37. La pentola

IMG_0803
Ricordo l’immagine che don Mario evocò, confidandosi con me molti anni fa: la visione di una pentola ricolma dei segreti dell’umanità, delle chiavi per capire l’essere; e lui che chiedeva al Signore: posso aprirla? Vivevamo qualcosa di simile, in quella fase storica in cui tutto era sul punto d’emergere e di rovesciarsi nel suo esatto contrario. Era come se vedessimo oltre: riguardo all’ex parrocchia e al Centro giovanile, dove una certa tendenza, prima sotterranea, operava allo scoperto un tentativo di colonizzazione che sembrava vincente; e al Santuario del Divino Amore, nelle mani della vecchia dirigenza, assecondata da gerarchie sorde e incapaci di mettere fine al processo involutivo. Comprendevamo meglio come ciò che appariva in superficie fosse solo una patina lieve, destinata a scomparire al primo colpo di spugna: l’orgoglio, l’arroganza, avrebbero ceduto senza condizioni all’assalto improvviso della storia. Avevamo imparato a riconoscere il misto di forza e debolezza presente nei poteri umani, l’odore del nulla, il tanfo di morte che esalavano i progetti nel confronto col Progetto di Dio, pronto a risorgere dalla crosta della terra ferita da attentati a raffica nei cinque Continenti. Più questo nucleo incandescente si irradiava, più sentivamo l’appello a rifugiarci nell’amore di Dio, che sorregge l’universo impedendogli ancora di dissolversi in una nube evanescente di entropia. Chiedevamo al volto santo di Cristo la parola, il pensiero, il gesto più opportuno per ogni istante che ci dava di vivere. Stavamo accedendo al sapere di don Mario sul mistero ultimo del mondo: potevamo chiedere anche noi di sollevare, trepidanti, il coperchio della pentola.

3 pensieri su “37. La pentola

  1. L’umanita’ intera immersa in quella pentola in ebollizione;
    Si, chiedi anche tu all’Onnipotente di alzare quel coperchio.
    forse anche tu sarai pervaso da quell’immensa gioia.
    E, se LUI vorra’,vedrai anche tu partire l’esperienza nuova,nel vivere ogni giorno pienamente,nella gioia appagante del dono ricevuto.
    Offrire la propria vita affinche ognuno possa realizzare in Cristo la propria salvezza,
    ricordando che solo LUI e’ la vera VIA ,VERITA’ e VITA ,per un Sacerdozio pastorale,dove comprendere fino in fondo il GIOGO SOAVE di cui parla il SIGNORE.
    E vivere nella fiducia in ogni cosa,purche’ venga dal Signore.
    E fissando lo sguardo dell’Uomo della Sindone comprendere finalmente che da LUI solamente vengono potere e salvezza;

    “…..O LUCE BEATISSIMA INVADI NELL’INTIMO IL CUORE DEI TUOI FEDELI;
    SENZA LA TUA FORZA NULLA E’ NELL’UOMO,…”
    ” in Deo nihil est impossibile”

    Mi piace

  2. … che si avverino i loro desideri… che possano crederci,
    e che possano ridere delle loro passioni!
    Infatti, ciò che chiamiamo passione in realtà non è energia spirituale,
    ma solo attrito tra l’animo e il mondo esterno.
    E, soprattutto, che possano credere in se stessi,
    e che diventino indifesi come bambini:
    perché la debolezza è potenza,
    e la forza è niente.
    Quando l’uomo nasce è debole e duttile,
    quando muore è forte e rigido.
    Così come l’albero, mentre cresce, è tenero e flessibile,
    e quando è duro e secco, muore.
    Rigidità e forza sono compagni della morte;
    debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza.
    Ciò che si è irrigidito non vincerà.
    ( Arsenij Tarkovskij )

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...