Il reuccio e il bene che non vediamo

imagesS2T13Q6A

Eppure era lì per aggiustare le cose, per fare, con equilibrio ed equità, le riforme necessarie e le scelte economiche urgenti, attese dalla maggior parte degli italiani.

Invece il reuccio che fa? Esattamente il contrario, in continuità e in empatia perfetta coi governi di destra, e con la protervia fanfarona dell’innovatore che ripete come un mantra, in ogni occasione, il gran bene che sta facendo per l’Italia e gli italiani. C’è chi gli crede, grazie alle tivù di Stato che lo rincorrono e ne moltiplicano il verbo e l’immagine, come se la favola, a forza di ripeterla, si auto realizzi. A credergli sono innanzitutto i beneficiari delle risorse pubbliche, e quindi, nell’ordine: banche, multinazionali e grandi imprese, lobby professionali, l’ampia corte di politici e alti dirigenti di enti pubblici.

La maggioranza degli italiani ha elevato invece un muro di diffidenza e di aperta contrarietà per la sua politica, e si moltiplicano le manifestazioni e le iniziative nelle piazze contro le scelte del Governo e del Parlamento. Il reuccio non ne ha infatti azzeccata una: la pessima riforma sulla scuola, l’abolizione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori, il rifiuto di modificare la legge Fornero sulle pensioni, la pericolosissima controriforma costituzionale unita all’altrettanto pessima riforma elettorale (italicum), la normativa che consente di estrarre idrocarburi dal sottosuolo marino fino ad esaurimento del giacimento, il Job act come ricetta per l’occupazione, la destinazione di enormi cifre per gli investimenti infrastrutturali a vantaggio delle solite lobby.

Tali scelte, come un vaso di pandora, hanno così scatenato un putiferio sociale e giudiziario: diversi referendum e il costituirsi di centinaia di comitati e associazioni di cittadini per lottare a difesa della democrazia, della sovranità dei territori e dei diritti delle persone; indagini giudiziarie per accertare la presenza di reati nel comportamento del governo e dei funzionari pubblici.

Dopo i penosi anni dei Governi Berlusconi, può un Paese andare ancora avanti a forza di proteste, di referendum e di inchieste giudiziarie? Per quanto tempo ancora può accettarsi un governo completamente sordo rispetto ai bisogni generali del Paese e dei suoi cittadini?

La società italiana è un corpo gravemente malato e affamato, oltraggiato dall’indifferenza di chi dovrebbe rappresentarlo, offeso e ormai sfiduciato dalle promesse fasulle e dal falso ottimismo del reuccio e della sua corte.

Dunque anche questo Governo ha fallito, dimostrandosi incapace di far fronte ai bisogni reali del Paese, di possedere la bontà e il buon senso che persino i più illetterati e i più umili hanno in maggiore misura.

Più che ad una ritirata, a questo punto, preferiremmo un colpo di scena come nei film, in cui tutte le situazioni negative, inaspettatamente, si ribaltano in positivo. Il Governo allora, prima di dimettersi, potrebbe ad esempio: non approvare più la controriforma costituzionale, demandando a una commissione di esperti integerrimi la stesura di una proposta di riforma coerente con lo spirito della Carta Costituzionale; modificare la riforma elettorale (Italicum) introducendo un sistema proporzionale puro e un premio di maggioranza ragionevole; modificare subito la legge sulle trivelle, stabilendo la cessazione delle attività estrattive di gas e petrolio nel termine fissato nei contratti; nominare una commissione autorevole per la modifica della legge sulla scuola; bloccare per sempre la costruzione delle grandi opere inutili, facendo eseguire le piccole e medie opere non complesse da maestranze locali, con la progettazione e la direzione di tecnici pubblici (impedendo in questo modo la corruzione, e spalmando così le risorse in modo equo su tutto il territorio nazionale); bloccare lo spreco di risorse pubbliche del job act (dai 14 ai 22 miliardi senza alcuna garanzia di lavoro stabile, passati i tre anni!) utilizzandole per finanziare dal basso piccoli progetti di sviluppo settoriale (agricoltura, turismo, cura della persona, tutela del patrimonio ambientale e artistico, bonifiche e riconversione ecologica delle industrie inquinanti o improduttive, artigianato etc.) elaborati dai singoli, dalle imprese o dagli enti pubblici, con pagamento diretto dei lavoratori inoccupati e disoccupati coinvolti.

Una soltanto di queste soluzioni farebbe indubbiamente il bene del Paese, ma sarebbe chiedere troppo ai grandi uomini le cui competenze, come una clava, vengono brandite contro i loro detrattori e, allo stesso tempo, piegate all’esclusivo interesse di poche categorie sociali.

Il referendum del 17 aprile non sarà perciò soltanto l’occasione per far trionfare l’interesse generale degli italiani, per un mare più pulito e un’atmosfera più respirabile; esso sta tracciando i tratti antropologici di due parti sociali ben definite fuori dai vecchi schemi politici: l’una furba, cinica, parolaia, adusa ad ogni mezzo per far prevalere il proprio interesse e quello delle lobby di riferimento; l’altro, che ha invece a cuore l’eticità delle scelte, il bene della salute, dell’ambiente, della giustizia sociale, della solidarietà e dell’accoglienza, della eguaglianza sostanziale tra le persone.

Il 17 aprile – al pari dei prossimi referendum sul NO alla controriforma costituzionale e sul SI alla modifica della legge elettorale – sarà perciò anche una prova di sovranità per gli italiani, per dimostrare che ci sono e che non sono più disposti ad accettare l’arroganza dei governi e delle lobby incuranti del bene collettivo e dei diritti dei singoli.

 

Giovanni Nuscis

 

2 pensieri su “Il reuccio e il bene che non vediamo

  1. Letto,approvato e sottoscritto!
    Però contesto l’affermazione:”il reuccio non ne ha azzeccata una”!!!
    Ma che dici!!!le ha azzeccate tutte….
    certamente quelle a favore di lobbbbby!
    bancheeeeee e affaristiiii!!!!
    Ci sono rimasti solo i referendum (fino a quando non si inventeranno che non si è raggiunto il quorum!!!!
    Questa è l’ultima arma…spero non ce la diano già “spuntata”!!!!
    Buon lavoro Giovanni, e a chiunque ci legga…buon futuro!

    Mi piace

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...