74. Vivere all’altezza

da qui

Tutti i discorsi che abbiamo fatto finora suggeriscono che, per educare, occorre una competenza ben precisa e che è fortemente sconsigliato improvvisare. I genitori commettono l’errore di pensare che, in quanto genitori, sanno tutto: è il modo più sicuro per provocare danni incalcolabili. E’ curioso constatare come ogni vocazione richieda un percorso formativo esigente e faticoso che, per padri e madri, non si prende in considerazione in alcun modo.
Facciamo un esempio: non esiste, in natura, un atto umano che sia solo materiale. Sommergendo i figli di oggetti – per i motivi che sappiamo -, si può facilmente rovinarli, perché si dimentica la realtà vitale dello spirito: non ci può essere qualcosa di buono che non coincida con il vero.
A ciò va aggiunta l’importanza del libero arbitrio, riguardo al quale il discorso è ambivalente, perché ha il potere d’influire in senso positivo o negativo: è il grande alleato o il grande nemico dell’unità della persona. Teologicamente parlando, la prima spaccatura dell’essere umano è nata da un esercizio sbagliato della libertà, da un “no” detto a Dio, che ha fatto dell’uomo qualcosa di diverso dal progetto originario, per cui la gioia diventa sofferenza, la pienezza mancanza. Anche le nostre divisioni interiori sono il frutto di una scelta: non possiamo pretendere il merito del bene e scaricare sugli altri la colpa del male,
né serve fuggire da noi stessi, perché il libero arbitrio è inalienabile, il sì e il no li pronunciamo noi, e ogni volta che opponiamo un rifiuto rinneghiamo noi stessi, perché Dio – come attesta la Scrittura e come affermano le figure spirituali più attendibili – è dentro di noi. Finiamo per rendere inattiva la nostra dimensione trascendente, agendo secondo ciò che meno ci qualifica, e per noi è meno vero: assecondiamo il nostro limite, anestetizziamo le nostre facoltà, perché l’intelligenza, la libertà e la volontà sono l’immagine di Dio inscritta nell’intimo. Senza questo, l’intera persona ne risente, e l’essere umano arriva a conoscere l’infelicità e la depressione.

8 pensieri su “74. Vivere all’altezza

  1. Pericolose e cattive sono solo le tristezze che portiamo tra la gente, per sopraffarle; come malattie trattate in modo superficiale e sciocco, esse non fanno che arretrare per erompere, dopo una breve pausa, tanto più virulentemente; e si ammassano nell’intimo e sono vita, sono vita non vissuta, svilita, perduta, di cui si può morire.

    Rainer Maria Rilke

    Mi piace

  2. Questa volta lasciami
    essere felice,
    non è successo nulla a nessuno
    non sono in nessun luogo,
    semplicemente
    sono felice
    nei quattro angoli
    del cuore, camminando,
    dormendo o scrivendo.

    Che posso farci, sono felice,
    sono più innumerabile
    dell’erba
    nelle praterie,
    sento la pelle come un albero rugoso,
    di sotto l’acqua,
    sopra gli uccelli,
    il mare come un anello
    intorno a me,
    fatta di pane e pietra la terra
    l’aria canta come una chitarra.

    Pablo Neruda

    Liked by 1 persona

  3. Il mio Valore è il mio unico Dubbio –
    Il Suo Merito – il mio unico timore –
    Al cui confronto, le mie qualità
    Così banali – appaiono –
    Che mi riveli inadeguata
    Al Suo amato Bisogno –
    La Massima Apprensione
    Della mia Mente affollata –

    È vero – che la Divinità a chinarsi
    Per sua natura propende –
    Perché su niente più in alto di Essa
    Essa può posarsi –

    Così io – la Dimora Non Divina
    Di Questo Eletto Contenuto –
    Conformo la mia Anima – come una Chiesa,
    Al Suo Sacramento –

    E. Dickinson

    Mi piace

  4. Noi umani siamo bravi a giustificarsi e nostri giustificazioni sono sempre soggettivi, noi non siamo mai colpevoli di nostri sbagli, sono o altri o situazioni, noi- mai.
    Noi non riconosciamo mai nostri errori, sono altri che sbagliano.
    Per questo per noi è difficile trovare la strada giusta, è difficile migliorarsi.

    Mi piace

  5. IL LIBERO ARBITRIO
    Cos’è questo misterioso Amore, che dall’eternità siede alla mensa trinitaria, gusto d’amore, che viene nel tempo a nascere, morire e trovare la sua delizia nei figli dell’uomo! quest’uomo “a cui spetta la “vergogna di scegliere il male pur potendo scegliere il Bene”: per il quale essere Bene e fare il bene è tutt’uno, mentre io così “inadeguata al suo amato bisogno”, divisa in me stessa, anche se cerco incessantemente di ritrovarmi, come mi avvicino sono riportata indietro e posso ancora scegliere il male pur potendo scegliere Te, “Bellezza, la grande necessità dell’uomo”. Non è per il mio affanno che ti raggiungerò, perchè “l’Amore non è per che cerca o si affanna, ma per coloro ai quali Tu usi misericordia”. (S.Agostino)
    Usami misericordia, che se io fuggo, in Te fuggo, che tutto quello che è, in Te è, e se non posso che essere in Te, Amore, non mi mancherai.

    Mi piace

  6. Ricordo che spesso, quando avevo bambini sotto la mia protezione, tornavo nella mia infanzia per ricordarmi come io mi sentivo in certe situazioni e cosa aspettavo in quel momento da adulti.

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...