36. L’appuntamento

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Intanto, facevamo progressi tangibili nella nostra crescita spirituale. Personalmente, avevo sperimentato la profondità del versetto 53,3 del libro di Isaia, dove il Servo del Signore è definito “uomo dei dolori, che ben conosce il patire”: espressione agevolmente riferibile alla figura del Cristo. Aprendomi a questa dimensione, prendevo coscienza dei residui di edonismo che ancora resistevano, e mi orientavo a vivere ogni piccola o grande sofferenza in unione con Gesù. Il primo risultato fu il rifiuto di assumere – come ormai facevo quotidianamente – analgesici per l’emicrania. La sorpresa fu che, vivendo il malessere in questa prospettiva, scemava a poco a poco, fino a divenire tollerabile e spesso a scomparire. L’altra scoperta arrivò dalla lettura del libro di Gaeta sulla Vergine delle Tre Fontane, dove lessi che qualunque cosa la Madonna impetrasse dalla Trinità, infallibilmente l’otteneva. Questa coscienza rivoluzionò la mia preghiera, che divenne mirata ed efficace. Nello stesso tempo, toccammo con mano come i più restii ad accogliere i messaggi fossero proprio i sacerdoti: come se gli effetti del razionalismo illuministico colpissero loro più degli altri e impedissero di considerare le comunicazioni soprannaturali come uno dei modi più plausibili del dialogo tra l’uomo e Dio. Il timore di apparire ingenui o fondamentalisti chiudeva il loro cuore e rendeva impossibile ai fedeli di conoscere il Progetto che il Signore aveva concepito in un mondo refrattario al cambiamento. In questo modo i più vicini, abilitati a penetrare nel mistero, sarebbero stati i più sorpresi dall’imporsi improvviso degli eventi. Il sacerdote e il levita della parabola del Samaritano sarebbero passati ancora oltre, dall’altra parte, e avrebbero perso un ulteriore, importante appuntamento con la storia.

7 pensieri su “36. L’appuntamento

  1. —lunga e tortuosa e dura la strada che da Gerico porta a Damasco;
    risali il Giordano lungo tutta la valle e arrivi al mare di Galilea,(quello di tanti “incontri,nei racconti evangelici”,mare di pesca miracolosa,e tempeste sedate,…e passeggiate in acque a volte chete ed altre volte tempestose; dove eventi strani mettono alla prova la fede dei vari seguaci…e tanto altro ancora)
    Andate,e non portate con voi ne’ pane ne bastone,ne bisaccia,ne’ denaro nella borsa;
    ma calzate solo i sandali…ecc..ecc..(MC 6, 7-13)
    E continui verso nord-est…
    Ma attento,tieni ben serrate le redini della tua cavalcatura,non si sa mai,che genere di incontri potresti fare!…..Ma sai che ti dico? anziche’ avventurarsi con una FIAT IDEA,
    prendiamo la fuori serie giu’ in garage,chi vuoi che incontriamo…Quello sta ancora appeso al LEGNO!!!…
    E GRANI SCORRONO LENTI FRA LE DITA
    O SANTA MADRE GUIDA LA NOSTRA VITA
    E MAI NEL NOSTRo CUORE VENGA MENO
    L’AMORE PER IL FRUTTO DEL TUO SENO
    E PRIMA DI DIRE AMEN,COSI SIA
    TI SUPPLICHIAMO ANCORA
    AVE MARIA.

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  2. Grazie perché codividere la tua esperienza di preghiera e di relazione con Dio, anche se ognuno rimane unico nella modalità di dialogo con Lui, ci fa comprendere come può avvenire nell’offerta delle grandi o piccole sofferenze, la grazia dell’ Incontro.

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  3. Nella Bibbia troviamo tutte le risposte per la nostra vita. Basta leggerla. Non si può dire- ho letto tutta, lo so tutto. Ogni volta si scopre qualcosa di nuovo, ogni volta troviamo un nuovo consiglio per noi, ogni volta impariamo qualcosa di più.

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  4. Un cuore vuoto è una fossa
    una corteccia gobba
    un cranio una noce secca
    una sorgente di pozzanghere
    non rimangono parole
    neanche con i chiodi

    Michele Caccamo

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