Donne da comprare

utero affitto 01

[Doverosa premessa: Fabrizio Centofanti ha una pazienza infinita nei miei confronti. Ci mancava solo che andassi a toccare un tema come questo per La poesia e lo spirito. Ma anche questa volta mi ha stupita, accettando di ospitare questo personale punto di vista. Un’onestà intellettuale rara, e coraggiosa, che gli voglio e gli devo pienamente riconoscere.]

Riflessioni profonde sulla questione della genitorialità surrogata mi accompagnano ininterrottamente da qualche anno, ovvero da quando un mio amico e il suo compagno hanno avuto due gemelli attraverso la gestazione su compenso da parte di una donna. Tutto questo è avvenuto in un paese estero dove loro vivono da molti anni. È l’unico caso che conosco direttamente, e ne potrei riferire solo riscontri positivi, anche molto toccanti.
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34. Le profezie finali

San Pietro
Arrivavano conferme dappertutto; anche un libro con le rivelazioni della Madonna delle Tre Fontane al veggente Bruno Cornacchiola: “Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo”. Ci convincevamo sempre più che sarebbe stata questa la via battuta dal Signore per raggiungere lo scopo – apparentemente utopico – di una purificazione profonda della Chiesa. Mi tornavano alla mente le catene di illusioni e delusioni che ci avevano inchiodato a una speranza ogni volta rimandata: il pensiero confortante di una gerarchia disposta a regolare situazioni di palese ingiustizia, in cui anche un bambino avrebbe saputo cosa fare. Ma nessuno, in alcun caso, si era deciso a intervenire, costringendo la gente a smarrire la fiducia residua nei cosiddetti “uomini di Dio”. E allora, Dio, avrebbe trovato i suoi mezzi alternativi per ricondurre la Chiesa alla legge del Vangelo; avrebbe permesso la violenza di un “attacco tremendo”, portato al cuore stesso della compagine cristiana, ai responsabili poco disposti a rendersi strumenti dell’opera del Padre. Come attendere il verificarsi degli eventi? Nell’unico modo suggerito dallo Spirito, in casi come questi: pregando, e confidando nel fatto che chi si affida al Signore non ha nulla da temere. Avremmo voluto gridarlo ai quattro venti ma, per il momento, potevamo confidarlo solo nelle nostre catechesi o nella lectio divina, oltre che nelle scarne puntate di un romanzo ogni giorno più sintonizzato sulla lunghezza d’onda della storia.

Lucetta Frisa, Poesie su dipinti

Arnolfini
Gli sposi Arnolfini
Jan Van Eyck

Nel silenzio lo specchio mostra figure rovesciate
se è vero che siamo qui a bisbigliarci qualcosa
di molto elegante scandendo sillabe leggere
dove l’eco si cancella sulle labbra ed anche le mani,
appena sfiorandosi, non osano farsi domande.
Se questo fosse il sogno di un’altra coppia,
un mistero cortese che invisibile soffoca
nel quieto disegno delle cose,per svelarsi
solo di là,nell’ardore di gesti dissennati
in ombre e profili capovolti. Ma è così
che ci immagina il nostro desiderio.

IL TERZO SGUARDO n.52: Michel de Certeau, “Utopie vocali”

Michel de Certeau, Utopie vocaliMichel de Certeau, Utopie vocali. Dialoghi con Paolo Fabbri e William J. Samarin, a cura di Lucia Amara, Milano, Mimesis, 2015

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di Giuseppe Panella*

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Sulla figura di Michel de Certeau, gesuita studioso di psicoanalisi lacaniana, del linguaggio dei mistici e dei rapporti tra rappresentazione sociale della cultura religiosa, manca a tutt’oggi uno studio che ne inquadri le coordinate filosofiche più generali. Erudito apprezzato da Michel Foucault e teorico del linguaggio amato da Lacan, de Certeau, figura di indubbia poliedricità umana e sapienziale, ha spaziato come pochi tra linguistica, storia della cultura, poesia e cinema.

Questi dialoghi sulla glossolalia rappresentano un’incursione tutt’altro che occasionale del colto gesuita nel mondo della semantica linguistica. Nelle riflessioni superstiti dello storico francese, in un convegno tra happy few svoltesi a Roma nel 1977 in un serrato dialogo e confronto con Paolo Fabbri e William Samarin (dove, tuttavia, predominava il più intenso rigore dialettico di de Certeau) e restituite nel loro dettaglio dalla pazienza di Lucia Amara attraverso un meticoloso lavoro di archivio e di sbobinatura, il tema della glossolalia emerge con prepotenza in un insieme apparentemente caotico di annotazioni sparse:

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Game after supper di Margaret Atwood (Canada, 1939)

balsamo unheimlich

Game after supper

This is before electricity,
it is when there were porches.

On the sagging porch an old man
is rocking. The porch is wooden,

the house is wooden and grey;
in the living room which smells
of smoke and mildew, soon
the woman will light the kerosene lamp. Continua a leggere

Il mistero della Gioconda

Gioconda
di Augusto Benemeglio

1. Un atto di venerazione

Vi è forse capitato, come è capitato a me diversi anni fa (trenta, forse quaranta) di andare a Parigi solo per vedere la Gioconda, incanalati, pressati come sardine, lungo la Grande Galerie del Louvre, nella sala VI, dietro migliaia di persone, per l’incessante, quotidiano pellegrinaggio alla Regina incontrastata dell’Arte, all’opera più famosa di tutti i tempi? Allora avrete capito che non è una visita, ma un vero e proprio atto di venerazione, uno straordinario sincretismo religioso , che si realizza in nome dell’arte. Continua a leggere

Marie von Ebner-Eschenbach: Vita quotidiana

donna

All’indomani delle nozze d’argento che una coppia di riguardo avrebbe festeggiato solennemente con amici e parenti la moglie si sparò.
Fu una vicenda totalmente inspiegabile. La suicida era vissuta in circostanze alquanto favorevoli e tutti coloro che la conoscevano l’avevano amata e stimata molto. Se n’era andata senza congedarsi, senza lasciare una sola riga a nessuno dei parenti, nessun chiarimento, nulla che potesse essere interpretato come biglietto d’addio. Era andata verso la morte così come si va da una stanza all’altra. Sulla scrivania c’erano ancora il quaderno su cui aveva annotato le spese del giorno precedente e i soldi per il giorno seguente. Accanto, appena arrivato, l’omaggio di una associazione, di cui era stata presidentessa, venticinque rose La-France in un bel vaso d’argento e un pacco di telegrammi, in parte già aperti, con i più sinceri auguri e apprezzamenti nei confronti della signora.
Ma quella donna, alla quale erano indirizzati, era stata trovata morta nella poltrona vicino alla scrivania, accanto a lei, sul pavimento, la rivoltella con la quale si era sparata al cuore. Diretta al cuore. Uno sparo preciso, scattato da mano sicura. Continua a leggere

TRAVERSATE CORSARE, ROMA 5 MARZO

BATTELLO PASOLINI

Il 5 marzo per festeggiare la nascita di Pier Paolo Pasolini un gruppo di artisti e poeti romani, coordinati da Simone Bellanca, ha organizzato una gita sul Tevere con performance collettiva da viale Marconi a Ostia Idroscalo. Una celebrazione di vita nel luogo della morte del poeta, parco ora gestito e riqualificato dai volontari della Lipu dove sarà possibile visitare l’opera restaurata di Mario Rosati nell’Oasi faunistica.

L’evento sarà così articolato: Continua a leggere

Siamo i rom che si credono qualcuno

16-02 rom borasÈ evidentemente troppo tardi per una segnalazione della mostra Vi är romer [Siamo rom] ché − oltre a essere in chiusura − è allestita nella Kulturhuset [Casa della Cultura] di Borås, una cittadina della Svezia centro-occidentale in cui è assai dubbio che qualcuno possa mai capitare, a Febbraio; peccato, perché la città offre molto sotto il profilo artistico-culturale. Ma lo faccio comunque, non solo perché è la più avvincente mostra non artistica che abbia mai visto (e infatti ha vinto dei premi) ma soprattutto perché ciò che ne resterà, dopo il 29 febbraio, è un valore non legato al tempo; e di questo bisogna parlare.
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I CANALI DELLA POESIA – 5 MARZO a Milano

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I CANALI DELLA POESIA è un progetto di Max Ponte che vuole promuovere la conoscenza della poesia contemporanea. I poeti invitati saranno poeti noti ed emergenti, un dialogo finalizzato alla crescita comune dell’esperienza letteraria. In particolar modo I CANALI DELLA POESIA vuole indagare le principali espressioni della poesia contemporanea italiana, dalla poesia più vicina ai classici a forme di poesia “totale”. Il nome del progetto nasce osservando i Navigli di Milano, l’immagine riporta un’imbarcazione carica di sale. Che cos’è la poesia se non il sale della letteratura e dell’esistenza? Continua a leggere

33. Lo sguardo nello sguardo

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Il tempo passava e nessuno sembrava convertirsi. Era come se il Signore avesse dato modo di verificare le proprie posizioni, di pentirsi di manovre e collusioni, ma senza risultati. I nodi si sarebbero potuti sciogliere persino facilmente: sarebbe bastato riconoscere le ingiustizie palesi, l’arroganza dei soprusi, le decisioni degne dei regimi più rozzi e più violenti. E invece proseguivano imperterriti a non voler vedere, a far finta di niente, come se sotto ci fossero ragioni inconfessabili, ricatti nascosti, minacce di vendette e ritorsioni. Mi ero convinto che gli eventi esterni, capaci di cambiare gli scenari, sarebbero stati catastrofici – e predetti, del resto, da profezie autorevoli: i cento anni del dominio diabolico, Leone XIII, il terzo segreto di Fatima, le rivelazioni della Madonna a Medjugorie, le visioni cupe della Emmerich. Non a caso pareva ogni giorno più probabile la notizia di nuovi, terribili attentati ad opera dell’Isis, l’attacco al cuore dell’Europa, al centro della Cristianità cattolico-romana. Solo questo, forse, avrebbe permesso l’avvento dei nuovi equilibri di cui da tempo si parlava. Solo questo, forse, avrebbe costretto le gerarchie, sorde ad ogni appello, a mutare atteggiamento, a lasciare che il Vangelo tornasse ad essere l’unico criterio della vita ecclesiale. Non restava che attendere, lo sguardo nello sguardo di Cristo, studiandone, di giorno in giorno, ogni minimo riflesso

Teatro: “Ghertuda la mamma di A.” – Brescia

ghertruda - laura piazza

Debutta lunedì 22 febbraio 2016, in prima nazionale, alle ore 20.30 al Teatro Santa Chiara Mina Mezzadri di Brescia “Ghertuda la mamma di A. la donna che volle esser regina nella terra di Amleto”, un progetto di Davide Rondoni e Laura Piazza, testo di Davide Rondoni, diretto da Filippo Renda ed interpretato da Laura Piazza. Uno spettacolo prodotto dal CTB Centro Teatrale Bresciano. Continua a leggere

Per un catalogo di gesti

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Pubblicato per la prima volta qui: https://giacomoverri.wordpress.com/2016/02/16/per-un-catalogo-di-gesti/

A volte è sufficiente un gesto a far grande una pagina di narrativa.
Si tratta perlopiù di immagini semplici ma incisive, un modo di atteggiare le mani o una postura, una mossa, un tic, un’andatura. Basta poco, una manciata di parole, per rendere incancellabile una figura, il profilo di un personaggio.
Abbiamo allora a che fare con apparizioni che non si cancelleranno mai dalla nostra mente e ci ricorderanno per anni il personaggio di un romanzo, donne e uomini colti in una splendida e croccante unicità di tratti. Continua a leggere

Umberto Eco. Un ricordo attraverso tre libri

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di Guido Michelone

Umberto Eco era in Italia l’uomo di cultura per antonomasia e al contempo l’intellettuale più famoso all’estero. Esistevano tanti Umberto Eco: il semiologo, il professore, il romanziere, il saggista, il reporter della quotidianità e lo storico dell’estetica. L’Eco narratore nasce nel 1980 con Il nome della rosa, forse il romanzo migliore: da allora ne seguono altri sei: Il pendolo di Foucault (1988), L’isola del giorno prima (1994), Baudolino (2000), Il cimitero di Praga (2010), Numero zero (2015). Continua a leggere

Quando Umberto Eco s’era tolta la barba

Umberto Eco è morto. Per me è stato un maestro, un idolo. L’ho letto, l’ho amato, l’ho studiato. Ci ho scritto la mia tesi di laurea: Oltre la teoria: la narrativa di Umberto Eco.

Per il suo ottantesimo compleanno ne avevo scritto un elogio intitolato A Umberto Eco, scienziato della verità, principe della menzogna (http://librisenzacarta.it/2012/01/17/a-umberto-eco-scienziato-della-verita-principe-della-menzogna/).

Ha costruito personaggi e luoghi dell’immaginazione che non dimenticheremo mai.

Io lo vedo passegghiare, ora, di nuovo con la sua leggendaria barba, a fianco di Guglielmo da Baskerville, da qualche parte, in un colorato medioevo.

Ripropongo qui sotto quell’articolo scritto quattro anni fa, in occasione del suo ottantesimo compleanno.

Italian writer Umberto Eco listens to a question during the presentation of his latest novel "The Cemetery of Prague" in Madrid

Lo scorso 5 gennaio il semiologo alessandrino ha compiuto ottant’anni. Continua a leggere

Editions Laborintus: intervista a Gianpaolo Furgiuele

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di Max Ponte

Caro Gianpaolo, nel corso del nostro ultimo incontro a Parigi mi accennavi della nascita di una nuova casa editrice sul suolo francese, EDITIONS LABORINTUS, il nome suggerisce già molto, come nasce questo progetto editoriale? Continua a leggere

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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Dentro o fuori?

“Le ragioni di questa violenza sono dentro di noi”. Questo è il commento più facile e conformista che un liberal possa fare sugli atti di terrorismo in Francia. Eppure una piccola verità la dice. Anche se in una forma tutt’altro che consueta. Per comprenderlo bisogna scovare un film di dieci anni fa, Niente da nascondere. La forza profetica di questo film del regista austriaco Michael Haneke è impressionante.

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Per Roberto Rossi Testa

Roberto
Lidia, la compagna di una vita del carissimo Roberto, ha risposto in questo modo splendido al mio appello. La ringraziamo di cuore per il dono suo e del nostro amico.

***

Mi avevi chiesto di scrivere una semplice cosa per Roberto. Posso dirti, avendo condiviso per ventidue anni ogni suo pensiero e scandagliato ogni verso della sua poesia, che lui aveva scritto già in età giovanile il compendio della sua vita – anima e destino – e insieme il suo epitaffio, con queste semplici parole, alle quali desidero affidare il suo ricordo.

Nel vedere la mia
prima stella cadente
non avvertii presagio
d’imminente fortuna.
Al contrario provai
l’angoscia del distacco,
l’orrore dello schianto.
Io pertanto non chiesi
più potere o la gloria,
maggior feudo, altra donna,
non chiesi che a un sapere
fosse strappato il velo.
Chiesi per me e per lei
di risalire in cielo.

Una sonata a quattro mani

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Anna De Simone (a cura di), Leopardi a Trieste con Virgilio Giotti, Interlinea edizioni, Novara 2015, pagg. 166, € 15.

di Anna Elisa De Gregorio
Un ampio saggio interpretativo più che puntuale dell’opera di Virgilio Giotti, poeta del nostro novecento, che scrive nel dialetto di Trieste, di “sommessa, ritrosa e assoluta grandezza”, per riprendere l’esergo di Claudio Magris. Così si potrebbe sintetizzare in due righe il lavoro che Anna De Simone ha portato a termine con il volume dal titolo Leopardi a Trieste con Virgilio Giotti, edito da Interlinea nel dicembre 2015. Continua a leggere