Il regista, di Elisabetta Cametti

cametti elisabetta
Commenti e intervista con l’Autrice
(a cura di Betty Perfumo e Guido Michelone)

Elisabetta, in questo tuo romanzo, Il regista, fresco di stampa, introduci al tuo pubblico una nuova protagonista, la fotoreporter Veronika Evans: ce la puoi presentare?

Veronika è una fotoreporter determinata a portare alla luce le ferite dell’emarginazione nelle metropoli. I suoi scatti ritraggono il lato cupo di New York: senzatetto morti di stenti sui marciapiedi, cani randagi alla ricerca di cibo nei cassonetti, disabili e anziani abbandonati a se stessi. Quella parte di vita a cui nessuno vuole guardare, che si consuma nei vicoli, dentro le stazioni della metropolitana, nei luoghi più affollati, così come in quelli più dimenticati. I giornali definiscono Veronika “cecchino della strada” perché ogni sua foto è un colpo al perbenismo e fa parlare la rete attraverso milioni di visualizzazioni al giorno e decine di migliaia di tweet all’ora. Per Veronika la denuncia del degrado urbano è diventata una missione. Missione che la espone a molti rischi.

Perché l’hai creata così? Ti sei ispirata a qualcuno?

Tempo fa ho deciso che tutte le protagoniste dei miei romanzi si sarebbero fatte portavoce di messaggi importanti. Donne intense, vere, che vogliono essere un riferimento non per i canoni estetici ma per i valori in cui credono. Katherine lotta per l’integrità e per la difesa di ogni forma di vita. Veronika denuncia l’indifferenza. Entrambe vivono in una società corrotta e si adoperano per cambiarla.

I tuoi lettori si aspettavano forse un nuovo capitolo della saga K con Katherine Sinclaire, come mai la scelta di iniziare un nuovo percorso?

Ho voluto dare vita a una nuova serie di romanzi con una nuova protagonista (molto diversa da Katherine Sinclaire) per affrontare temi di grande attualità come il giornalismo d’assalto, i talk show, gli attacchi degli hacker, e addentrarmi nel mondo dei profiler e dei serial killer.

Ma la saga K ritornerà?

Katherine Sinclaire tornerà presto. Ho già in mente la trama del terzo romanzo: Katherine scoprirà la verità sconvolgente che ha portato Angelica al rogo e si batterà per dare un senso al suo sacrificio. Ci saranno tanti altri capitoli che vedranno Katherine protagonista di avventure ricche di suspense, tra minacce contemporanee e misteri millenari. E scriverò anche un romanzo in cui Katherine e Veronika si incontreranno. Allora sì che faranno scintille!

Mentre esce in Italia Il Regista, viene pubblicato negli Stati Uniti I Guardiani della Storia: cosa ti aspetti dai lettori americani?

La pubblicazione negli Stati Uniti è un grande traguardo, ma anche una grande sfida. In me prevale l’emozione di sapere che Katherine Sinclaire incontrerà nuovi lettori, comunicherà con loro, accenderà emozioni e li trascinerà dentro gli eventi, portandoli ad amare, soffrire e lottare insieme a lei.

A questo punto occorre svelare qualcosa in più sull’autrice e sul suo recentissimo libro: Elisabetta Cametti, manager dell’editoria e autrice definita dalla stampa “la signora italiana del thriller”, dopo il successo internazionale di K I guardiani della storia, torna in libreria con il suo nuovo romanzo Il regista, il primo della Serie 29, pubblicato da Cairo Editore. Il regista segue la strada di magistrale suspense già tracciata dai romanzi precedenti. Al centro dell’intreccio una nuova protagonista femminile, la fotoreporter Veronika Evans, coinvolta in un oscuro complotto che si consuma in 29 ore.
Perché proprio ventinove ore? 29 ore per sopravvivere. 29 ore per vendicarsi. 29 ore per sciogliere l’enigma. 29 ore di terrore in presa diretta. Elisabetta ha scelto il numero 29 perché nel simbolismo è il numero delle avversità e degli ostacoli, ed è rappresentato dalla bara. Il 29, inoltre, è un numero che torna nelle statistiche di omicidi seriali: buona parte dei serial killer compie il primo omicidio a 29 anni. Il numero medio di vittime dei serial killer più famosi è 29. Il 29 % dei serial killer è itinerante. Il 29 % dei serial killer donna uccide a casa propria. In Italia 29 killer sembrano essere ancora liberi e non identificati.
Per quanto riguarda più in dettaglio la trama de Il regista, senza rivelare nulla che possa togliere al lettore il gusto per la sorpresa, si può dire che Veronika Evans – come già detto nell’intervista dall’Autrice – è una fotoreporter newyorkese temuta per le foto scioccanti che va pubblicando. I suoi scatti ottengono milioni di visualizzazioni al giorno e decine di migliaia di tweet all’ora. A un anno dalla sua partecipazione al talk show vincitore dell’ultimo Emmy Award, la polizia trova i corpi senza vita degli altri ospiti del programma. Ai cadaveri sono stati asportati i bulbi oculari e la faccia è nascosta da una macchina fotografica attaccata alla testa con del nastro adesivo.
Il caso di omicidio multiplo viene affidato a Barbara Shiller, profiler del New York Police Department, che vede in questa occasione la possibilità di riscattare la propria carriera da un tragico, precedente errore di valutazione. Durante l’indagine emergono indizi discordanti, dove l’unica costante è la mancanza di un movente. Veronika è tra i sospettati. Insieme a lei sono indagati un reporter di guerra e un avvocato di grido, proprietario dell’agenzia fotografica concorrente. Ma un’ombra cade anche sul conduttore del talk show.
Tutti hanno un alibi, forte e verificato. Tutti hanno un passato discutibile. Tutti potrebbero essere carnefici, ma anche vittime. Ventinove ore serrate di interrogativi, attentati e minacce. Una corsa contro il tempo nella quale ogni traccia conduce a una nuova pista, fino a portare alla luce un piano di geniale strategia omicida: «Un uomo – si legge nel testo – non può fare tutto questo da solo. O ha dei complici, o se li trova usando la leva del terrore. Il nostro assassino ha assegnato dei compiti alle vittime e le ha trasformate in criminali. Un piano di geniale strategia omicida.»

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