LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

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“Lei fa proprio al caso nostro”.

Renzismo nuova versione dell’istrionismo

A differenza di Woody Allen non metto L’educazione sentimentale di Gustave Flaubert tra le dieci cose per le quali vale la pena vivere. Le pagine storiche tuttavia sono davvero illuminanti. Confermano che le dinamiche, specie quelle del potere sono sempre le stesse. E se la storia è maestra di vita, gli alunni sono proprio ripetenti. Lo scenario è quello dei moti di Luglio, avvenuti a Parigi nel 1830. Carlo X, ultimo re borbone, dà una sterzata autoritaria.  La città reagisce con un’insurrezione che rischia di trasformarsi in una rivoluzione repubblicana. Non a caso viene definita la seconda rivoluzione francese, che Eugène Delacroix immortala nel dipinto La libertà guida il popolo. Per giunta le idee socialiste sono sempre più esplicite. Alla fine però vince il “Partito della Nazione” e viene restaurata la monarchia con Luigi Filippo, non più re di Francia, ma dei francesi.

corix“Si passò presto a parlare delle elezioni per l’Assemblea nazionale, e dei candidati nel circondario della Fortelle. Quello dell’opposizione non aveva buone probabilità. “Dovreste voi prendere il suo posto”, disse il signor Dambreuse, il banchiere preoccupato dell’avanzata della Rivoluzione. Fréderic, il giovane protagonista del romanzo, protestò. “Ma perché?” “Lei avrebbe ottenuto i suffragi degli estremisti date le sue opinioni personali, e quello dei conservatori per merito della sua famiglia. E forse anche, un poco grazie alla mia influenza”, aggiunse il banchiere sorridendo.

Non vi pare questo dialogo molto attuale? A me richiama alla mente un incontro che si tenne tra il presidente del consiglio di allora e un giovane promettente dell’opposizione, in quel momento sindaco di Firenze. Il Matteo Renzi oppositore lasciava intravedere una visione dell’Italia. Quello al governo sembra muoversi come tutti i suoi predecessori: non ha di fronte il popolo dei cittadini, ma una platea di spettatori. Da Mussolini a Craxi, da Berlusconi a Renzi, il destino resta il medesimo: l’istrionismo. Ciascuna di queste personalità è stata capace di intercettare lo spirito del tempo. Senza avere la capacità di governarlo, ma solo di recitarlo, portarlo in scena.

Anche per l’Italia contemporanea vale il giudizio di Piero Gobetti. Le vicende di questi governanti rappresentano la “biografia della Nazione”. Mi resta il cruccio di comprenderne le cause. Poi penso alla storia della musica e all’innovazione barocca di rendere corporea e attiva la melodia. Sì, mi sono convinto. L’Italia è cosi perché ha inventato il Melodramma.

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