Libri per ferragosto

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Dieci titoli per intense giornate culturali

di Guido Michelone

Nella speranza che ciascuno di noi trovi spazio e tempo per la lettura, durante le brevi vacanze ferragostane, è sempre divertente, a mio parere, provare a ragionare su quali testi mettere in valigia: certo, l’e-Book risolverebbe il problema più rapidamente, ma il gusto di ‘appesantire’ i bagagli con qualche tomo cartaceo lo considero impagabile.
Sistemare poi, sul comodino dell’albergo di turno, i volumi stipati nel borsone o nello zaino per ottenere una mini-biblioteca vacanziera, offre un ulteriore stimolo a viaggiare o volare con pensieri e fantasie.
Come scegliere i titoli? Non esistono regole ferree; basta frequentare librerie ben fornite, sfogliare le ultime riviste letterarie, leggere recensioni su quotidiani, supplementi o periodici che non facciano – attenzione! – da cassa di risonanza ai soliti editori. E non guasta un’occhiata ai social media.
Detto questo, provo a rivelarvi il contenuto della mia valigia libraria: contiene dieci titoli per dieci giorni; un libro al giorno, in teoria: in realtà, sono abituato a dedicarmi ai volumi di saggistica (più impegnativi) nei momenti e nei luoghi di maggiore tranquillità e ai testi narrativi in situazioni o zone a rischio, come la sdraio sotto l’ombrellone, dove suoni, rumori e disturbi sono tanti, e immergersi in un racconto o in un romanzo è un’impresa titanica.
Veniamo dunque ai volumi consigliati.

Appena letto:
Joseph O’ Connor, Il gruppo, Guanda, Rimini 2015.
Non conoscevo nulla del celebre scrittore irlandese, ma avevo accumulato elogi, a suo riguardo, di critici e i amici. Quando ho visto che si era appena cimentato con una storia rock, mi sono affrettato ad acquistarla, anche per motivi professionali. E’ un testo che consiglio anche a chi non ama o non conosce la musica giovanile, perché è un’opera letteraria di valore.

In lettura:
Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Adelphi, Milano 2014.
Lo sto studiando per capire le ragioni di un successo di massa imprevedibile: oltre la competenza (l’ennesimo scienziato emigrato all’estero per motivi tristemente noti), è assai ben scritto, anche per quelli che di fisica non sanno nulla.

Da leggere:
Hiraide Takashi, Il gatto venuto dal cielo, Einaudi, Torino 2015.
Da qualche anno ho imparato a conoscere ed amare i gatti, che trovo animali simpatici, intelligenti, deliziosi, contrariamente alla diffidenza che mi suscitavano da piccolo (e da adulto). Non ne faccio una questione letteraria, non sono corso a documentarmi maniacalmente sui felini, che adesso sono parte di casa, ma se mi capita di imbattermi in un nuovo libro sul tema, comincio a incuriosirmi. E questo romanzo giapponese non lo voglio proprio perdere.

In lettura:
Piergiorgio Oddifreddi, Il giro del mondo in 80 pensieri, Rizzoli, Milano 2015.
Del matematico torinese avevo finora letto solo qualche articolo, l’avevo visto disquisire in TV e continuo a sentire parlare di lui in maniera discordante: c’è chi lo detesta e chi lo elogia. E ovviamente chi lo invidia, come accade ad ogni intellettuale che riscuote successo con l’attività divulgativa. Divulgazione è il termine più adatto per questa raccolta di articoli, commenti, saggi brevi, che spaziano nello scibile umano indicando sempre la scienza come valore prioritario.

Da leggere:
Elmore Leonard, Tutti i racconti western, La Stampa, Torino 2015.
Ho visto la pubblicità di questo libro sul quotidano torinese, che già da alcuni decenni è divenuto editore di libri popolari mai scontati e imprevedibili. Non avevo finora letto nulla di narrativa western, un genere letterario diffuso e amato negli Stati Uniti, dove è nato assai prima del pendant cinematografico conosciuto in tutto il mondo. Sono curioso di riscontrare affinità o differenze con i film che vedevo (e adoravo) da bambino.

Da leggere:
Nikola Tesla, Un tripudio d’elettricità, Piano B Edizioni, Prato 2015.
Per una combinazione fortunata ho sentito da poco parlare, da fonti eterogenee – un giornalista e un paramedico -, di questo genio incompreso; è inoltre un bell’ articolo su un noto quotidiano che mi ha spinto ad acquistare questo nuovo libro, con l’intenzione di leggere anche gli altri suoi testi, se queste lettere non mi deluderanno.

Da leggere:
Aldo Nove, Un bambino piangeva, Mondadori, Milano 2015.
Il libro d’esordio, Woobinda , mi aveva così colpito, nel 1998, che all’epoca feci di tutto per conoscere l’autore, anche perché pubblicavamo ambedue per Castelvecchi. Poi, Antonello Satta Centanin (all’anagrafe) ha scritto molti libri, quasi per sconfessare quel debutto pulp, con un percorso artistico sincero che lo distanzia dagli ex giovani cannibali. Mi piace verificare quale altra sorpresa ci presenta.

Da leggere:
Trevor Norton, Breve storia delle invenzioni, Vallardi, Milano 2015.
Un’invenzione è un evento che collego a una compresenza originale d’imprevedibilità, tecnologia, scienza, pensiero e azzardo. Si tratta spesso di novità che hanno cambiato il corso della storia umana o in grado di favorire intere civiltà. Per questi motivi leggerò un manuale che, nella miglior tradizione anglosassone, abbina piacevolezza ed erudizione.

Da leggere:
Remo Bassini, Buio assoluto, Historica, Cesena 2015.
Conosco l’autore e di lui ho letto tutta l’opera (una decina di romanzi), recensendolo sempre. Ora si misura con il racconto e, al di là del desiderio di continuare a scriverne, voglio capire come se la cava con la prosa breve.

In lettura:
Claudio Sessa, Improvviso singolare. Un secolo di jazz, Il Saggiatore, Milano 2015.
L’autore è un amico, scrivevamo sulla stessa rivista – il mensile Musica Jazz – già negli anni Ottanta, ma è solo in occasione del concerto di Keith Jarrett alla Scala che ebbi modo di conoscerlo di persona, sia pur telefonicamente, con una sua recensione improvvisata di quell’evento memorabile che mi colpì per una competenza musicale rarissima nel mondo dei jazzologi (spesso critici dilettanti). Non a caso, il suo primo libro importante – Le età del jazz. I contemporanei – è oggi un punto di riferimento. E anche questo nuovo – un sequel a ritroso – sarà destinato a rinverdirne i fasti, forse con riscontri ancor maggiori.

Da leggere:
Roberto Barbolini, Sade in drogheria, Guaraldi, Rimini 2015.
La segnalazione su un supplemento letterario mi invoglia a procurarmi il testo e a saperne di più sull’autore, il cui curriculum vitae è garanzia di professionalità (un narratore che è anche studioso e critico letterario). Barbolini si cimenta di nuovo con racconti che, sin dal titolo di quello principale, presentano forti analogie con un’esplicita vena surreale.

Post scriptum: spero, quanto prima, di parlare più diffusamente di ciascun libro. E intanto mi auguro buona lettura.

2 pensieri su “Libri per ferragosto

  1. Grazie dei preziosi consigli ! Già ordinati, per mio figlio il libro di O’Connor e per me quelli di Rovelli, Odifreddi e Takashi . Ma, ahi, … perchè nessun libro di poesia?
    Mi permetto allora di colmare il vuoto connsigliando tre poeti italiani, dal Nord, dal Sud e dal Centro della penisola, tra cui considero rivoluzionar i primi due. La terza autrice, sfacciatamente proposta, è la sottoscritta( spero perdonabile a fine lettura, ma che comunque accetta lapidazioni per e-mail):

    Incontri e agguati– Milo de Angelis , Mondadori, 2015, disponibile anche in e-book

    Terracarne–Franco Arminio, Mondadori, 2011, disponibile anche in e-book

    Ciclica– Annamaria Ferramosca, La Vita Felice, 2014

    Di ogni libro rimando alle schede editoriali in rete.
    Buona lettura a tutti e un saluto caro a Fabrizio,
    Annamaria Ferramosca.

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  2. Scelte quasi tutte condivisibili, salvo predilezioni particolari. Ho una sola domanda: perché? perché su dieci libri che vengono consigliati non ce n’è nemmeno uno di una donna, italiana o straniera che sia? Non aggiungo altro, dico solo che è inquietante.

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