17. Il suo Volere

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Gli eventi: coltivavamo la parola come si coltiva un sogno. Intorno a noi, apparentemente, tutto continuava come prima. La gente prendeva la realtà così com’era, come fosse ineluttabile che le cose andassero in quel modo: ma sotto c’era un segno, un filo d’oro, invisibile agli occhi, che Dio tesseva con pazienza, potendo vedere le cose da molto più lontano, e più vicino. Ogni preghiera era diretta a questa meta, dopo tanti giri; ogni problema trovava qui la propria soluzione, in eventi preordinati da sempre, che avrebbero mostrato, contro certa teologia contemporanea, che il Signore agisce nella storia. La coscienza di ciò infondeva in noi  una calma sovrumana, come fossimo sicuri che qualunque cosa succedesse – una guerra, una catastrofe – non avrebbe potuto intaccare il Progetto che stava per attuarsi, che aveva impresso il senso a ogni parola e ad ogni gesto, e avrebbe finito col convincere anche quelli che lo avevano osteggiato: col sarcasmo, l’ironia, l’indifferenza, o l’alzata di spalle di chi segue solo il corso delle cose umane. Mangiavano, bevevano, si sposavano, c’è scritto nella Bibbia: finché Dio si rivelò con potenza, e ogni carne fu costretta a mettersi la mano sulla bocca, contemplando in silenzio il suo Volere.

12 pensieri su “17. Il suo Volere

  1. Esistono tre tipi di persone:
    coloro che fanno accadere le cose;
    coloro che osservano le cose che accadono;
    e coloro che si meravigliano di ciò che accade.
    (John M.Capozzi)
    Io…noi, speriamo che tutto accada!!!

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  2. Traversata

    Il viaggio più
    lontano
    è la calma, lì tornano tutte le cose, come la fame torna al pane e l’azzurro all’azzurro più profondo.

    H.Mujica

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  3. “La gente prendeva la realtà così com’era…”
    Tra quella gente, c’era chi ha cominciato a credere, da subito, frutto della tessitura di Dio,
    rimanendo incantata di fronte a tanto amore trasferito sulle pagine Vive di quel Sacro Libro,
    che essendo Parola di Dio, non potrà far altro che restituire Amore in misura “buona, pigiata, colma e traboccante”

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  4. quanta bellezza!

    ho capito che la conversione è ogni giorno
    non siamo salvi per sempre
    che fatica fabrizio🙂 e quante prove e quanto stupore e quanto dolore e quanta paura e quanta pazienza e quanta grazia.
    e quanta umiltà sto imparando in questi miei giorni a tratti illuminati
    sento di essere in questo Progetto e spesso il demonio, l’animale che ho dentro mi lusinga e mi sfida e mi dileggia e mi terrorizza
    ed io gli dico : vade retro satana e recito salve regina, salve regina, salve regina…

    ti abbraccio
    la funambola

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  5. Ci sono giorni in cui ogni cosa che vedo mi sembra carica di significati: messaggi che mi sarebbe difficile comunicare ad altri, definire, tradurre in parole, ma che appunto perciò mi si presentano come decisivi. Sono annunci o presagi che riguardano me e il mondo insieme: e di me non gli avvenimenti esteriori dell’esistenza ma ciò che accade dentro, nel fondo; e del mondo non qualche fatto particolare ma il modo d’essere generale di tutto.

    Se una notte d’inverno un viaggiatore – I. Calvino

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  6. Quando non so più cosa fare, quando non so più in quale direzione andare, quando non so più come sopravvivere, mi affido al Signore, Lui mi protegge e mi spinge nella via d’uscita dei miei incubi. Mi salva sempre.

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  7. poco dopo la morte di rabbi Moshe di Kobnyn fu chiesto ad uno dei suoi discepoli: “per il tuo maestro qual’era la cosa più’ importante ?” il giovane si mise a riflettere per un pò, e rispose: ” quello che stava facendo in quel momento ” .Riuscire a fare ogni cosa come fosse la più importante è un esercizio non facile, eppure è qui la vera spiritualità : è nella fedeltà semplice e appassionata ALLA VOCAZIONE A CUI SI E’ CHIAMATI (FAMIGLIA, CASA, LAVORO, PARROCCHIA…. non importa dove ) .La scelta e’ di continuare a camminare nell’oggi facendo bene ciò che fai ,come suggerivano gli antichi con il proverbio “age quod agis” con rigore e amore.

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  8. “Io, Giuseppe, camminavo e non camminavo. Guardai nell’aria e vidi l’aria colpita da stupore; guardai verso la volta del cielo e la vidi ferma, e immobili gli uccelli del cielo; guardai sulla terra e vidi un vaso giacente e degli operai coricati con le mani nel vaso: ma quelli che masticavano non masticavano, quelli che prendevano su il cibo non l’alzavano dal vaso, quelli che lo stavano portando alla bocca non lo portavano; i visi di tutti erano rivolti a guardare in alto. Ecco delle pecore spinte innanzi che invece stavano ferme: il pastore alzò la mano per percuoterle, ma la sua mano restò per aria. Guardai la corrente del fiume e vidi le bocche dei capretti poggiate sull’acqua, ma non bevevano. Poi, in un istante, tutte le cose ripresero il loro corso.”
    (dal vangelo apocrifo di Giacomo)

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  9. “…gli eventi preordinati da sempre”. Ecco un bell’argomento di meditazione: in che modo Dio entra nella Storia senza che ciò implichi predestinazione? Bisognerebbe saper meditare senza la pretesa di arrivare a una risposta: ci hanno già meditato in tanti, ma le loro risposte non sono riuscite a sciogliere il nodo. Alla fine delle meditazioni, l’unica risorsa è affidarsi al Trascendente.

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