Editions Laborintus: intervista a Gianpaolo Furgiuele

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di Max Ponte

Caro Gianpaolo, nel corso del nostro ultimo incontro a Parigi mi accennavi della nascita di una nuova casa editrice sul suolo francese, EDITIONS LABORINTUS, il nome suggerisce già molto, come nasce questo progetto editoriale?

Ci siamo riuniti un pomeriggio inizio 2015 al caffè del Centre Pompidou per discutere della linea editoriale e delle collezioni, ognuno di noi proveniente da un campo professionale differente: io (letteratura comparata), Anita Ponti (sociologia), Maddalena Bergamin,(letteratura italiana), Luca Inchiappa (Medicina). Come puoi ben notare dai campi professionali di ognuno, questa casa editrice si contraddistingue per il suo aspetto social inteso proprio come attenzione alla produzione delle scienze umane e sociali. Attraverso il nome volevamo esprimere la modernità del nostro progetto editoriale, non tanto, o solo, per i testi proposti ma anche per la metodica, per una visione differente di cultura, per certe idee piuttosto engagées. Abbiamo così deciso di creare la prima casa editrice francese gestita unicamente da italiani.

Come si caratterizza l’offerta editoriale delle edizioni LABORINTUS?

Brevemente ti dico che la linea editoriale si sviluppa principalmente sulla produzione saggistica e la poesia. Il nostro obiettivo è quello di offrire ad un pubblico francofono testi e autori francesi poco conosciuti o dimenticati, a volte per le posizioni politiche, per l’origine o la religione, per una morte prematura dell’autore. Ci interessiamo ad un periodo piuttosto vasto che parte dal XVII e arriva XX secolo e le fonti sono più che altro la BNF e le ricerche universitarie. Puoi immaginare dunque il lavoro di ricerca che si trova alla base.
Inoltre intendiamo proporre anche autori stranieri che hanno avuto un legame particolare con la cultura italiana e con quella francese.

Tutti i testi sono pubblicati nel formato tascabile e contengono una prefazione in genere di un universitario o di un intellettuale che riattualizza e contestualizza la figura dell’autore e i temi trattati. Mi diverte dire che principalmente ci interessa desacralizzare l’idea dominante ed egemonica di autori minori e maggiori come del resto quella di letteratura minore e maggiore.

Quale spazio avrà l’Italia, o meglio la letteratura italiana, nel vostro catalogo?

Rimanendo nella saggistica c’è la figura di Pier Paolo Pasolini e il suo rapporto con il cinema e le periferie. Poi novità per la poesia la figura di Antonia Pozzi, ancora del tutto sconosciuta oltralpe, nei lavori di Matteo Mario Vecchio che si è aggiunto di recente al nostro progetto ma anche la letteratura della migrazione, che non appartiene al solo campo francofono. E in questo senso pubblicheremo un testo dello scrittore Kossi Komla-Ebri tradotto da Giovanna Paola Vergari con la prefazione di Cécile Kyenge. Mi piacerebbe inoltre poter pubblicare gli autori italiani o di origine italiana, che pubblicano in lingua francese in Belgio, dove in questo senso esiste una lunga tradizione.

Quali sono i vostri autori di punta?

Più che di autori parlerei di testi e di idee: Jean-Paul Marat, autore rivoluzionario, da riscoprire, per esempio; Jacques d’Adelsward (omosessuale e protestante) ignorato dalla critica francese e morto in esilio a Capri; nel testo di Alfred Dreyfus ad esempio la prefazione di Emmeline Fagot, una giovane militante e intellettuale, prende di mira alcune delle posizioni politiche francesi.

Una casa editrice è certamente una sfida, anche per quanto riguarda il mercato. Quante persone ci lavorano?

Oltre a coloro che hanno contribuito a questo progetto, a coloro che sono legati alle nostre pubblicazioni (ad esempio Giovanna Paola Vergari, Camilla Cederna, Matteo Mario Vecchio) oggi siamo in tre a lavorarci stabilmente, tra cui Boris Pasquier de Bordebure per quanto riguarda al consulenza editoriale e linguistica.

E quali riscontri avete ad oggi?

A parte le difficoltà iniziali, (accedere ed inserirsi in un sistema culturale nuovo non è né scontato né facile) in nove mesi di attività abbiamo pubblicato sei testi, ed altri sette sono previsti fino alla fine dell’anno. Le vendite sono, anche se lentamente, in crescita, grazie alla distribuzione nei paesi francofoni, e ad internet.
Le librerie e le università si interessano sempre di più ai nostri lavori, basti pensare che quasi tutti i nostri prefatori sono o maître de conférences o Professeurs des universités, confermando dunque le nostre scelte editoriali. Prossima tappa il salone del libro di Parigi.

Potresti riportare una breve citazione da un libro delle EDITIONS LABORINTUS per finire?

Si, è una citazione tratta dal testo Fragment d’histoire future di Gabriel Tarde, scritto nel 1872 ma ancora oggi di un’attualità impressionante:

Quand, au XXVe siècle, l’humanité est arrivée à une espèce de paroxysme de progrès matériel et de médiocrité spirituelle, une catastrophe se produit: l’extinction du soleil qui force la population à se replier sous terre pour profiter de sa chaleur centrale. Il en résulte l’émergence d’une nouvelle société, toute spirituelle, libérée des contraintes matérielles et biologiques.

laborintus

 

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