12 APOSTATI

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12 APOSTATI – 12 critici dell’ideologia italiana, a cura di Filippo La Porta. (Enrico Damiani Editore)

Con interventi di Paolo Morello, Guido Vitiello, Camilla Baresani, Matteo Marchesini, Massimo Onofri, Vittorio Giacopini, Daniela Ranieri, Filippo La Porta, Silvio Perrella, Paolo Febbraro, Franca D’Agostini, Alfonso Berardinelli, Giuseppe Samonà.

12 APOSTATI è una rapida sequenza di scritti che vengono definiti da Filippo La Porta in vari modi: interventi, apologhi, istantanee, microsaggi, contributi ad una satira. Cento pagine circa per quello che è un libro di critica radicale verso la letteratura e la cultura italiana o meglio “l’ideologia culturale italiana”. Dal ruolo dello scrittore fino a quello del filosofo e della lingua italiana nella diaspora, sono tanti i temi trattati. Temi spinosi appena accennati ma con grande impeto e in modo molto chiaro, quasi colloquiale a volte.

Ogni intervento richiederebbe un’analisi a sé stante, tuttavia è evidente il fine che li accomuna, quello di mettere in discussione l’esistente, far calare le “maschere” di una società italiana che è fondata sulla messa in scena, nella perfetta tradizione del paese che ha inventato la commedia del’arte. In questo libro gli intellettuali assolvono il proprio compito: quello di infastidire con i loro dubbi e la loro voglia di smontare teatrini e giocattoli. Il problema, a mio avviso, non sono i 12 APOSTATI, ma coloro che hanno ormai abdicato al loro spirito critico per andare ad ingrossare le schiere dei servi. Un servilismo che viene favorito sin dai banchi di scuola ripetendo nozioni a memoria come pappagalli senza elaborare nulla di proprio.

Non sono d’accordo con il giudizio di chi ha visto in questo libro una forma di puro e gratuito disprezzo. L’analisi di Antonio Moresco e Roberto Bolaño da parte di Matteo Marchesini ha destato qualche dispiacere e su questo capitolo sospendo il mio giudizio in attesa di più attente letture degli autori citati. La prospettiva di Marchesini, quella di autori che si muovono sull’onda della “retorica della dismisura”, è tuttavia fortemente motivata.

12 APOSTATI è, nel suo complesso, ossigeno puro contro l’insalubrità dell’aria. Richiama lo scrittore e l’intellettuale al suo ruolo, fuori dal meccanismo del “cabaret” (Camilla Baresani) e all’onestà intellettuale contro la finzione di scena (Filippo La Porta), rivaluta il potere della poesia (Silvio Perrella), rilancia la ricerca filosofica della verità contro lo scetticismo (Franca D’Agostini). E poi ho sorriso davanti alle pagine dedicate da Guido Vitiello alla famiglia degli scrittori italiani, impegnata nella celebrazione e nella parodia involontaria di se stessa. Più che mai attuale l’analisi che condanna poi un’interpretazione puramente terapeutica e sapienziale della narrativa (Vittorio Giacopini), che trova in Coelho, Mauro Corona ed Erri De Luca dei punti di riferimento. Originale la lettura di Massimo Onofri che vede in Aldo Busi ed Erri De Luca esempi di “dannunzianesimo degradato di massa”.

Infine, vorrei ritornare sul curatore della raccolta, Filippo La Porta. Nel 2007 La Porta pubblica “Maestri irregolari”, fra questi maestri fuori dalle righe c’è anche Pasolini. 12 APOSTATI è una raccolta a suo modo “corsara”, senza paura di abbattere dogmi e feticci. Il fatto che esista un libro simile, anche con qualche possibile errore di tiro o qualche nota di catastrofismo, significa che c’è ancora speranza.

Max Ponte

http://maxponte.blogspot.it/

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