40. Il male è male

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Si cominciava a parlare di scenari. Ormai era chiaro che le profezie non riguardavano solo il Vaticano, l’attacco tremendo alla Chiesa che l’avrebbe costretta a rinnovarsi, ma un’area molto più vasta, e forse il mondo intero. I cento anni di dominio di satana sarebbero finiti coi fuochi d’artificio di una guerra totale, che avrebbe seminato la morte e innescato un meccanismo di autodistruzione che solo il Pantocrator, il Signore che tiene i fili e le trame della storia, avrebbe frenato al tempo giusto. Già parlavamo di ritorno all’essenziale, di valori che sarebbero riemersi, dopo la grande parentesi di confusione e di non senso, in cui ogni capriccio era un diritto, ogni voglia dell’io una legge da imporre con la forza o con la persuasione occulta. Stavamo toccando il fondo del liberismo e del libertinismo, la democrazia era ormai diventata una facciata che nascondeva il governo assoluto di pochi potentati e lo sfruttamento di una massa inconscia di obbedienti manichini manovrati dall’alto. La cultura procedeva con parole d’ordine cui tutti dovevano piegarsi; lobby intoccabili proclamavano del tutto indisturbate il loro verbo lascivo, viscido, sfuggente, e nello stesso tempo categorico e rigido, intollerante riguardo al pur minimo accenno di dibattito. Un’idea valeva l’altra, perché tutte finivano nel grande calderone di una dittatura invisibile e implacabile, fondata sull’apparente libertà dei social network, degli squallidi spettacoli dei media, proni alla ferrea volontà delle multinazionali del pensiero unico. Persino la fede era gestita da un’industria sofisticata e aggiornata del politically correct, dell’adeguamento al mondo. Era sempre più chiaro che la corsa verso il nulla sarebbe sfociata in un esito al contempo sorprendente e prevedibile: si sarebbe compreso, finalmente, che il male è male, e fa male. Da questa coscienza elementare si sarebbe generata la nuova civiltà; una bella mattina, ci saremmo guardati negli occhi dal fondale di un mondo totalmente rinnovato.

8 pensieri su “40. Il male è male

  1. Una grande speranza dopo l’apocalisse.ma perché perché l’apocalisse, perché i lutti, il buio dell’umano? È quest’assurdo versante che rifiuto, questa immensa insipienza dell’essere umano che si lascia travolgere, che non riesco a sopportare.
    .

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  2. (Gen.8-21)E l’Eterno senti’ un odor soave,e l’Eterno disse in cuor suo:”Io non malediro’ piu’ la terra a cagione dell’uomo,poiche’ i disegni del cuore dell’uomo son malvagi fin dalla sua fanciullezza; e non colpiro’ piu’ ogni cosa vivente, come ho fatto.

    Son tempi lunghi ormai,che la terra emana [un lezzo nauseabondo,dove anche mani giunte non esprimono unione al padre, ma grondano di sangue di ingiustizie e oppressione..](IS)
    .e dal levitico(26- 14,21)Ma se non mi date ascolto e se non mettete in pratica tutti questi comandamenti,
    se disprezzerete le mie leggi…..ecco quel che vi faro’ a mia volta. mandero’ contro di voi il terrore…..volgero’ la mia faccia contro di voi, e voi sarete sconfitti dai vostri nemici…..
    Spezzero’ la superbia della vostra forza….
    la vostra forza si consumera’ invano,poiche’ la vostra terra non dara’ i suoi prodotti,
    e gli alberi della campagna non daranno i loro frutti…..
    e se non volete darmi ascolto,io vi colpiro’sette volte di piu’,secondo i vostri peccati.

    e purtroppo quanto scritto da Fabrizio e’ la vera realta’ odierna,di una umanita’ che va perdendosi verso una deriva e affonda sempre piu’,dimenandosi ,come in sabbie mobili, in una melma di letame di cui non troviamo memoria dai tempi biblici di SODOMA e GOMORRA.
    ….a volte,ci rifletto sopra,a volte “TUTTO E’ GRAZIA” non riesce a…prevalere…???

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  3. Vivi…Vivi..e lascia morire
    E’ vita…
    Forse,un cuore che batte e’ vita,
    bocca che respira e’ ancora vita,
    occhi che guardano,
    mani che toccano,
    profumi che inebriano,
    dolci praline sulle labbra,
    i sensi vivi…
    e’ vita..!
    Non solo questo e’ vita;
    “Chi e’ con quella mano tesa?…
    e quello con la pelle erosa
    di costole contate ad una ad una;
    …e quel bambino “palla”
    di ventre gonfio e vuoto;
    …e fuochi accesi lungo il viale,
    a illuminare corpi offerti a tanto l’ora…
    e il gentiluomo ti compra dignita’ ch’e’ ormai perduta.
    E in doppiopetto,borsa e valori in mano,
    scavalca bimbi e donne petulanti,
    coperti in vesti trucidi e strappati
    seduti a bordo strada a mendicare;
    ….e’ vita…
    e piedi nudi
    da rovi e pietre e fango gia piagati,
    in fuga che abbandonano le case,
    di paglia, mattoni e travi,
    in fiamme, tra bagliori luminosi,
    di dinamite e bombe
    …mandate giu’ dal cielo,
    a liberare l’uomo….rimasto
    appeso a un filo…di ferro gia’
    spinato,a far barriera ancora,
    a liberta’ agognata.
    E siede alla poltrona,
    di pelle scamosciata,
    il doppiopetto e sigaro,
    e volteggiano arabeschi e cerchi
    di fumo respirato.
    Borsa e contratti in mano
    ad impennare il grafico
    di rendita e profitto,
    iperbole che sale
    su…su…alla parete in noce…
    …e sposta quella CROCE,
    che ci interrompe il rigo
    di crescita in salita!!!
    …E’ vita…!
    e si, vite rubate, da odio guerra e disprezzo,
    ma questo e’ il piu’ banale
    il potere non ha prezzo.!
    Non stiamo qui a far caso,
    si sa poi come va,
    se non li faccio fuori,li dovremo poi campa’!
    …E’ vita pure questa,pero’ fatte piu’ in la’
    me copri la visuale;
    …al grafico,…cambiamoie parete,
    sta CROCE sta a impiccia’
    ….E’ vita….se puo’ continua’!!!

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  4. Mai parole piu’ calzanti ed esaustive per descrivere il caos generazionale di valori e princìpi.
    Una parentesi puo’ contenere una lunga funzione matematica così come un’era una lunga funzione del male.
    Epilogo ottimistico che tutti ci auguriamo: la definizione di un nuovo logaritmo morale.
    Davvero grazie.

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  5. Ciò che più mi sorprende di fronte al caos di una società la cui “malattia storica” diventa ogni giorno più subdola e devastante, come si legge in questo articolo così acuto ed incisivo, è quella sorta di sopore interiore che ci attanaglia ogni giorno di più quasi inconsciamente. Dove sono finiti la rabbia, lo sdegno, la collera, la denuncia? Momenti di protesta certo, ma dietro ai quali quasi sempre si nasconde uno sciacallaggio politico e mediatico, il senso del non-senso. Ci si sente come topi in trappola, marionette allucinate di un teatro dell’assurdo. Rimane solo la sensazione di svegliarsi al mattino e dire: “ecco, ancora sono qui, ancora respiro”. E’ già tanto.

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  6. E’ chiaro
    Che il pensiero dà fastidio
    Anche se chi pensa
    E’ muto come un pesce
    Anzi un pesce
    E come pesce è difficile da bloccare
    Perchè lo protegge il mare
    Com’è profondo il mare

    L. Dalla

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