Dal Colosseo alla Reggia di Venaria

Un’assemblea di lavoratori del Colosseo (di tre ore e programmata da tempo) è diventata uno scandalo nazionale perché avrebbe deluso i turisti. Dei ricchi in maschera che mandano via tre ore prima i visitatori dalla Reggia di Venaria, al quinto posto tra i monumenti più visitati d’Italia, hanno invece il placet degli amministratori. Così vanno le cose in Italia! No ai diritti dei lavoratori, sì alle feste dei ricchi in maschera! Giovanna Lo Presti e Cosimo Scarinzi invitano tutti a partecipare alla festa. Sabato 3 ottobre alle 15.30 alla Reggia di Venaria!

Dal Colosseo alla Reggia di Venaria
di Giovanna Lo Presti

Sabato prossimo 3 ottobre, a partire dalle ore 16 (invece che alle ore 19, come di consueto), la Reggia di Venaria sarà chiusa per dar modo di svolgere la cosiddetta “Nuit Royale“, versione più lussuosa (credo) di quella stupidaggine per nullafacenti mentali che è la “Cena in bianco“.

Iniziative di successo, dicono gli organizzatori – ma allora le tengano in spazi del tutto privati e lascino stare i luoghi pubblici. E’ ancora recente il polverone sollevato dalla chiusura PER TRE ORE del Colosseo e di altri luoghi archeologici romani a causa di una legittima assemblea sindacale, fatto che menti dell’altezza di Marino, Franceschini, Renzi hanno descritto come una sorta di attentato alla dignità della Repubblica e del suo patrimonio culturale.

Bene, invito a confrontare l’assemblea sindacale del Colosseo con la “Nuit Royale“. Al Colosseo si trattava di dar spazio ad un rito – vecchio sì e talvolta inefficace – ma volto a difendere e garantire i diritti dei lavoratori; a Venaria si celebra un nuovo rito, basato però sul vecchio potere del denaro, all’insegna della tracotanza e di quella middle culture che, alla fine, è la migliore espressione dell’ignoranza contemporanea. A me – voglio inserire una nota personale – spiace sommamente la citazione tratta da una bellissima scena di Barry Lindon, svilita a pubblicità dell’ “evento” sulla pagina Facebook ad esso dedicata. E’ uno dei tanti esempi che ci chiariscono quanto il capitalismo fatiscente sia comunque e sempre un efficace tritatutto, che omogeneizza e stravolge.

Bene, cerchiamo di rimettere le cose al loro posto e cerchiamo anche di promuovere la controinformazione, fosse pure rispetto a notizie come questa che, nel loro essere piccole, hanno però tutta la forza dell’exemplum.

Riporto, dopo l’articolo di Vera Schiavazzi, un invito della Cub, a firma del coordinatore nazionale Cosimo Scarinzi, che chiama tutti alla Reggia di Venaria sabato 3 ottobre dalle 15.30. Niente costumi settecenteschi, ma la ferma condanna della “società dello spettacolo” e la difesa della dignità del lavoro e delle libertà sindacali.

* * *

Venaria, fuori i turisti tre ore prima. Reggia chiusa per la festa in costume
di Vera Schiavazzi

Alla Reggia di Venaria non si sciopera né si fanno assemblee per il mancato pagamento degli stipendi. In compenso, un evento privato – e dai costi piuttosto alti – farà chiudere gli ingressi di sabato 3 ottobre alle 16 per la Reggia e alle 18 per le mostre. E’ la Nuit Royale, una serata giunta ormai alla terza edizione, e che anche grazie al successo della “Cena in bianco” quest’anno ha deciso di espandersi, sia negli spazi sia negli orari e nei tipi di biglietti. Con rigoroso dress code settecentesco. Si parte dai 40 euro per chi vuole “solo” ballare, si arriva ai 60 per un buffet con finger food, primo e dolci e si raggiungono i 110 euro per chi vuole il “royal dinner” servito nel Rondò Alfieriano, con tavoli da circa 8 persone. Le foto dell’anno scorso, quando parteciparono 1.800 persone, rendono l’idea: parrucche bianche e grandi gonne, giacche con alamari e scarpe a punta, ma tutti con gli occhiali e il telefonino in mano per foto e selfie, e bicchieri di plastica con il cocktail consentito (quest’anno sarà Redsixties a base di Rosso Antico).

Lo spirito è altrettanto intuibile: riportare indietro gli orologi, travestirsi (moltissime le donne con una mascherina tenuta a mano di quelle che di solito ti portano i nipotini da Venezia), ballare nella Galleria di Diana e, potendo, fare qualche incontro mondano reso più facile dal camuffamento che cancella la timidezza. Si veda a questo scopo l’ultima citazione messa sulla pagina facebook dell’evento, da Barry Lindon: «Ho tolto il nastro che avevo intorno al collo, e l’ho nascosto sulla mia persona. Se lo trovi, puoi tenerlo. Ti permetto di cercarlo dovunque tu voglia: sarò molto delusa di te se non lo troverai». Oltre al biglietto, naturalmente, ci vuole il costume, perlopiù in affitto: intorno ai 100 euro.

Insomma, un ballo di corte a pagamento, con l’intero palazzo illuminato e l’accesso anche al parco, e la sensazione di essere, per una sera soltanto, un “personnage“, che, come il sito suggerisce, può andare dalla marchesa alla cortigiana, dal duca all’usuraio.

Ma è sensato chiudere tre ore prima la Reggia, che con i suoi 700 mila ingressi l’anno è al quinto posto tra i monumenti più visitati d’Italia, più del Polo museale di Firenze, Uffizi compresi? E farlo nel momento in cui la mostra di Raffaello attira una folla ancora maggiore?

E ancora: quanti aspiranti visitatori leggeranno prima il sito e scopriranno la chiusura anticipata? La Nuit Royale non è una novità. Ma la sensazione è che la Reggia, con i suoi parchi, le vasche e i giardini, sia tra i grandi monumenti di Torino e dintorni quello più “sacrificabile” agli eventi privati.

Bisogna fare i conti per sapere quanto rende, in termini di sorveglianza, tutela, percentuale sui biglietti venduti. E, naturalmente, anche di democrazia culturale, posto che non tutti possono e vogliono spendere dai 40 euro in su per vestirsi da “personnage” settecentesco. Intanto, la giunta grillina guidata da Roberto Falcone e con Antonella Bentivoglio d’Afflitto assessore alla cultura continua a non avere un posto nel cda, nonostante gli annunci fatti dopo la vittoria. Del cda fanno parte solo donne, a cominciare dalla presidente Paola Zini, ma tra i 5 membri non c’è il Municipio, che pure partecipa alle riunioni senza diritto di voto. La domanda è: la Nuit Royale piacerà all’amministrazione comunale, che ha nominato assessora l’inventrice delle Notti bianche (l’ultima è stata celebrata proprio qui)?

* * *

Tutti alla festa di Venaria
di Cosimo Scainzi

Car* tutt*,
il prossimo sabato la Reggia di Venaria sarà chiusa al pubblico dalle 16. È stata indetta forse un’assemblea sindacale in orario di servizio, un’assemblea come quella che, svoltasi recentemente a Roma, ha suscitato lo scandalo del capo del governo, di ministri e sottosegretari che, in nome del diritto dei turisti alla libera visita ai monumenti pretendono di eliminare i diritti dei lavoratori? Assolutamente NO! Sabato alla Reggia di Venaria ci sarà una Nuit Royale, una festa in costume settecentesco.

È, a nostro avviso, indecente il fatto che un monumento possa essere chiuso al pubblico per organizzare a fini di lucro feste riservate a chi ha i mezzi per comprare la partecipazione mentre si considera inaccettabile una normale assemblea di lavoratori.

Soprattutto, è NECESSARIA una denuncia di questo comportamento come momento della campagna in difesa della libertà di assemblea, di sciopero, di organizzazioni che conduciamo ogni giorno come CUB.

Per queste ragioni la Confederazione Unitaria di Base invita tutti e tutte a partecipare alla festa trovandosi sabato alle 15,30 di fronte alla Reggia di Venaria.

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