Provocazione in forma d’apologo 295

Un lutto dietro l’altro in famiglia. In questi momenti il mondo del sonno e della veglia sono ancor meno distinguibili del solito: è come se la porta di passaggio fosse rimasta aperta, e per quanti se ne vanno tanti ritornano. A volte come presi in un ingorgo si presentano tutti insieme, ma senza destare sorpresa né impressione. E alla fine arriva anche lui, il nonno un po’ tonto, da vivo impedito nei modi e nella parola; ma da morto, bisogna puro dirlo, figura assai meglio.

In morte, racconta, ha avuto accesso alla sua Scatola (pare che di là ognuno abbia la propria) contenente la soluzione del Mistero dei Misteri; ma apertala non vi ha trovato che un foglietto con delle indicazioni su un’altra, e poi su un’altra ancora, e così di seguito per svariate volte, almeno fino ad ora. La cosa tuttavia non gli è dispiaciuta: là non ci sono sveglie che suonano e cartellini da timbrare, quella ricerca in fondo gli dà una tensione benefica, gli lascia viva la speranza in un appagamento a venire.
E poi, sul più bello, ecco il risveglio a troncare quell’inizio di dialogo. Che peccato.
Si sarebbe voluto capire perché mai proprio a lui, in vita così innocentemente lontano da ogni problema, tocchi sempre inseguirli là dove i più ne raggiungono la dissoluzione; chiedergli, nella sua veste di cercatore qualificato, un sostegno in questa terrena ricerca; o anche solo di farsi vivo di tanto in tanto, per recuperare un rapporto che andava così male quando lui appariva impedito nei modi e nella parola.

4 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 295

  1. Mi permetto una considerazione a questa sua bella riflessione.
    Quel “appariva” finale sembra diminuire la distanza iniziale. Quando si è molto giovani e desiderosi di abbondanza, è difficile capire il linguaggio scarno dei vecchi, nelle parole e nei gesti. Poi gli anni passano, la distanza tra noi e loro diminuisce, e si capisce che l’antico impedimento altro non era che una riduzione dell’abbondanza, consumatasi a poco a poco al fuoco lento del tempo che passa.
    Saluti e stia bene.

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  2. Una sorta di caccia al tesoro senza fine che sul più bello finisce …
    c’è una bella organizzazione, in tutto questo.
    mia zia la preparava in giardino, ed era un divertimento unico trovare i vari bigliettini con le indicazioni .
    ciao Robertino :-)

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  3. Non è detto che finisca, possono esserci nuove puntate nelle notti a venire. Oppure, con un po’ di pazienza… Ma forse è meglio il giardino di tua zia.
    Ciao Carletta,
    Roberto

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