3. La grotta di Elia

grotta di Elia
Non ricordo come emerse la questione del Divino Amore. Pregavamo in cima alla collina, nella grotta di Elia. Leggevamo i pensieri scaturiti dalla preghiera intensa cui da tempo eravamo abituati; ogni tanto si affacciava un gatto: non si capiva se cercasse compagnia o protestasse per l’usurpazione del proprio territorio. Per poter decifrare la scrittura, a quell’ora, occorreva una torcia: sembravamo due eremiti in un rifugio in capo al mondo, dove solo le stelle osservavano i nostri movimenti. Una sera di quelle, espressi il desiderio di rimanere lì, in un luogo dove avrei coltivato il mio carisma. E fu in un’atmosfera come questa che sentimmo una voce proveniente dal profondo: scegli il divino amore. Avrebbe potuto trattarsi di un’esortazione a non fermarsi all’amore solamente umano, imperfetto e insufficiente; una spinta a fare con coraggio il salto che traghetta dalla nostra volontà – la famigerata filautia – alla volontà di Dio, che tanto invochiamo, ma spesso ci rimane estranea. Solo più tardi comprendemmo che l’appello prediceva che sarei stato trasferito qui, che il Signore l’aveva previsto dall’inizio, e che l’enigma della vita non avrebbe trovato soluzione se non in questa casa dello Spirito Santo e di Maria.

9 pensieri su “3. La grotta di Elia

  1. Poteva accadere.
    Doveva accadere.
    È accaduto prima. Dopo.
    Più vicino. Più lontano.
    E’accaduto non a te.
    Ti sei salvato perché eri il primo.
    Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
    Perché da solo. Perché la gente.
    Perché a sinistra. Perché a destra.
    Perché la pioggia. Perché un’ombra.
    Perché splendeva il sole.
    Per fortuna là c’era un bosco.
    Per fortuna non c’erano alberi.
    Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave, un freno,
    un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
    Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
    In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
    Che sarebbe accaduto se una mano, una gamba,
    a un passo, a un pelo
    da una coincidenza.
    Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
    La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì? Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
    Ascolta
    come mi batte forte il tuo cuore.

    Wislawa Szymborska

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  2. “Riconosciamo la nostra miseria e sospiriamo a quel soggiorno dove più nessuno ci
    disprezzi. (Cantico 8,1)
    Queste, come mi ricordo di aver alle volte sentito dire, sono parole della Sposa dei
    Cantici, e io non vi trovo migliore applicazione, non essendovi certo in questa vita
    umiliazione e disprezzi così grandi da potersi paragonare a queste lotte interiori.
    Quando interiormente si è in pace, si sa sopportare qualsiasi lotta e turbamento; ma
    fuggire la moltitudine delle preoccupazioni terrene per ritirarci in un riposo che Dio
    stesso ci facilita, e trovarne gli ostacoli in noi stessi, oh! è un tormento penosissimo,
    quasi insopportabile!…
    Perciò, Signore, portateci in quel luogo dove queste miserie non ci disprezzino più,
    perché alle volte sembra proprio che si prendano gioco dell’anima!
    Però, se in questa vita Dio ne libera qualcuno, è soltanto quando egli giunge all’ultima
    mansione, come, a Dio piacendo, dirò.
    13 – Quanto all’intensità della pena e alla guerra che queste miserie scatenano, non
    credo che tutte le anime ne debbano soffrire come la mia, che per essere stata tanto
    cattiva ne soffri per molti anni, quasi a vendetta di se stessa.
    Siccome questa lotta mi fu assai penosa, credo che sia tale anche per voi, e per ciò ve ne
    parlo ad ogni istante, sperando, una volta o l’altra, di farvi intendere che, trattandosi di
    una cosa inevitabile, non ve ne dovete inquietare né affliggere.
    Maciniamo la nostra farina senza curarci di questa battola di molino, facendo agire la
    nostra volontà e il nostro intelletto”

    che bellezza divina!🙂
    bacio
    la funambola

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  3. Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi. A lasciare che sia il passato a decidere il nostro futuro. Oppure possiamo scegliere da noi, e forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito.
    (Chuck Palahniuk)

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  4. si vedono le tracce di una lotta, di un lavoro del sè su di se’. di un percorso spirituale, che è trasformazione, ancor più scarnificazione… .per avere il diritto di accedere alla verità e perchè l’enigma della vita è la migliore scuola di spiritualità dove si mescola in modo imprevedibile libertà e grazia .

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  5. “una Voce provenire dal profondo”,..l’ho sentita una volta sola..(per ora..),oltre due decenni fa,durante gli incontri per fidanzati nella mia parrocchia,si era seduti in cerchio con il sacerdote,l’atmosfera era sonnecchiosa,Don Renato spiegava cos’era la sua fede..non fu una voce sottile, ma dirompente..”l’Amore e’ Dio che chiama!”..feci il salto sulla sedia,in bilico tra un coccolone dentro e uno fuori,cercai uno sguardo in quel cerchio..loro continuavano tranquilli..solo allora mi resi conto con stupore che solo io l’avevo sentita..

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  6. Tante volte nella vita ti trovi nella situazione di quale non sognavi neanche, e devi viverla.
    Altro giorno mia zia mi ha chiesto del mio futuro; non lo so- ho detto- ma fino adesso mio angelo custode mi aiutava nella mia vita, spero che Dio non mi abbandona, fino adesso mi aiutava sempre, anche se ho combinato tante, e non sempre lo volevo ascoltarla. Spero che Dio non mi abbandona .

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