Tanti Libri per le vacanze natalizie

libri per Natale
di Guido Michelone

Penso che il regalo di Natale bello, utile, dilettevole, per ogni età, sia ancora un buon libro: donare un volume alle persone amate – familiari, parenti, amici, colleghi – sia un gesto di altruismo, bontà, intelligenza, soprattutto quando si sceglie riflettendo sul valore delle opere nascoste tra gli scaffali di una libreria (o anche viaggiando on line), senza le facili lusinghe di strenne altisonanti, che il più delle volte si rivelano tanto costose quanto inutili.
La mia non pretende di essere una lista di consigli per gli acquisti, ma vuole più modestamente presentare quanto da me letto negli ultimi mesi; personalmente credo di essere un lettore onnivoro e razionale al tempo stesso, benché la professione mi conduca oggi a privilegiare i libri sulla musica (alla quale dedicherò un intervento a parte). Amo però documentarmi sulle tante esperienze contemporanee in fatto di creatività e di saggistica, leggendo poesie e romanzi come pure i testi sul cinema e sulla letteratura, sui mass media e sulle scienze umane, senza trascurare gli interventi critici sulle diverse arti figurative (anche semplicemente sfogliando un bel tomo illustrato).
Ogni anno, quindi, mi imbatto in decine di libri che a volte riesco a leggere sino in fondo, magari tutti d’un fiato, soprattutto quando si tratta di fiction. Con guide e manuali ho invece un rapporto più strumentale, talvolta persino utilitaristico, tendente all’impiego pratico: quindi spesso, come per i libri di ricette o di cucina, molti saggi per me risultano oggetto di consultazione e di ricerca, magari da assorbire a piccole dosi, senza seguire l’indice o la numerazione delle pagine.
Ciò detto, segnalo i testi che più colpito negli ultimi mesi.

Narrativa straniera

Éric Chevillard, Sul soffitto (Del Vecchio)
La prosa irriverente, dal bizzarro umorismo, illumina la complessità di temi come esclusione, diversità e accoglienza, cogliendo le cose da una diversa angolazione, a cominciare dal protagonista, che gira sempre con una sedia sulla testa.

Dorothy Baker, La leggenda del trombettista bianco (Fazi)
Si tratta del primo romanzo sul jazz in assoluto, che la scrittrice americana pubblica nel 1938, all’epoca trentunenne. Nel tratteggiare la figura immaginaria di Rick Martin, la Baker si ispira di proposito al vero Bix Beiderbecke, tanto bravo quanto autolesionista.

Ed Wood, Splatter. Scritture pulp (Gallucci)
L’autore è quello stesso regista degli anni Cinquanta che girò i film più brutti del mondo e al quale Tim Burton dedicò una splendida biografia filmata. Ma Ed Wood risulta anche un’originale narratore in racconti horror che reinventano un genere.

Don Carpenter, I venerdì da Enrico’s (Frassinelli)
Sogni e illusioni, esordi imbarazzanti e disperati tentativi di evitare oblio e mediocrità, tanti amori e troppo alcool: l’autore, in quest’opera postuma incompleta, ripercorre con dolente ironica nostalgia una parabola vissuta in prima persona e condivisa da un’intera generazione di scrittori beat.

Nickolas Butler, Shotgun Lovesongs (Marsilio)
Henry, Lee, Kip, Ronn sono amici dall’infanzia, cresciuti assieme nel borgo rurale di Little Wing nel Wisconsin. Con il passare del tempo le strade si dividono, ma il matrimonio di Kip è l’occasione per riunirli ed evocare un passato fatto di un amore segreto, per anni, che rischia di disintegrare la loro amicizia. Brillantissimo esordio in pura narrativa americana.

Narrativa italiana

Fernando Quatraro, Gabbianara blues (Ets)
Giornalista ed editore, il sessantenne orbetellano esordisce nella narrativa con un romanzo simbolista sul naufragio della Costa Concordia (gennaio 2012), da cui emergono due personaggi immaginari per una narrativa matura e coinvolgente.

Elisa Guidelli, Il romanzo di Matilda (Meridiano Zero)
Medievista e libraria, la giovane autrice modenese – meglio nota come Eliselle per i molti libri trendy – torna con nome e cognome a un secondo romanzo storico, narrando per la prima volta nella fiction la storia della donna medievale più potente e controversa.

Massimiliano Nuzzolo, La felicità è facile (Pequod)
Sono diciannove i racconti (brevi o brevissimi) in cui l’autore riprende un mondo dove in apparenza la felicità è inesistente, giacché la realtà sembra comunicare proprio la difficoltà a incontrarla o ricercarla. Ma procedendo con la lettura…

Luca Ragagnin, Arcano 21 (Del Vecchio)
La cronaca a posteriori di un percorso iniziatico tra le librerie a loro volta osservate dall’interno, sino a diventare un romanzo picaresco sul mercato librario popolato da figure grottesche, surreali, paradossali, nello stile del bizzarro scrittore torinese.

Marina Plasmati, Il viaggio dolce (La Lepre)
Il sottotitolo Il soggiorno di Leopardi a Villa Ferrigni è già di per sé eloquente e sintomatico: si tratta infatti di un sofisticato romanzo che ricostruisce il soggiorno del grande poeta alle pendici del Vesuvio, quando una sera del 1836 concepisce il capolavoro La ginestra.

Graphic Novel

Kathryn Stuart Immonen, Movin Pictures (Pesce)
Durante la Seconda guerra mondiale, i tentativi dei francesi di inventariare, catalogare e nascondere le collezioni dei loro principali musei si scontrarono con l’analogo tentativo condotto dai tedeschi e dalla loro Commissione Artistica Militare: e questo fumetto mette in scena il conflitto morale, ideologico, personalissimo fra la curatrice Ila Gardner e l’ufficiale Rolf Hauptmann.

Marco D’Angelo e Fabrizio Di Nicola, Bruce Springsteen. Spiriti nella notte Npe)
La biografia del maggior cantautore americano, dopo Bob Dylan, è svolta in chiave fumettistica in tutti i sensi, dal disegno grossolano alla trama semplificata forse per i giovani lettori poco invogliati a leggere la dotta trattati stufa (che pur esiste) su un rocker immediato e diretto.

Gianmaria Testa e Valerio Berruti, Il sentiero e altre filastrocche (Gallucci)
Più che graphic novel è un libro di filastrocche illustrate per bambini (e per adulti), dove il noto cantautore cuneese scrive affilate quartine sulla realtà attuale, mentre l’altro langarolo, il pittore Valerio Berruti, di vent’anni più giovane, illustrata con il precipuo tratto onirico.

Massimo Mariani, Domenico Tarizzo, Freud e la scoperta dell’inconscio (Fazi)
Edita nel 1980, quando ancora non si parlava di graphic novel (al massimo fumetto d’autore), viene solo ora ripubblicata quest’opera notevole che è una sorta di biografia per immagini di Sigmund Freud. L’inventore della psicanalisi è ritratto con un duplice stile: fumettistico nella parte narrativa, più vicino alla pittura (in senso espressionista) in quella onirica.

Poesia

Francesca Tini Brunozzi, Mi è testimone la terra (Barbera)
La Spoon River familiare e italianissima che tutti attendevano da una poetessa umbro-padana, schiva e riservata, al secondo libro dopo Frau e le altre: ulteriore maturazione espressiva, dietro una semplicità costruita attorno alla scavo e alla ricerca interiori.

Vittorio Lingiardi, Alterazioni del ritmo (Nottetempo)
Una sorta di autobiografia in versi che possiede il dono di un’ironia così seria da essere liturgica, esprimendo altresì un pluralismo concettuale tendente alla rivelazione interiore e all’autenticità dirompente.

Saggistica letteraria

Luigi La Rosa, Solo a Parigi e non altrove. Una guida sentimentale (Ad est dell’equatore)
Tra saggio e narrativa, ecco un percorso iniziatico fra la topografia storica di Parigi, che diventa una passeggiata romantica nella geografia sentimentale delle realtà e delle leggende che nessun’altra città possiede, essendo l’unica da 200 anni in qua ad attirare un elenco infinito di scrittori, artisti, filosofi, intellettuali.

Fabrizio Coscia, Soli eravamo (Ad est dell’equatore)
Una raccolta di aneddoti curiosissimi sulle figure di scrittori come Rimbaud, Kafka, Dante, Joyce, Keats, Proust, Tolstoj, Leopardi, la Woolf, sino alle riflessioni sulla pittura di Caravaggio, Vermeer e Hopper o sulla musica di Mozart, Brahms, Schubert, Bill Evans e Radiohead, il tutto in perfetto equilibrio tra saggio, biografia e fiction.

Gianluca Mercadante, Caro lettore in erba… (Las Vegas)
Dopo Caro scrittore in erba…, il romanziere vercellese torna a occuparsi di libri, stavolta dalla parte di chi legge, mediante il consueto stile ironico, tagliente, senza risparmiare niente e nessuno, ma tentando al contempo di accompagnare i potenziali lettori lungo le meraviglie nascoste dietro la copertina di un romanzo.

Domenico Liggeri, La comunicazione di musei e archivi d’impresa (Lubrina)
Oggi musei e archivi d’impresa risultano uno strumento di comunicazione tanto affascinante quanto valorizzante, perché consentono di ottenere grandi vantaggi alle loro mamme aziende, se sono ovviamente ben trasmessi all’esterno. Il libro sciorina le metodologie comunicative fornendo conoscenze, individuando criticità, prospettando soluzioni.

Saggistica scientifica

Joe Palca e Flora Lichtman, Fastidio. Cosa ci irrita e perché (Dedalo)
Due giornalisti, consultando psicologici e neuroscienziati spiegano perché certi suoni, odori, automobilisti, amici, mogli e mariti possono rivelarsi molesti. Mediante aneddoti e curiosità, senza mai perdere il gusto di una prosa felicissima, ecco un serio trattato su cose e azioni che infastidiscono l’essere umano.

Trevor Norton, Breve storia delle invenzioni (Vallardi)
Ecco un testo scientifico su quanto inventato dalla Preistoria a oggi, che si apprezza come un romanzo d’avventura, grazie alla ricchezza di aneddoti sugli inventori e sulla casualità di molte scoperte; il capitolo finale prospetta idee e oggetti in corso di sperimentazione, come la macchina senza autista.

Roberto Finzi, Il globo puntiforme (Odoya)
Bella, succinta analisi di vicende e interconnessioni del rapporto uomo/comunicazione, tra sistemi immateriali e materiali, dai geroglifici egizi a Steve Jobs. La narrazione è storica, ma dà pure conto delle teorie su tali questioni, per fornire un quadro sintetico di una realtà complessa e oggi globalizzata.

Vittorio Gallese e Michele Guerra, Lo schermo empatico. Cinema e neuroscienze (Cortina)
Un neuroscienziato e un filmologo analizzano cinque capolavori, partendo sia dal tipo di coinvolgimento che queste pellicole esercitano sul corpo degli spettatori sia dalle forme simulatorie prodotte dai movimenti di macchina e dal montaggio: il tutto sostenuto da esperimenti neuroscientifici ispirati alla scoperta dei neuroni-specchio e alla teoria della “simulazione incarnata”.

Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso (Mimesis)
«Quello che viene proposto è, se si vuole, un ritratto; ma questo ritratto non è psicologico, bensì strutturale: esso presenta una collocazione della parola: la collocazione di qualcuno che parla dentro di sé, amorosamente, di fronte all’altro (l’oggetto amato), il quale invece non parla». Uscito nel 1977 è ormai un classico del pensiero tra filosofia, semiologia, critica letteraria.

[la foto è tratta da qui]

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