33. Lo sguardo nello sguardo

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Il tempo passava e nessuno sembrava convertirsi. Era come se il Signore avesse dato modo di verificare le proprie posizioni, di pentirsi di manovre e collusioni, ma senza risultati. I nodi si sarebbero potuti sciogliere persino facilmente: sarebbe bastato riconoscere le ingiustizie palesi, l’arroganza dei soprusi, le decisioni degne dei regimi più rozzi e più violenti. E invece proseguivano imperterriti a non voler vedere, a far finta di niente, come se sotto ci fossero ragioni inconfessabili, ricatti nascosti, minacce di vendette e ritorsioni. Mi ero convinto che gli eventi esterni, capaci di cambiare gli scenari, sarebbero stati catastrofici – e predetti, del resto, da profezie autorevoli: i cento anni del dominio diabolico, Leone XIII, il terzo segreto di Fatima, le rivelazioni della Madonna a Medjugorie, le visioni cupe della Emmerich. Non a caso pareva ogni giorno più probabile la notizia di nuovi, terribili attentati ad opera dell’Isis, l’attacco al cuore dell’Europa, al centro della Cristianità cattolico-romana. Solo questo, forse, avrebbe permesso l’avvento dei nuovi equilibri di cui da tempo si parlava. Solo questo, forse, avrebbe costretto le gerarchie, sorde ad ogni appello, a mutare atteggiamento, a lasciare che il Vangelo tornasse ad essere l’unico criterio della vita ecclesiale. Non restava che attendere, lo sguardo nello sguardo di Cristo, studiandone, di giorno in giorno, ogni minimo riflesso

8 pensieri su “33. Lo sguardo nello sguardo

  1. Il popolo cristiano… oggi cerca con la lanterna uomini da cui si irradi qualcosa della luce e della vicinanza dell’origine. Di modernità vuote di istinto religioso è sazio da gran tempo

    Hans Urs von Balthasar

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  2. un brivido attraversa tutto il mio essere,fisico e spirituale,al pensiero che possa esistere ancora oggi un “puparo” che tiene e muove i fili di uomini che dovrebbero muoversi autonomamente e conformemente all’esempio e all’insegnamento dei “SACRI TESTI”!
    Basterebbe “rivivere” per un attimo la propria esistenza secondo le PAROLE di Paolo in quella ai Galati!
    Se l’uomo non parte “almeno” da questa…ben vengano allora profezie ISIS!(che DIO ce ne scampi…nella SUA BONTA’ MAGNANIMITA ‘e MISERICORDIA)
    Ma da quale spirito sono guidati? LO SPIRITO SANTO? o lo spirito della…luce…(LUCIFERO)?potere ,discordie,gelosie,dissensi,divisioni,fazioni,invidia…e fare “KOMOS”con il potente di turno?
    Ma un minimo di amor proprio o autostima! Forse servirebbe un nuovo “1740”sotto questa TORRE!

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  3. L’attesa è una freccia che vola e che resta conficcata nel bersaglio. La realizzazione dell’attesa è una freccia che oltrepassa il bersaglio.
    (Søren Kierkegaard)

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  4. Innalziamo al Cielo questo canto:
    VENI CREATOR SPIRITUS
    MENTES TUORUM VISITA
    IMPLE SUPERNA GRATIA
    QUAE TU CREASTI PECTORA.
    […]
    ACCENDE LUMEN SENSIBUS
    INFUNDE AMOREM CORDIBUS
    INFIRMA NOSTRI CORPORIS
    VIRTUTE FIRMANS PERPETI.

    AMEN.

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  5. Il Vangelo per tornare ad essere l’unico criterio della vita ecclesiale di alcuni, deve tornare alla luce, cosi diventa visibile agli occhi della mente, udibile all’orecchio del cuore, non è così dove si ha l’abitudine di tenere nascostii i talenti.

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