19. L’esito

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Aveva cominciato anche lei a collezionare albe. La sue erano aurore cittadine, piene di macchine e case, spalmate su prati che ricordavano la steppa di certi scorci della Palestina: il nostro era un esodo in via di compimento. Tutto tendeva a quella lama di luce che squarciava il nero della notte, della vita, la speranza accesa all’improvviso nel nostro cammino faticoso, nel male dell’amico che lottava col cancro, nel timore dell’altro di vedere affiorare dal nulla un esito fatale, dalle analisi fatte in fretta e furia. Era l’unico spiraglio che si apriva nella nostra relazione, sospesa sul nulla come il ponte dello Spirito Santo, da cui continuavo a scattare le mie foto, la finestra del salone da cui adesso scattava le sue, in un intreccio di luci rosse e azzurre: la traccia di un sole senza l’ansia di sorgere, abituato com’era da millenni a compiere quel giro, ignaro del groppo di paure e speranze che il moto generava. Collezionisti d’albe: chi l’avrebbe mai detto? Affondati nella notte della prova, guardavamo al volto di Cristo come all’unica luce concessa al nostro oscuro ritrovarci, sempre nello stesso punto. Ma ora sapevamo che no, non era più lo stesso: erano ore tenebrose che avanzavano verso l’esito certo, lo spettacolo del cielo che ancora una volta si sarebbe riempito di colori.

9 pensieri su “19. L’esito

  1. Da quando sto lottando contro il male che mi colpito, ho preso l’abitudine di non chiudere più le persiane della mia camera da letto, voglio vedere spuntare l’alba. La notte è diventata un tempo di preghiera e di attesa, la prima luce dell’aurora mi rasserena, lentamente la speranza prende il posto dell’angoscia e questo mi aiuta ad affrontare una nuova giornata, con meno ansia per l’esito di un referto o di una visita di controllo. Malgrado tutto sono fortunato, ho la certezza di non essere solo nel combattere questa dura battaglia.

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  2. Giulietta – Vuoi già partire? L’alba è ancor lontana.
    Era dell’usignolo,
    non dell’allodola, il cinguettio
    che ha ferito poc’anzi il trepidante
    cavo del tuo orecchio. Un usignolo,
    credimi, amore; è lui che canta, a notte,
    laggiù sull’albero di melograno.

    Romeo – No, cara, era l’araldo del mattino,
    l’allodola; non era l’usignolo.
    Guarda, amor mio, quante strisce di luce
    maligne sfrangiano le rade nuvole
    che si dissolvono laggiù all’oriente.
    Le fauci della notte sono spente
    e già s’affaccia il luminoso giorno,
    quasi in punta di piedi,
    sugli alti picchi brumosi dei monti.
    Debbo andarmene e seguitare a vivere,
    o restare e morire.

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  3. Nella vita quotidiana, tra i problemi e dispiaceri, trovare una passione, è un dono saper amare la vita così com’è, con dolore e gioia, nella luce e tenebre. E’ un dono saper vedere il fiore tra le erbacce, il sole che splende dopo il buio del cuore.
    La speranza che illumina sentiero.

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  4. Ogni giorno, quando sorge il Sole, Dio ci dà un altra possibilità migliorare la nostra vita, migliorare noi stessi. Ogni nuovo giorno è un regalo di Dio per noi.

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  5. Manca poco! E un’alba nuova ci sorprenderà, cittadina o di collina, non importa. Vivere il sole alto è un’abitudine, una certezza, vivere l’alba è qualcosa di più ricercato, una necessità che nasce dal profondo; sta a noi svegliarci prima, per scoprire quale grande attività si compie finché arrivi mezzogiorno e non pensare che tutto sia dovuto. Fin lì e oltre.

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  6. …era un Esodo in via di compimento:
    dunque:esodo=passaggio da_a…e in “via di compimento”,si potrebbe interpretare quasi come traguardo raggiunto! quasi quasi un PROGETTO REALIZZATO!!!
    E mi piace pensare a quel ponte tra cappella e sagrato come a quel tratto di MAR ROSSO che si apre al passaggio di un popolo da salvare,da liberare,e che si richiude poi ,a travolgere ‘carri e cavalieri’ ,ridando fede e speranza a “questo popolo in attesa” di nuova liberta’.
    Negli intrecci di momenti,tra PROFEZIE nella GROTTA DI ELIA
    NAUFRAGHI su LA SUA SPIAGGIA, tra SORPRESE de L’IGNOTO, IL SUO COMBATTIMENTO,e LA FEDE DELLA CHIESA,passando tra STRATI appesi a UN FILO D,ORO…ingoiando ROSPI….e un FUOCO che si accende,chissa’..forse di “fiammelle”
    che affida UNA MISSIONE,e sugli SFONDI un FUTURO,di certo IL SUO VOLERE aspettando ALBE, …e desiderare l’ESITO….
    felice,…dolcissima speranza…in scontri tra BRIGANTI E CAVALIERI…
    e immemsa gioia di cuori nell’attesa,finalmente,…di UN MONDO NUOVO.

    chissa’…se fra poco…non ci sara’ ” LA RIVELAZIONE”…

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