio di una vita
e parlano di un uomo e delle vie
che ha calpestato tra le spine

si vede dalle suole logore e bucate
se ha fatto del cammino una preghiera
e dalle rughe in viso alla tomaia

la polvere che riga il suo colore
e il tacco sbieco dall’usura che consuma
nell’andatura fiera che non stanca

le scarpe sono specchio del carattere
perché ci sono scritte le virtù e i vizi
e un santo si riconosce dalla testa ai piedi

[l’immagine è tratta da qui]

Le voci del Pretorio (Una storia incredibile). La prima risposta del romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano

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Prima risposta

Mio caro Daniele,

la tua lettera mi aspettava sul tavolo, in redazione, in mezzo ai giornali e ad altre buste. Ho riconosciuto subito la tua scrittura, eppure l’ ho tenuta lì, chiusa, per giorni. Non avevo bisogno di aprirla per avere la notizia della tua partenza: mentre ero a Milano mi aveva cercato, trovato, interrogato il mio direttore, chiedendomi se sapevo, perché così all’improvviso, se era vero che… Né volevo aprirla: è rimasta lì, per giorni; a lungo mi ha tentato l’idea di gettarla via, di tagliare per sempre l’ultimo filo che mi legava a te. Di non sapere. Di dimenticare te, quelle chiacchierate con le voci impastate dall’insonnia, il nostro tempo che sembra già passato, “quell’altra storia.”

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il sogno di Wapee

di Antonio Sparzani
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I Piedi Neri sono una tribù di nativi abitanti di una regione dell’America del Nord, al confine tra Stati Uniti e Canada. Di quelli, insomma che poi, i “visi pallidi” scelsero di chiamare “pellerossa”. Hanno conservato un grande patrimonio di storie della loro gente e della natura nella quale questa gente è da sempre cresciuta. La vicinanza alla natura, così tipica di queste popolazioni, si fa sentire anche nel modo in cui l’aspetto degli elementi della natura viene spiegato.
Wapee era figlio di un Capo e per entrare nella maturità doveva passare quattro giorni e quattro notti da solo sulla cima di una collina isolata, finché non avesse avuto una visione dell’adulto che sarebbe diventato. Continua a leggere

SUL TAMBURO 2

Paolo Di Paolo, Portami tanta vitaPaolo Di Paolo, Mandami tanta vita, Milano, Feltrinelli, 2013

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di Giuseppe Panella

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Il personaggio principale del romanzo, Piero Gobetti, appare quasi all’improvviso, così descritto fin dalle prime pagine dell’opera nel pieno della sua attività di provocatore:

«A questo punto il più smilzo – svettava per altezza, con una nuvola di ricci chiari sulla testa – si è alzato di colpo, ha raccolto il libro che poco prima aveva fatto cadere e l’ha infilato in una tasca già sformata della giacca. Al collo portava una cravattina a nodo fisso e i polsini di celluloide, sul naso un paio di occhiali tondi che in quella luce grigia brillavano. Sulle labbra, un sorriso malizioso, quasi di scherno. Illustre professore, ha spiegato, in verità si tratta di un’azione di protesta contro la sua persona, oltre che del tentativo di svegliare dal sonno la sua platea. Molti hanno nascosto le risate portandosi la mano alla bocca. E’ passato un interminabile minuto di silenzio. Il professore guardava fisso davanti a sé, come raggelato. Ha aperto la bocca senza che ne uscisse alcun suono. Poi, le prime parole sono state Quasi smarrito. Cominciava con questa ammissione la sua replica alla protesta?»(1).

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LA PUNTA DELLA LINGUA, POESIA FESTIVAL (X ed.)

punta della lingua

LA PUNTA DELLA LINGUA
POESIA FESTIVAL (X ed.)

la baia della poesia
Ancona e Portonovo, 13-18 luglio 2015

Lunedì 13 luglio
Portonovo – Chiesa di S. Maria
ore 18.00 Cerimonia di apertura del Festival

ore 18.45 Reading di Adam Zagajewski
Il poeta e saggista polacco di fama mondiale porterà ad Ancona una vasta scelta della sua produzione già conosciuta (edita in Italia da Adelphi) e, in anteprima, alcuni testi recenti non ancora pubblicati in Italia
con il Patrocinio dell’Istituto Polacco di Roma
in collaborazione con Associazione Italo-Polacca e Fai Marche Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 8.

labirinto
B) Sono tanti i livelli di lettura che È la scrittura, bellezza!, Yehoshua e Stelle offrono, colpisce la stratificazione di senso. Sembrano dei labirinti, all’interno dei quali ogni lettore – e questo si nota soprattutto nel blog perché la reazione è più immediata – segue un suo filo personale per trovare l’uscita, diverso da tutti gli altri e al tempo stesso complementare e indispensabile a tutti gli altri. In Stelle, nella seconda parte dal titolo Fofner, scrivi che il lettore deve fare la sua parte, è lui che mette insieme i pezzi, le tessere sparse del mosaico che si va definendo a poco a poco. Continua a leggere