75. Conclusione

da qui

Per l’uomo, la possibilità di pienezza è solo nella libertà. Agli occhi di chi crede, l’essere di Dio viene incontro all’essere dell’uomo, Lasciando emergere l’identità profonda, fino ad allora sconosciuta. Per prepararsi a questo incontro, bisogna costruire nel bene, nella verità, nell’armonia degli elementi, ossia nella bellezza, nell’unità della natura. Ciò ci rende pronti ad aprirci alla natura divina, che ci trova consonanti, essendo il nostro essere partecipazione del suo essere: l’uomo, anche inconsciamente, sa che è lì la verità, il progetto di cui sente il desiderio e la mancanza. Ogni educatore, in questo senso, è responsabile di qualcosa che lo supera, di fronte a cui l’atteggiamento adeguato è un sacro rispetto. Solo così si costruisce su qualcosa di fondato e consistente, ossia sul vero, sul buono, sul bello, gli attributi dell’essere assunti nella propria libertà. Il discorso non è astratto: compito dell’educatore è scoprire l’aggancio tra la vita e ciò che è scritto da sempre dentro l’uomo. Questo aggancio è costituito da tre facoltà: l’intelligenza, la libertà, la volontà, che trasformano in vita le potenzialità di cui l’uomo è dotato per natura. Esse permettono di cogliere il disegno di Dio su ogni essere umano: frutto della grazia, ma concretamente realizzato attraverso l’uso sapiente di questi strumenti.
Don Mario Torregrossa (1944-2008), il sacerdote dalle cui catechesi abbiamo tratto questo materiale, ha così sintetizzato la sua idea educativa, incarnata nella realtà del Centro di formazione giovanile Madonna di Loreto-Casa della Pace:
Il Centro è una via per la crescita del giovane che, su una base naturale in cui sviluppa il suo contenuto di persona attraverso giustizia-amore-libertà, mediante l’uso delle sue facoltà naturali: intelligenza, volontà, libertà, si lancia alla scoperta di Cristo, come modello anche umano di una umanità nuova, mediante fede-speranza-carità, per essere lui stesso nel mondo: carità-misericordia-umiltà-mitezza-servo e figlio di Dio.

11 pensieri su “75. Conclusione

  1. Quando tu riesci a non aver più un ideale,

    perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata,

    senza nesso, senza spiegazione mai;

    quando tu non hai più un sentimento,

    perché sei riuscito a non stimare,

    a non curare più gli uomini e le cose,

    e ti manca perciò l’abitudine, che non trovi,

    e l’occupazione, che sdegni

    – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita,

    penserai senza un pensiero,

    sentirai senza cuore –

    allora tu non saprai che fare:

    sarai un viandante senza casa,

    un uccello senza nido.

    Io sono così.

    Luigi Pirandello

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  2. Basterà la vita intera a sentirsi liberi? Non lo so, però ri-cercare la libertà è un bel programma, seppure lungo e faticoso e in cui spesso è facile arrendersi; è altrettanto vero che la bellezza, quando la si incontra, o meglio “incrocia”, lascia il segno, almeno manda un’eco come a dire “ti ho toccato, stai tranquilla”. Continuare a godere di questo dono è una scelta. Libera.

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  3. “IL NOSTRO ESSERE PARTECIPAZIONE DEL SUO ESSERE”

    L’Essere: come chiamerò chi non si può nominare?
    ti chiamerò: Amore.
    Amore è quello che sei,
    Amore è quello che mi sei,
    mi hai dato di Te una misura buona, pigiata, scossa e traboccante, Tu che sei “sempre tutto nell’istante e nel punto in cui ami”, tutto in me è quella religione che a Te mi lega, “mutami in amore prima che me ne vada e più non sia”.
    Tu, Ineffabile, che ami la creatura nel tuo divino Figlio, il Verbo che attraversa il tuo grembo, Gesù al di sotto degli angeli e archetipo dell’uomo, non solo è l’ irrinunciabile necessità alla redenzione, ma habitat naturale dell’ umanità, indissolubile legame sponsale che ci rende amabili.
    Io amo, e sono le mie facoltà interiori a farlo, ma bramo l’abbraccio e questo lo posso al Corpo di Cristo che rende visibile l’invisibile Dio, perchè ho braccia per stringere, bocca per baciare, mani all’unzione del suo Corpo e dita per penetrare il suo fianco squarciato a raggiungere la divinità.

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  4. “LA PIENEZZA E’ SOLO NELLA LIBERTA’

    “In parte conservo la debolezza, in parte ricevo la libertà. La libertà non è ancora completa, non ancora pura, non ancora piena, perchè non è ancora l’eternità”
    Che cosa dire per questa debolezza che resta in me? Non altro che rivolgermi a Te che hai detto: se il Figlio dell’uomo vi libererà, allora sarete veramente liberi”

    S. Agostino

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  5. Conclusione

    Niente cancellerà via l’amore,
    né i litigi
    né i chilometri.
    È meditato,
    provato,
    controllato.
    Alzando solennemente i versi, dita di righe,
    lo giuro:
    amo
    d’un amore immutabile e fedele.

    Vladimir Majakovskij

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  6. “l’essere che è frutto della grazia .ma concretamente realizzato….” mi permette di ringraziare Don Fabrizio per questa educazione a tutti noi, per un servizio cui sono assai riconoscente. Un peccato molto radicato, non solo oggi, è l’opinione che basti sapere le massime ,i precetti per eseguirli .Ma con la sola istruzione il precetto non va, più in là della mente ; con la meditazione si arricchsce e viene al cuore e lo signoreggia, con le abitudini regolate ,per cosi’ dire,si abitua il corpo facendolo esecutore di conseguenti azioni. Per cui tutto è chiamato ,in modo armonioso e secondo la natura di ciascuno , ad un unico fine :partecipare al bene più alto che è Dio al quale noi tutti siamo ordinati. grazie ancora .

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  7. Il Centro è una via per la crescita del giovane che, su una base naturale in cui sviluppa il suo contenuto di persona attraverso giustizia-amore-libertà, mediante l’uso delle sue facoltà naturali: intelligenza, volontà, libertà, si lancia alla scoperta di Cristo, come modello anche umano di una umanità nuova, mediante fede-speranza-carità, per essere lui stesso nel mondo: carità-misericordia-umiltà-mitezza-servo e figlio di Dio.

    è STUPEFACENTE
    la vita è davvero un Centro
    tutto incredibilmente Vero e di facile comprensione!
    la vita invece è una lunga e ostinata lotta per reprimere l’Ovvio, l’unica via praticabile per la felicità.
    che fessacchiotti! in secula seculorum amen?
    ma quando cominceremo a stancarci di mancarci?
    baci incontenibili
    la funambola

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  8. Noi spesso sbagliamo significato di parola “la libertà”.
    Lo sbagliavo anche io, cercavo, sbagliavo, cercavo, cadevo nelle illusioni e depressione.
    Ma noi siamo liberi. Questo che ci incatena, questo che ci schiaccia sono le nostre invidie, gelosia, egoismo, desideri, nostro peccato,… nostra parte del male.
    La verità e bontà è la libertà e felicità.

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  9. guardo i nostri figli straziati sulle strade di ankara
    quei jeans quel paio di scarpe da tennis potrebbero essere di giulia o di bruno
    piango da ore e non so darmi pace
    non finirà mai la mattanza della speranza, non si placherà mai la bestia feroce
    dove sei Padre?
    perchè lasci massacrare le tue creature perchè non ti affacci alla finestra e ti strappi le vesti e urli tutta la nostra disperazione
    perchè non listi a lutto i tuoi palazzi perchè stringi le mani agli assassini
    come è possibile sopravvivere a tanto orrore?
    come fate voi? come fate?

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