“Oh mio Me!”, di Cristina Bove

Croci
Oh mio Me!
Gridò scombussolato Dio
qual è quel testo che mi fa tiranno e
mi fa rabbioso con me stesso in quanto
io sono tutto e tutti e mi suicido così per farmi pasqua
di bomba in bomba
di tomba in tomba. Oh my man! Tu pure figlio
che ti ho fatto da me multicolore e non monocolo
e pianti chiodi a croci e corpi _li feci come gli alberi_
nascevano dalle mie radici
alcuni sono me che mi uccido

il cervello ch’è il massimo _oh mio Me!_
di un delitto perfetto
connaturato nella miavostra sostanza pretestuosa
in circonvoluzioni geroflifiche
l’oscura stravaganza d’essere parte e tutto
l‘infinito e il confine
il questuante dei miei stessi diritti _obblighi sacrosanti_
e le mancanze di separazione
i miei dinieghi all’essere dopo averlo permesso

invoco me, nell’insostanza
sapendomi mortale in tutti voi perché
non posso stare solo in questa moltitudine immortale
caini e abeli in un perpetuo scontro.
Provo a morire in ogni scansamento _perciò vi lascio fare_
perciò mi lascio fare
ma sappiate sappiamo
che se uccidete un uomo state uccidendo Me.
Se non risorgo non l’abbiate a male:
stiamo morendo tutti
di un amore terribile e fatale.

[l’immagine è tratta da qui]

7 pensieri su ““Oh mio Me!”, di Cristina Bove

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