6. Sorprese

caffè
Alla fine la spuntammo: avrei fatto un anno sabbatico, poi sarei tornato. Dentro di me, però, sapevo bene che non si sarebbe trattato di un tempo così breve. Intanto, bisognava pensare a un sostituto: sua eminenza disse di aver trovato la persona giusta, “un uomo di Dio”, che poi si rivelò diverso da quanto potessimo pensare.
Avvicinandosi il giorno del trasferimento, m’interrogavo sugli scenari nuovi che si aprivano. Con il don si parlava di creare un centro di spiritualità e cultura, e già mi vedevo contattare questo e quello, tessere reti con scrittori, pittori, musicisti. Ma soprattutto pensavo a quanta gente avremmo avvicinato, grazie al santuario di recente costruzione, capace di accogliere due migliaia di fedeli.
Venne il giorno fatidico: mi preparavo all’incontro con il don. Assaporavo la bellezza di poter condividere con lui l’ebbrezza di una vita nuova, la realizzazione di un Progetto pensato su misura, la manifestazione potente della volontà di Dio. Ora lo chiamo, ora mi chiama. Per prima cosa cosa andremo a prenderci un caffè.
No, niente chiamate, né caffè: il don se n’era andato.

3 pensieri su “6. Sorprese

  1. Spesso accade che il nostro discernimento non provenga dalla parte giusta e scegliamo involontariamente ciò che è più gratificante per noi. E non riusciamo a capire chi è “un uomo di Dio” e chi non lo è .

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