A me piacerebbe vederne una…

IMG_1753    IMG_1755

IMG_1757 (1)    IMG_1758

Viviamo in anni di veloci (e feroci) cambiamenti. La frase oramai viene pronunciata così spesso che sta rischiando di trasformarsi a sua volta in qualcosa di diverso da quello che ha sempre e che sempre dovrebbe significare. Tutto cambia, in fin dei conti, e a sopravvivere è ogni volta quello che sa modificarsi in tempo al tempo che sta attraversando, fino a riuscire, nei migliori dei casi, a mantenere intatta l’identità di partenza mentre si propone nuovi punti d’arrivo.
Oggi questo vale anche e soprattutto per i libri in cartaceo, che l’oramai consolidata rivoluzione digitale sta relegando negli angoli più remoti delle nostre città, in piccole librerie che assomigliano sempre più ai negozi di vinili per gli appassionati di musica. Ma il mercato si modifica, alcune librerie si adeguano, aggiungono qualche tavolo e delle bevande e si trasformano in punto di ritrovo, luoghi che magari un giorno sapranno riportare in auge i caffè letterari del secolo scorso, reinventandosi e servendosi di internet invece di combatterlo. E così, tra le tante iniziative legate a questo sotterraneo processo di sopravvivenza – sia di chi i libri li vende sia di chi li legge – mi piace menzionarne una, sul lungomare di Auckland, in pieno centro, tra bar, ristoranti, turisti, yacht, impiegati in pausa pranzo e skaters.
Il cartello dice:
Benvenuti nel Vostro Luogo di scambio libri e/o Libreria-Container sul lungomare.
E poco più sotto, all’interno di un container trasformato in salotto/luogo di lettura (siamo pur sempre vicini al porto…) ecco vari scaffali con libri usati di tutti generi, per tutte le età e in lingue differenti.
“Potete prendere in prestito i libri che volete e siete liberi di portarne a vostra volta” si legge poco più sotto. E a seguire, l’invito a godere del luogo rispettandone l’identità.
La Libreria Container self-service avrebbe dovuto rimanere aperta solo per poche settimane, ma il suo successo è stato tale che il Comune ha deciso di lasciarla a disposizione di passanti e curiosi a tempo indeterminato.
A me piacerebbe vederne una anche in Piazza della Signoria a Firenze, o in centro a Roma, o in Piazza del Duomo a Milano, per non parlare di alcune zone sempre più trascurate delle nostre cittadine di provincia, al posto dell’ennesima fioriera o di un posto macchina. È un investimento da poco, che sviluppa senso civico, voglia di fermarsi a ragionare e attitudine a confrontarsi con ciò che ci circonda, lontani dagli schermi dei computer, in mezzo alla gente, con la sensazione della carta sotto le dita.
“Cos’è?” mi ha chiesto mio figlio – tre anni e mezzo di energia da vendere e infinita voglia di correre e saltare – . “Un luogo dove fermarsi, trovare un libro e mettersi a leggerlo o portarselo a casa” gli ho risposto.
Ma non avevo ancora finito e già si era messo a cercarne uno tra gli scaffali.

 

Un pensiero su “A me piacerebbe vederne una…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...