don Mario

da qui

Ma che ne sanno della nostra storia?
Tutti pronti a pretendere risposte,
Presenze di facciata, cartellini
Da timbrare, all’ora esatta. Ma noi due
Non abbiamo scadenze da onorare,
Siamo sospesi al filo dei ricordi,
Inseparabili, come tu fossi
Ancora in questo tempo, in questa stanza,
Unico al mondo, unico nel cielo
A parlarmi di Dio come Gesù.

14 pensieri su “don Mario

  1. “La vita è un’avventura tremenda e affascinante, il lavoro di cesello di un Dio che non sopporta di perdere suo figlio, e ancora una volta l’ha salvato. Lo diceva, don Mario: lo Spirito! Finalmente è tornato, respiri nuovamente, vivi. Lo Spirito è il Progetto, l’unico che non può fallire. E’ quello che dovevi e che volevi sapere, il desiderio profondo del cuore del tuo cuore: diventare te stesso, ricevendoti in dono da Qualcuno che ti ama.”

    Da “Cosa ho capito della vita” di Fabrizio Centofanti

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  2. A don Mario, Io non ti ho conosciuto, ho saputo di te solo da poco tempo, ho cercato leggendo e chiedendo di saperne di più e sono rimasto positivamente colpito dalla tua figura.Quando sento parlare di te o leggo quello che scrive su di te don Fabrizio, provo (una sana) invidia per chi ti ha conosciuto. Carissimo don Mario debbo e voglio ringraziarti perchè anche se non ci conosciamo, quando in preda allo sconforto mi sono rivolto a te, che hai conosciuto la sofferenza, ho costatato (in più occasioni) che eri al mio fianco.

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  3. Bellissima poesia , così intensa , immediata , ma allo stesso tempo sospesa in frammenti, ombre, ricordi che profumano di “anima”, tali da catturare immediatamente il cuore del lettore, che abbia o non conosciuto don Mario.

    Fisicamente io l’ho visto, qualche volta, sull’altare mentre celebrava la messa, ma non posso dire di averlo conosciuto. Non ci ho mai parlato , neppure una volta, ed è un rimpianto, una mancanza, una privazione, ora. E tuttavia, – ironia della sorte – ho parlato spesso di lui nei vari spettacoli che abbiamo realizzato nel “suo” teatro, a lui intitolato, prima per il libro della Macrì, poi per il recital COME STAI?, Omaggio a Don Mario.
    E nel prossimo anno il nuovo parroco, don Paolo Ricciardi, desidera che lo si ricordi nuovamente, per il 20° anniversario del terribile drammatico incidente in cui il sacerdote santo fu bruciato vivo.

    Desidero riportare l’inizio dell’ultimo OMAGGIO A DON MARIO del 4 maggio 2014, per coloro come gi esse, che sono stati “cattuirati” dalla sua grande personalità umana e spirituale, dal suo carisma.

    “””Don Mario ha significato per molti giovani, per moltissimi poveri, reietti, emarginati, diseredati, abbandonati a se stessi, o preda di alcolismo, droga, strozzinaggio, un arcipelago di luce, il paradiso in carne e ossa che veniva loro incontro, che si faceva carezza, parola di conforto e aiuto concreto, sempre a prezzo della propria pelle, dell’annullamento di se stesso e delle proprie esigenze, sempre in nome di Cristo. Era uno che popolava il deserto del cuore con giravolte di gioia. La gioia era la prima legge del mondo, e gioia significava mano aperta, porta spalancata, sventolare fazzoletti bianchi da far brillare nell’aria , imparare a difendere la libertà, a qualsiasi prezzo , remare insieme anche controcorrente, sopportazione, pazienza e sofferenza senza limiti. E pure era lui, ridotto in una carrozzina , con mille problemi di salute che salutava ognuno di noi con il suo inconfondibile: COME STAI?
    Tutto ciò io l’ ho appreso dalle testimonianze di tanti amici che sono qui in , questo Centro , in questa Parrocchia, da lui creati , o nel mio stesso Gruppo recital ; sono testimonianze di quelli che lo hanno conosciuto, amato, venerato, ma che hanno anche riso e scherzato con lui, e qualche volta , hanno pianto.
    Ma don Mario è anche il simbolo dello Spirito e del Fuoco; ripercorrere l’itinerario della sua vita significa incontrare anche una lunga serie di malattie, le ferite, le ustioni del martire , del “prete bruciato”; e tutta la sua essenziale rotazione magnetica, nei due poli della sua spiritualità, è rappresentata proprio da il fuoco e la carità .Scrive Margherita De Donato, una “ragazza” del Centro: ” Con la dedizione alla preghiera e il non lamentarsi mai, l’accettazione del dolore, Don Mario era di una generosità estrema; in lui la sofferenza per la malattia si trasfigurava, era dono ed esperienza di comunione con Cristo, perché «non vi è amore più grande, che dare la vita per i propri amici»

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  4. Come osservatore posso dire che la testimonianza mi appare viva e si connota chiaramente .Egli e’
    Qui, presente in mezzo a quelli che ha servito e continua a indicare il cammino come un segno di contraddizione , di totale coscienza cristiana che continua a lavovare per la vita, in chi lo segue, di
    fronte ai poteri del mondo che minacciano di bruciare l’umanita ‘ in un nuovo olocausto.Per questo
    dico grazie don Mario.

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