23. Una precisa strategia

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L’anno volgeva al termine. In questo tempo era successo tutto e il contrario di tutto. Avevo celebrato messe piene di gente, contattato persone di tutte le categorie, suscitato speranze e attese che già faticavo a gestire in modo equilibrato. Poi, all’improvviso, il capovolgimento radicale: partito l’amministratore del Santuario, era riemerso il gruppo della vecchia guardia, deciso a rovesciare il segno all’operato precedente. Una continua umiliazione aveva segnato il ritmo delle mie giornate, facendomi sentire oggetto di vendette trasversali, regolarmente spinto negli angoli più bui e dimenticati. Ci misi un po’ a comprendere che tutto rientrava in una precisa strategia: per portare a compimento l’opera avrei dovuto spogliarmi di ogni orpello, lasciarmi ridurre all’essenziale per fare spazio totalmente all’Altro, concedendogli gli ultimi avamposti che tutt’ora mi stavo riservando. Il Progetto non riguardava solo noi, ma la realtà ecclesiale nella sua interezza, che non mancava di recalcitrare, criticando il Papa per le sue aperture, per le rampogne al basso e all’alto clero, per l’attitudine di misericordia e di perdono con i più lontani. Era in atto una battaglia tra le più violente nella storia della Chiesa: il demonio non aveva mai avuto un potere così forte, imperversava nel piccolo e nel grande, occupava ogni interstizio esposto alla sua azione, si insinuava e seduceva dovunque incontrasse riserve o resistenze. Nonostante questo, l’impresa si faceva strada, cominciava a illuminare qua e là la distesa delle tenebre, lasciava intravedere un’alba nuova, che appariva a poco a poco nello sguardo vigile dal ponte dello Spirito Santo.

9 pensieri su “23. Una precisa strategia

  1. «Non ti arrendere mai, neanche quando la fatica si fa sentire, neanche quando il tuo piede inciampa, neanche quando i tuoi occhi bruciano, neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati, neanche quando la delusione ti avvilisce, neanche quando l’errore ti scoraggia, neanche quando il tradimento ti ferisce, neanche quando il successo ti abbandona, neanche quando l’ingratitudine ti sgomenta, neanche quando l’incomprensione ti circonda, neanche quando la noia ti atterra, neanche quando tutto ha l’aria del niente, neanche quando il peso del peccato ti schiaccia… Invoca il tuo Dio, stringi i pugni, sorridi… e ricomincia».
    Papa San Leone Magno

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  2. Il DITO di DIO ne sta segnando i contorni
    LA PAROLA ne riempie i tratti
    All’uomo di DIO dargli Colori,Luce e Suoni.
    Non siate ciechi e sordi di fronte alla
    SUA OPERA.
    e dalla SUA MISERICORDIA saremo salvati.

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  3. …” e non dimenticate- vi di pregare per me..”Ogni volta che questo Papa fa questa richiesta Sa cosa chiede..non si prega solo per lui,ma per lui si prega ,e si arriva anche a te,e’ una preghiera che circola ,che fa scricchiolare ..disperde i superbi di cuore ,..e li riaccoglie.Quando prego per lui ,so che arrivo a tutti i Don, a tutti i Don Mario che ci sono sulla terra,pregando si entra nei cuori di pietra..anche nel nostro.A ognuno un augurio di buon cammino.

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  4. Caro Fabrizio, non so se Chiara sia la stessa persona che era nel gruppetto dei fedelissimi del primo dell’anno, fuori della chiesa, ad aspettarti, per abbracciarti, per darti un bacio di buon anno ( ” questo sarà un anno favoloso!”, hai detto a tutti noi) , per scambiare uno sguardo con te, delle parole lievi e pregne di affetto , magari le più scontate, le più banali, le più scherzose che esistano, e sempre con quel tuo sorriso buono e quella garbata – direi quasi una lieve carezza – dose d’ironia che ti contraddistingue, che è il massimo segno della civiltà , diceva Palazzeschi (“un popolo senza ironia è barbaro”) . Bene , una signora che non conosco e che potrebbe essere Lei, (ma forse non lo è per nulla) mi diceva , Oh, quanto sta crescendo Fabrizio, in spiritualità!, è davvero avviato verso un cammino di santità, sta salendo la scala di seta di Giobbe. E questo non solo mi ha sorpreso, ma mi ha commosso, perché noi pensiamo sempre alla ” gente” , e non alle persone, in cui dentro ciascuna di esse c’è un intero universo , un cosmo infinito che pensa, gioisce, soffre e prega anche per te (ignaro), soprattutto per te.

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  5. Sintesi del anno passato- bassi e alti, gioia e dolore; scoprire quante volte siamo usciti vincitori e quante volte siamo caduti nella depressione, nel ostacoli del diavolo.
    Sintesi del anno passato- quanto abbiamo imparato, quanta strada ancora dobbiamo fare.

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