Alie Nazioni

da qui

In questi giorni, gli articoli di Stefano Feltri, innescano polemiche infinite che non accennano a smorzarsi. Si può ragionare per secoli o millenni sull’utilità effettiva di una laurea, sulle possibilità di occupazione attuali, sulla convenienza relativa alla scelta dell’una o dell’altra facoltà universitaria. Io, la mia idea, non la cambio facilmente: se uno ha dei talenti, è chiamato a render conto di quelli, e non di altri. Se scelgo medicina perché promette un lavoro e uno stipendio più sicuri, non sarò mai un buon medico, e a rimetterci saranno i miei pazienti. Se opto per la facoltà d’ingegneria perché garantisce più assunzioni rispetto alle materie letterarie, un ponte, prima o poi, crollerà per colpa mia. Una società che non consenta a una persona di far ciò per cui è tagliata dalla nascita, è una trappola mortale, una fabbrica di esseri infelici. La rivoluzione comincia anche da qui: dal dire chi sono e cosa voglio, dal proporre al mondo le mie vere competenze, dal dare ciò che ho, e non ciò che sono costretto a fingere di avere.
Non volevo ingolfare la questione con l’ennesimo parere. Ma se seguiamo il branco in faccende come queste, la speranza salperà per altri lidi.

2 pensieri su “Alie Nazioni

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