Otto marzo

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La donna maschio, donna sottomessa,
domina-donna, o donna sfruttata,
pugno in un occhio o incanto delle forme,
donna soggetto o oggetto, pluriforme
presenza degli ormoni, unione degli
opposti, in te, in me, dentro la cosmica
fusione dei poli, nella sapiente
inclusione che integra e perdona,
che solo nell’incontro dal profondo
si placa nell’abbraccio, e vi riposa:
più in là, molto più in là di una mimosa.

15 pensieri su “Otto marzo

  1. Grazie per questo bel dono delicato e gentile nella giornata della donna (dire festa mi pare del tutto inappropriato) e ‘quel molto più in là di una mimosa’ quante cose ‘sottende’…

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  2. Pingback: Otto marzo | alessandrapeluso

  3. Il si di una donna, molto più in là di un si.

    “Con il sì di Maria l’oceano di misericordia di Gesù ha inondato la miseria del mondo”.

    Papa Francesco

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  4. INCONTRO

    Queste dure colline che han fatto il mio corpo
    e lo scuotono a tanti ricordi, mi han schiuso il prodigio
    di costei, che non sa che la vivo e non riesco a comprenderla.

    L’ho incontrata, una sera: una macchia più chiara
    sotto le stelle ambigue, nella foschia d’estate.
    Era intorno il sentore di queste colline
    più profondo dell’ombra, e d’un tratto suonò
    come uscisse da queste colline, una voce più netta
    e aspra insieme, una voce di tempi perduti.

    Qualche volta la vedo, e mi vive dinanzi
    definita, immutabile, come un ricordo.
    Io non ho mai potuto afferrarla: la sua realtà
    ogni volta mi sfugge e mi porta lontano.
    Se sia bella, non so. Tra le donne è ben giovane:
    mi sorprende, e pensarla, un ricordo remoto
    dell’infanzia vissuta tra queste colline,
    tanto è giovane. È come il mattino, mi accenna negli occhi
    tutti i cieli lontani di quei mattini remoti.
    E ha negli occhi un proposito fermo: la luce più netta
    che abbia avuto mai l’alba su queste colline.

    L’ho creata dal fondo di tutte le cose
    che mi sono più care, e non riesco a comprenderla.
    C. Pavese

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  5. Ave Mary della Murgia è la dimostrazione dell’importanza notevolissima della donna nei vangeli- anche se scritti da maschi ebrei di cultura ferocemente maschilista . Gesù sicuramente non faceva toppe distinzioni fra discepoli maschi o femmine, le seconde sempre al suo fianco, fin sotto la croce. Grazie , Fabrizio, per la bella poesia, ma la mimosa ” effimera ” e fragile è un fiore che non ci rappresenta. C’è un ” oltre ” , c’è ” molto altro “.

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