28. Le labbra di Dio

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Qualcosa cominciava a muoversi. L’annuncio della Porta Santa e dei suoi effetti insinuava nei cuori un germe di speranza che da tempo era stato soffocato. Soprattutto l’idea di una chiara distinzione tra coloro che pensavano secondo la materia e quelli che si aprivano allo Spirito, rendeva più coscienti delle proprie responsabilità nel cambiamento. Ora era davvero prevedibile che gli eventi sgorgassero spontanei da questa sorgente generosa. Qualunque gesto della compagine materialista sarebbe stato un passo falso, una nota stonata nel gran concerto che il Signore andava dirigendo. Mi tornavano in mente le profezie di don Calabria e don Orione, le visioni di un Santuario come centro di irradiazione dello Spirito, come fiamma divina nel gelo desertico del mondo. Pensavo anche all’immagine di Chesterton, che mi si era scolpita nella mente non appena letta: vivere gli eventi – persone, situazioni – come se emergessero dal nulla, per vederli finalmente nella loro verità e bellezza, perché tutto è straordinario quando è opposto alla completa oscurità. Sì, dal nulla di una gestione materiale, ambigua, interessata, affiorava l’alba insuperabilmente bella del Progetto di Dio. Rancori e amarezze andavano svanendo, come la nebbia del mattino dal ponte dello Spirito Santo. Una scia rosa si faceva largo tra le nuvole, come un sorriso consolante disegnato sulle labbra di Dio.

8 pensieri su “28. Le labbra di Dio

  1. La stella non si è ingannata, quando ha chiamato chi era più lontano, perché si incamminasse verso il Dio a lui vicino. La stella non si è ingannata, indicando la via del deserto, la più umile, la più dura. La stella non si è ingannata, fermandosi sopra la casa di gente umile: e’ nato la il grande futuro. Il tuo cuore non si è ingannato, mettendosi in cammino in cerca dell’ignoto. Il tuo cuore non si è ingannato non cedendo alla vana impazienza. Il tuo cuore non si è ingannato, inginocchiandosi davanti al Bambino. ( K. Hemmerle)

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  2. Serenamente contemplava la corrente del fiume; mai un’acqua gli era tanto piaciuta come questa, mai aveva sentito così forti e così belli la voce e il significato dell’acqua che passa. Gli pareva che il fiume avesse qualcosa di speciale da dirgli, qualcosa ch’egli non sapeva ancora, qualcosa che aspettava proprio lui.
    (Hermann Hesse)

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  3. Chi si accorge del sorriso di Dio, lo conosce.
    Certo, che se Dio sorride, ci ama proprio tanto e sa che quel problema è già risolto, il guaio siamo noi, quando nelle avversita’, travolti dal dolore, non guardando verso di Lui, non riconosciamo nessun sorriso.
    Grazie Don Fabrizio, perché ci aiuti a conoscere il vero carattere di Dio

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  4. ogni volta che leggo un brano di questo ” nuovo mondo” è come se fossi in sala parto e assistessi la chiesa( del Divino Amore) in queste doglie per un frutto di novità che giustifica la speranza …che finalmente la Parola prenda carne, si realizzi nella vita quotidiana e sovverta questa “crisi etica ed antropologica in cui vive la città di Roma ” (come scrive il cardinal Vallini nella sua “lettera alla città” ) e ci salvi, tutti, da questa “anemia spirituale” .Non rassegniamoci e non rinunciamo a farci domande sui fini e sul senso di ogni cosa , diversamente legittimiamo lo stato di fatto e dovremo ricorrere ad ulteriori surrogati per sopportare il vuoto . E’ vero che le infermità sono tante e le occasioni altrettante per indignarsi ma ” il cristiano è uno che lavora per la vita” (Tertulliano) e bisogna che ognuno trovi il suo modo per farsi azione, reazione, riscatto e non resti la paura di “sporcarci le mani ” . A che servirebbe averle pulite se le abbiate tenute in tasca? (don Milani) . Questo tempo è KAIROS . si è in buone mani , la vita eterna è già qui , in terra , è il tempo del Signore . Il Progetto non si ferma !

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  5. Leggendo questa pagina mi è venuta al mente la casa, un progetto di costruire la Casa dei sogni.
    Hai un desiderio,un progetto. Cominci costruire e combattere contanti problemi, con tante difficoltà. Un caos totale. A volte ti cadono le braccia dalla disperazione, ma non ti arrendi, perché questo che costruisci è il tuo sogno, è la cosa bella e giusta. Vai avanti nonostante i problemi, e piano piano si vedono i risultati del tuo lavoro, di tuo bello sogno, finchè non arrivi alla meta- vedi tua casa, la casa dei tuoi sogni, sorriso, la gioia, soddisfazione. E’ un po’ come Progetto di Dio.
    E noi? Noi siamo questi lavoratori che aiutano costruire la casa, non sempre onesti, a volte furbi, a volte pigri, a volte arrabbiati di fronte difficoltà e che qualcuno altro dovrebbe risolvere problemi di nostra incapacità.
    Ci vuole amore e pazienza per costruire la casa dei nostri sogni.

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