Salut d’amour

da qui

Eppur si muove, qualcosa, nel mare
che da questa terrazza di Sirolo
è una coppa di vino tutto azzurro:
il sangue del Signore, misto a cielo.
Da quanti anni manchi da quassù,
con la tua voce lenta come il vento,
che è il solo a regalarmi una carezza
in questa fine d’agosto. Sul ferro
arroventato della balaustra
si specchia la paura di un bambino,
la domanda d’amore che tu solo
sapevi soddisfare, ad ogni costo.

8 pensieri su “Salut d’amour

  1. Da Galileo alla melodia di Elgar; da Leopardi alla splendida violinista Sara Chang; dal sangue di Cristo a don Mario, tutte cose davvero sublimi, che danno senso e giustificano la nostra esistenza. E nel cuore… nel cuore c’è sempre un bambino , il fanciullo pascoliano, assetato d’amore.
    Un abbraccio forte.
    Augusto

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  2. .”…e nell’azzurro,sentivo un desiderio assoluto di tornare.Ma non sapevo ancora che l’unico vero peccato e’ di ignorare o dimenticare quello che puo’ renderci,ognuno,felici.”(M.Soldati)

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  3. Alle volte è dentro di noi qualcosa
    (che tu sai bene, perché è la poesia)
    qualcosa di buio in cui si fa luminosa

    la vita: un pianto interno, una nostalgia
    gonfia di asciutte, pure lacrime.

    Pier Paolo Pasolini

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  4. Nel momenti di tristezza o difficili, spesso torniamo al ricordi – posti, le persone- quando eravamo felici, per far ritornare sorriso sulle nostre labbra.
    Buona fortuna!

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