38. Viene un’ora ed è questa

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Parlavamo delle profezie, ma nessuno ci credeva. Riflettevamo sul fatto che Dio aveva concesso spesso, nella storia, avvertimenti chiari intorno a fatti drammatici, ma che i moniti erano stati regolarmente scherniti o trascurati, a cominciare dal diluvio. Mi tornava alla mente la parabola del ricco epulone, il quale, condannato all’inferno, pregava che qualcuno avvisasse i fratelli del pericolo; la risposta era che anche se uno fosse tornato dai morti, l’incredulo avrebbe proseguito a rifiutare. Quando accennavo a questi temi, durante il pranzo comunitario del Santuario, mi ascoltavano con studiata sufficienza, opponendo ognuno le proprie convinzioni: l’ultima rivelazione è quella di Cristo!, ed obiezioni analoghe. Altri chiedevano date; avrei voluto rispondere che tutto sarebbe potuto accadere anche domani, ma mi limitavo a ricordare che i messaggi convergevano su questa fase storica, senza aggiungere ulteriori indicazioni. Cominciavo a immaginare le possibili modalità in cui gli eventi si sarebbero attuati: una piazza San Pietro gremita di fedeli, in ascolto dell’udienza papale, o una solenne cerimonia liturgica, con la presenza di cardinali e vescovi. A un tratto si sarebbe scatenata la violenza, come era accaduto nei giorni precedenti, in altri luoghi. Questa volta, però, l’effetto sarebbe stato più scioccante, come se il cuore stesso della civiltà fosse stato sfigurato da una furia senza pari. Un attacco, dunque, non solo concreto e sanguinoso, ma anche fortemente simbolico: era come se finisse un’epoca, col suo retaggio di corruzione e impurità, e dalle tristi macerie risorgesse un’era luminosa, simile a quella del primo cristianesimo. La pace che il Cristo prometteva sarebbe sbocciata da un baratro pauroso di violenza sacrilega. Solo il sacrificio, la perdita, la morte, avrebbero prodotto la Pasqua che sempre si rinnova, nella storia del mondo. Da quel giorno, più nulla sarebbe stato come prima; la Chiesa avrebbe riscoperto la bellezza delle virtù incontaminate, l’umiltà e la povertà; si sarebbe convertita a un Dio purissimo, inseparabile da un processo di purificazione e spoliazione. Lo scenario era alle porte: viene un’ora ed è questa, dice il Cristo, parlando della sua rivoluzione di amore e libertà.

7 pensieri su “38. Viene un’ora ed è questa

  1. Questa è l’ora di piombo –
    che ricorda chi sopravvive,
    come gli assiderati, la neve –
    Dapprima una sensazione di freddo – poi lo stupore –
    Infine la resa.
    Emily Dickinson

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  2. LA Nuova Gerusalemme.
    Afflitta, percossa dal turbine,sconsolata,
    ecco io pongo sulla malachite le tue pietre e sugli zaffiri le tue fondamenta.
    Faro’ di rubini la tua merlatura,le tue porte saranno di carbonchi,tutta la tua cinta sara’ di pietre preziose.
    Tutti i tuoi figli saranno discepoli del Signore, grande sara’ la prosperita’ dei tuoi figli;
    sarai fondata sulla giustizia.
    Sta lontana dall’oppressione,perche’ non dovrai temere,dallo spavento, perche’ non ti si accostera’. Ecco , se ci sara’ un attacco,non sara’ da parte mia.
    Chi ti attacca cadra’ contro di te. Ecco io ho creato il fabbro che soffia sul fuoco delle braci e ne trae strumenti per il suo lavoro,e io ho creato anche il distruttore per devastare.
    Nessun’ arma affilata contro di te avra’ successo,farai condannare ogni lingua che si alzera’ contro di te in giudizio.
    Questa e’ la sorte dei servi del Signore, quanto spetta a loro da parte mia.
    Oracolo del Signore.[…]…porgete l’orecchio e venite a me,ascoltate e voi vivrete.
    Io stabiliro’, per voi un’alleanza eterna, i favori assicurati a Davide.
    …..Cercate il Signore,invocatelo, mentre e’ vicino.L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri.[….]
    …Voi dunque partirete con gioia, sarete condotti in pace.
    i monti e i colli davanti a voi eromperanno in grida di gioia e tutti gli alberi dei campi batteranno le mani.
    Invece di spine cresceranno cipressi, invece di ortiche cresceranno mirti.
    Cio’ sara’ gloria del Signore,un segno eterno che non scomparira’

    Is.54,11 17 _ 55, 12 13

    Isaia nei suoi scritti ci conferma quanto il Signore DIO sia fedele alla sua PROMESSA
    ma e’ pur vero che l’umanita’ nuova deve passare attraverso certe prove per ottenere quella “dimenticata purificazione” che ci rende di nuovo figli legittimi del CREATORE;
    e le contemporanee “profezie”, da Fatima fino alle piu’ recenti che tutti conosciamo,
    ci ricordano che anche noi, nella nostra esistenza,abbiamo il dovere di corrispondere a QUELLA FEDELTA’, nella fede, nella preghiera,nella carita’,fondamento di una vera ECCLESIA.

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  3. Hans Urs Von Balthasar 322 presbitero e teologo svizzero 1905 – 1988

    „La missione sacerdotale, che ha le sue radici durature nella profezia e attinge forza e coraggio dalla paternità dell’apostolo, è missione nella battaglia, in quanto affermazione della causa di Cristo mettendo in gioco la propria esistenza, dove la passione è soltanto la forma estrema dell’azione.“ 

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  4. Dio offre ad ogni mente la scelta tra verità e riposo. Scegli quella che preferisci. Non potrai mai averli entrambi.
    (Ralph Waldo Emerson)

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  5. Di quanto altro orrore ha bisogno l’uomo, prima di “vedere”? Non sono bastati Charlie Hebdo, il Bataclan, ancora gli attacchi di Bruxelles, a spargere sangue e terrore….
    Quanto manca, ancora, per chiedersi ”perché? ”

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  6. Vogliamo sempre dare un tempo alle cose che forse un tempo non hanno. Specialmente un evento siffatto non potrebbe essere mai collocato nella storia, più verosimilmente nella vita che e’ qualcosa di piu’ di un’era. Tutto, il principio e la fine di tutto. E’ quella la piazza simbolica dove avverra’ il martirio e la purificazione. Dopo e’ Resurrezione.

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  7. Contrapposizioni: la bellezza del sorriso alla vita, occhi e cuore volti al sapere, all’amore, ragazze ingoiate nel buio della tragedia, voglia di vivere; kamikaze, stessi giovani, sorriso alla morte, un tempo, forse, bambini già ingoiati dalle fauci della guerra, oggi occhi senza pietà.

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