27. La Svolta

porta santa
La Porta Santa: ma certo! Era questo avvenimento straordinario che avrebbe operato il cambiamento, innescando il meccanismo inverso a quello replicato da decenni, rivelando – come per miracolo – il segreto più intimo dei cuori: schiavi di una mentalità materialistica o aperti alla grande irradiazione di Spirito Santo che il Signore voleva realizzare. Da qui, da questo giorno, sarebbe partita la corrente di Grazia che avrebbe abbattuto le barriere, esorcizzato le paure. Da qui, chi credeva nello Spirito avrebbe ritrovato il coraggio di cambiare, di ubbidire al volere di Dio, spezzando le catene consunte di opportunismi e di viltà. Da qui, anche noi saremmo venuti alla luce come docili strumenti del Progetto, pensato dai secoli dei secoli. L’apertura, dunque, non era riferita soltanto a una porta materiale – che del resto non c’era! -, ma alla Porta Santa del cuore: era lì che nasceva il mondo nuovo, da lì sarebbero sbocciati quegli eventi che tutti, da tempo, attendevamo.

8 pensieri su “27. La Svolta

  1. Da qui si doveva cominciare: il cielo.
    Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
    Un’apertura e nulla più,
    ma spalancata.

    Non devo attendere una notte serena,
    né alzare la testa,
    per osservare il cielo.
    L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
    Il cielo mi avvolge ermeticamente
    e mi solleva dal basso.

    Perfino le montagne più alte
    non sono più vicine al cielo
    delle valli più profonde.
    In nessun luogo ce n’è più
    che in un altro.
    La nuvola è schiacciata dal cielo
    inesorabilmente come la tomba.
    La talpa è al settimo cielo
    come il gufo che scuote le ali.
    La cosa che cade in un abisso
    cade da cielo a cielo.

    Friabili, fluenti, rocciosi,
    infuocati e aerei,
    distese di cielo, briciole di cielo,
    folate e cumuli di cielo.
    Il cielo è onnipresente
    perfino nel buio sotto la pelle.

    Mangio cielo, evacuo cielo.
    Sono una trappola in trappola,
    un abitante abitato,
    un abbraccio abbracciato,
    una domanda in risposta a una domanda.

    La divisione in cielo e terra
    non è il modo appropriato
    di pensare a questa totalità.
    Permette solo di sopravvivere
    a un indirizzo più esatto,
    più facile da trovare,
    se dovessero cercarmi.
    Miei segni particolari:
    incanto e disperazione.

    Wislawa Szymborska

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  2. ” Vi faccio questo augurio. Che anche voi, scrutando i segni, possiate dire così: Resta poco della notte, perché il sole sta già inondando l’orizzonte”
    (don Tonino Bello, Fatti per essere felici)

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  3. “Popoli tutti, aprite le porte a Cristo!
    Il suo Vangelo nulla toglie alla libertà dell’uomo, quanto c’è di buono in ogni religione.”
    Giovanni Paolo II

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  4. Nel giorno, quando Papa Francesco aperto la Porta Santa al Vaticano ho deciso che devo andare anche io, avevo bisogno. Tutti mi hanno sconsigliato che non c’è lo faccio, che c’è tantissima gente, ma con la guida dello Spirito Santo sono riuscita attraversare la Porta Santa senza nessun’ difficoltà. Avevo tantissimi pensieri, tantissime preghiere per le persone care.
    Il mio più forte dolore era mio fratello, pregavo per lui. Dopo la morte di nostra mamma si siamo litigati, lui non voleva più parlare con me, non mi voleva incontrare. A Natale anno scorso non voleva venire a casa mia e stare a tavola con noi, mi ha detto che non vuole pace con me, non lo vuole amore fraterna. Ho sofferto tanto, perché voglio bene tantissimo a lui, eravamo sempre uniti. Non sapevo più che fare, mi era rimasta solo la preghiera. Ho pregato tanto per lui in ogni momento, mio dolore era la mia preghiera. Questo dicembre, quando sono andata a casa mia, mio fratello mi aveva telefonato, mi ha invitato a casa sua. Si siamo abbracciati e abbiamo parlato come anni fa.
    A Epifania sono andata a San Pietro. Attraversando la Porta Santa mi sono inginocchiata e con lacrime nel occhi ho ringraziato a Dio di tutti doni che mi ha dato, del tutto amore e pace, e ho pregato per altre persone.

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  5. “A volte siamo tristi per il peso dei nostri peccati. Non scoraggiamoci, Cristo è venuto a togliere tutto questo, Lui ci dà la pace.”
    Papa Francesco

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